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Legge

L.R. Puglia 27/2002

Istituzione della riserva naturale regionale "Bosco delle Pianelle"(•)

Normativa regionaleL.R. Puglia 27/2002

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Puglia la riserva naturale regionale orientata "Bosco delle Pianelle", nel territorio di Martina Franca, definendone perimetro, finalità, zonizzazione provvisoria, divieti e regime di gestione affidato all’ente provinciale di Taranto. Le limitazioni valgono fino all’approvazione del piano territoriale, che può modificare la zonizzazione e la disciplina dell’area.

Istituzione della riserva naturale regionale orientata "Bosco delle Pianelle"

Istituzione della riserva naturale regionale "Bosco delle Pianelle"

La legge regionale della Puglia istituisce la riserva naturale regionale orientata "Bosco delle Pianelle" nel territorio del Comune di Martina Franca. Il provvedimento disciplina anche il perimetro, le finalità di tutela, una zonizzazione provvisoria e il regime di gestione dell’area protetta.

Perimetro e individuazione dell’area

La riserva è delimitata dalla cartografia allegata alla legge, che costituisce parte integrante dell’atto. La documentazione cartografica è depositata in originale presso l’Ufficio parchi e risorse naturali della Regione Puglia e, in copia conforme, presso l’Amministrazione provinciale di Taranto e il Comune di Martina Franca. I confini devono essere resi visibili tramite apposita tabellazione a cura della Provincia di Taranto, con finanziamento regionale.

Finalità istitutive

La riserva è istituita per perseguire obiettivi di conservazione, valorizzazione e fruizione sostenibile del territorio. In particolare mira a:

  • conservare e recuperare le biocenosi, con attenzione agli habitat e alle specie tutelate dalle direttive europee in materia di uccelli selvatici e di habitat naturali, nonché ai valori paesaggistici ed agli equilibri ecologici, idraulici e idrogeologici;
  • salvaguardare i valori storico-architettonici, antropologici e le attività agro-silvo-pastorali e tradizionali;
  • favorire la rinaturalizzazione, la riconversione ad alto fusto, l’incremento della superficie boscata e la diversificazione degli habitat;
  • promuovere educazione, formazione, ricerca scientifica e attività ricreative sostenibili;
  • realizzare infrastrutture per la mobilità lenta e l’accoglienza diffusa;
  • sostenere e riqualificare attività economiche compatibili, soprattutto nei settori turismo, agricoltura, artigianato e servizi, al fine di migliorare la qualità della vita delle popolazioni residenti.

Zonizzazione provvisoria

Fino all’approvazione del piano territoriale previsto dalla legge, l’intera riserva è classificata provvisoriamente come zona 1, cioè zona centrale. Il piano potrà modificare tale zonizzazione per migliorare l’organizzazione degli ambiti di tutela.

Regime di tutela e divieti generali

Su tutto il territorio della riserva, oltre alle norme nazionali e regionali vigenti, sono vietate una serie di attività potenzialmente pregiudizievoli per l’ambiente e il paesaggio. In particolare non è consentito:

  • aprire nuove cave;
  • esercitare l’attività venatoria, salvo gli interventi di controllo delle specie autorizzati dall’ente di gestione e i prelievi a fini di ricerca e studio;
  • alterare o modificare le condizioni di vita degli animali;
  • raccogliere o danneggiare specie vegetali spontanee, salvo interventi scientifici autorizzati; restano consentite le operazioni connesse alle attività agro-silvo-pastorali;
  • asportare minerali e materiale di interesse geologico, salvo prelievi scientifici autorizzati;
  • introdurre specie faunistiche o floristiche non autoctone;
  • realizzare movimenti di terra tali da modificare in modo consistente la morfologia del terreno;
  • alterare gli equilibri ecologici, idraulici e idrogeotermici, o comunque incidere sulle finalità della riserva;
  • transitare con mezzi motorizzati fuori dalle strade ammesse, salvo mezzi di servizio e attività agro-silvo-pastorali;
  • costruire nuove strade o ampliare quelle esistenti, se non funzionali alle attività agro-silvo-pastorali e alla fruizione naturalistica;
  • aprire discariche.

Disciplina transitoria fino al piano territoriale

In attesa del piano territoriale sono inoltre vietati:

  • la costruzione di nuovi edifici o opere all’esterno dei centri edificati delimitati ai sensi della normativa urbanistica richiamata;
  • il mutamento di destinazione dei terreni, salvo le normali operazioni connesse allo svolgimento delle attività agro-silvo-pastorali nei terreni coltivati;
  • gli interventi sulle aree boscate e i tagli boschivi senza autorizzazione dei competenti uffici regionali.

Resta invece consentita la manutenzione ordinaria e straordinaria dei manufatti edilizi esistenti.

Diritti reali e usi civici

La legge fa salvi i diritti reali e gli usi civici delle collettività locali. Rimangono tuttavia esclusi i diritti esclusivi di caccia e gli altri usi civici di prelievo faunistico, che devono essere liquidati dal competente Commissario per gli usi civici su istanza dell’ente di gestione.

Gestione della riserva

La gestione della riserva è affidata all’Ente di gestione delle aree naturali protette della provincia di Taranto, ente strumentale di diritto pubblico. La rappresentanza della comunità delle aree naturali protette all’interno del Consiglio direttivo di tale ente è integrata con il Sindaco del Comune di Martina Franca.

Attualità della disciplina

La legge risulta ancora formalmente vigente e non contiene una scadenza generale di efficacia; tuttavia molte delle misure restrittive sono espressamente collegate alla fase precedente l’approvazione del piano territoriale, che può modificare la zonizzazione e l’assetto gestionale dell’area.

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