L.R. Puglia 15/2002
Riforma della formazione professionale(•)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina il sistema regionale pugliese della formazione professionale e dell’orientamento, definendone finalità, destinatari e criteri di programmazione dell’offerta. Prevede azioni per occupabilità, politiche attive, inclusione sociale e sviluppo dell’imprenditorialità, con orientamento progressivo ai fabbisogni del mercato del lavoro e ai settori innovativi. È vigente, con aggiornamenti successivi, inclusa la riformulazione dell’art. 2 e l’introduzione dell’art. 3-bis nel 2025.
Riforma della formazione professionale in Puglia
Riforma della formazione professionale in Puglia
La legge disciplina il sistema regionale pugliese della formazione professionale e dell’orientamento, definendone finalità, destinatari e criteri di organizzazione dell’offerta. Il provvedimento ha portata esclusivamente regionale e mira a garantire un servizio pubblico coerente con i fabbisogni del mercato del lavoro e con le politiche attive per l’occupazione.
Finalità del sistema formativo
La Regione Puglia riconosce il diritto alla formazione e all’orientamento, assicurando uguaglianza di opportunità. L’obiettivo è sviluppare, in un quadro di formazione continua e permanente, competenze e culture professionali e favorire la partecipazione allo sviluppo della realtà regionale.
Destinatari delle attività
Le azioni di orientamento e formazione professionale sono qualificate come servizio di interesse pubblico e sono rivolte a tutti i cittadini europei, senza discriminazioni di sesso e di condizioni sociali. Riguardano tutti i settori produttivi di beni e servizi e sia il lavoro subordinato sia quello autonomo, in forma individuale, associata, imprenditoriale o libero-professionale.
Possono essere ammessi anche cittadini stranieri e apolidi, nel rispetto degli accordi internazionali, della normativa vigente o nell’ambito di specifici programmi.
La disciplina vigente orienta progressivamente il sistema formativo a valorizzare gli esiti delle indagini sul mercato del lavoro regionale e a introdurre misure di accompagnamento per facilitare l’accesso ai percorsi formativi da parte dei soggetti più vulnerabili o a rischio di esclusione dal mercato del lavoro.
Organizzazione e programmazione dell’offerta formativa
La Regione, sentite le Province, organizza il sistema formativo e dell’orientamento in senso integrato e policentrico, utilizzando tutte le risorse disponibili e coinvolgendo gli attori istituzionali, educativi, scolastici, formativi, universitari, del mercato del lavoro e le forze sociali presenti sul territorio.
La programmazione regionale deve assicurare una pluralità coordinata di azioni integrate, con diversificazione delle proposte e dei percorsi formativi. La Regione programma, coordina e monitora tutte le attività formative da realizzare sul territorio regionale, comprese quelle inserite in patti territoriali, contratti d’area e altri strumenti di programmazione negoziata, indipendentemente dalle fonti di finanziamento.
Ambiti di intervento e tipologie di azioni
La Regione promuove servizi formativi e di supporto alla formazione collegati a diversi ambiti, tra cui:
- politiche attive del lavoro, con attività di qualificazione, aggiornamento, specializzazione, perfezionamento, riqualificazione e riconversione;
- promozione di nuove occasioni di impiego, anche tramite formazione connessa a incentivi all’occupazione, autoimprenditorialità e autoimpiego;
- politiche sociali, con attenzione a soggetti svantaggiati, integrazione sociale, pari opportunità, dispersione scolastica, inserimento di lavoratori in mobilità, cassintegrati e disoccupati di lunga durata;
- miglioramento dell’occupabilità e dell’adattabilità di aziende e lavoratori, con particolare riferimento alla formazione continua e permanente, all’apprendistato e ai contratti di formazione-lavoro;
- promozione territoriale in raccordo con la programmazione negoziata, inclusi progetti integrati di sviluppo, patti territoriali per l’occupazione, contratti d’area, programmi di distretto e programmi comunitari per lo sviluppo dell’occupazione;
- integrazione con i diversi sottosistemi formativi, compresa la formazione integrata superiore e l’assolvimento dell’obbligo di frequenza in attività formative;
- promozione del lavoro autonomo e dell’imprenditorialità, con attenzione al terzo settore e alla cooperazione sociale;
- nuove filiere formative, tra cui formazione nella pubblica amministrazione, formazione avanzata e superiore, percorsi collegati a patenti, autorizzazioni o specializzazioni professionali, formazione individualizzata o a distanza, borse di formazione e lavoro, tirocini, stages, piani di inserimento professionale, partenariato transregionale e attività internazionali e transnazionali, anche a sostegno dei paesi in via di sviluppo.
Interventi di rilevanza regionale
La Regione attiva programmi o progetti di rilevanza regionale quando la dimensione regionale sia la più adeguata ai fini dell’efficacia della programmazione. Sono ricompresi anche gli interventi nell’ambito della formazione tecnico-professionale superiore.
Orientamento attuale dell’offerta formativa
L’offerta formativa regionale è progressivamente orientata a promuovere percorsi finalizzati all’acquisizione di competenze, con particolare attenzione ai settori chiave della crescita intelligente e sostenibile, tra cui green economy, blue economy e innovazione tecnologica.
La programmazione deve fondarsi sull’analisi dei fabbisogni formativi e delle competenze più richieste nel mercato del lavoro regionale, con attenzione alle aree di maggiore disallineamento tra domanda e offerta di competenze. Le risultanze delle analisi costituiscono progressivamente la base per la programmazione dei percorsi formativi e impongono di dare priorità alle aree con maggiore skills mismatch, coinvolgendo le parti sociali ed economiche anche mediante patti per le competenze e reti strutturali.
Vigore e aggiornamenti
L’atto risulta vigente. Nel testo consolidato sono presenti aggiornamenti successivi, in particolare la sostituzione del comma relativo ai destinatari e l’introduzione dell’articolo sull’offerta formativa regionale, che orientano la disciplina verso i fabbisogni del mercato del lavoro e i settori innovativi.
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