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Sentenza

Sentenza del 29/09/2022 n. 28435 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di sei avvisi di accertamento ICI per gli anni 2007-2011 e IMU per il 2012. La controversia riguardava in particolare la qualificazione urbanistica e il valore di un terreno ritenuto edificabile dal Comune (e quindi assoggettato a imposta), mentre la ricorrente sosteneva che lo stesso terreno ricadeva nel perimetro delle aree boscate soggette a vincolo paesaggistico (PTPR della Regione Lazio 2007) e quindi era inedificabile. In corso di giudizio il Comune ha rettificato in riduzione gli importi dovuti (applicando un abbattimento dell'80% al valore delle aree edificabili), ma la ricorrente ha contestato altresì la legittimità della pretesa residua e ha censurato la mancata pronuncia di merito sulla questione dell'inedificabilità derivante dal piano paesaggistico.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo (riguardante l'ultrapetizione relativo al fatto che la Corte regionale aveva dato conto della riduzione comunale) ritenendo che la rettifica in diminuzione non costituisce un nuovo atto impositivo ma una revoca parziale dell'originaria pretesa, sicché il giudice doveva comunque pronunciarsi sulla residua pretesa. Tuttavia ha accolto il secondo motivo per omessa pronuncia, poiché la Commissione regionale non aveva esaminato e deciso la specifica censura della ricorrente relativa all'inserimento del terreno nel perimetro delle aree boscate (PTPR 2007) e alla conseguente inedificabilità; ne è conseguita la cassazione della sentenza impugnata e il rinvio alla Commissione tributaria regionale di secondo grado (Roma) in diversa composizione, che regolerà anche le spese del giudizio di legittimità. Gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti.

Norme richiamate

  • Codice di procedura civile

    art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4, 5; art. 112 c.p.c.; art. 378 c.p.c.

    L'art. 360 è stato usato per dedurre vizi di omessa pronuncia e ultrapetizione; la Corte ha ritenuto fondato il vizio di omessa pronuncia (n. 4) relativo al mancato esame del motivo di appello sul vincolo paesaggistico.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    art. 36, comma 2; art. 61

    Norme processuali tributarie richiamate nelle censure per omessa motivazione e omessa pronuncia sulle eccezioni dedotte in appello.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504

    art. 2, comma 2, lett. b); art. 5, comma 5

    Norme relative alla disciplina ICI/IMU e alla determinazione della base imponibile: la ricorrente contestava l'applicazione dei criteri dettati per le aree edificabili e la corretta valutazione del bene.

  • D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 446

    Richiamato con riferimento alla normativa tributaria comunale e ai criteri applicativi dell'imposta.

  • D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

    art. 142; art. 145, comma 3

    La ricorrente ha sostenuto che il PTPR e i vincoli paesaggistici operano automaticamente (art. 142 lett. g) e producono efficacia conformativa per la proprietà (art. 145, comma 3), con conseguente inedificabilità del terreno; la Corte ha ritenuto che tale censura fosse autonoma e non esaminata dalla Commissione regionale, giustificando la cassazione.

  • Codice civile

    Richiamato in relazione ai mezzi di prova e alla valutazione sulla stima del bene; la ricorrente denunciava errori nella prova e nella stima adottata dal Comune.

  • Regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta sugli immobili (Comune di Rieti)

    deliberazione n. 6 del 1 marzo 2001, art. 22

    Il regolamento comunale prevede il diritto al rimborso in caso di sopravvenuta dichiarazione di inedificabilità; la ricorrente lo ha richiamato come elemento a sostegno della sua pretesa di inesigibilità/rimborso.

Massime di principio

  • La rettifica in diminuzione operata dall'amministrazione non costituisce un nuovo atto impositivo ma una riduzione quantitativa dell'originaria pretesa: pertanto il ricorso originario resta efficace e il giudice deve pronunciarsi sulla residua pretesa.
  • Se il contribuente solleva una censura autonoma basata su vincoli paesaggistici o su piani regionali (PTPR) che incidono sulla natura edificabile del bene, il giudice deve esaminare espressamente tale motivo: la mancata pronuncia configura omessa pronuncia e determina cassazione con rinvio.
  • Ai fini dell'ICI/IMU, il valore e la qualificazione urbanistica rilevanti sono quelli esistenti nel periodo d'imposta; tuttavia, se un vincolo paesaggistico è già operativo (anche per effetto di atti regionali come il PTPR), esso può incidere retroattivamente sulla qualificazione del suolo e sulla esigibilità dell'imposta se provato e dedotto tempestivamente.
  • In procedura d'appello è fondamentale riproporre in modo chiaro e autosufficiente tutte le questioni già sollevate e portare i documenti probatori (tavole PTPR, perizie tecniche) affinché il giudice si pronunci sul merito; l'omissione di riferimenti o di documentazione può comportare il rigetto o la mancata valutazione.
  • Quando si ottiene dall'ente una rettifica/abbattimento degli importi, il contribuente deve comunque sollevare e far decidere ogni domanda accessoria (es. annullamento per inedificabilità, richiesta di rimborso e contestazione di sanzioni), perché la mera riduzione non estingue automaticamente le questioni giuridiche sottostanti.

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