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Legge

L.R. Puglia 16/2002

Divieto di fumare nei luoghi pubblici e nei luoghi chiusi aperti al pubblico.

Normativa regionaleL.R. Puglia 16/2002

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge pugliese vieta di fumare nei locali pubblici, nei luoghi chiusi aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro chiusi destinati alla permanenza di più persone. Consente aree riservate ai fumatori con requisiti tecnici fissati entro sei mesi. Disciplina inoltre responsabilità, controlli e sanzioni nelle strutture sanitarie e nei luoghi di lavoro.

Divieto di fumo nei luoghi pubblici, aperti al pubblico e di lavoro in Puglia

Divieto di fumare nei luoghi pubblici e nei luoghi chiusi aperti al pubblico

La legge regionale della Puglia tutela la salute dal fumo di tabacco e dal fumo passivo nei locali pubblici, nei luoghi chiusi aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro. La disciplina è rivolta anche alla protezione dei pazienti delle strutture sanitarie e dei minori.

Ambito del divieto

È vietato fumare:

  • nei locali pubblici;
  • nei luoghi chiusi aperti al pubblico;
  • nei luoghi di lavoro pubblici e privati, limitatamente agli ambienti di lavoro al chiuso destinati alla permanenza di più persone.

Aree riservate ai fumatori

Nei locali e nei luoghi soggetti al divieto possono essere individuate apposite aree riservate ai fumatori, nelle quali il divieto non si applica. Tali aree devono avere caratteristiche tecniche idonee a garantire il ricambio dell’aria secondo modalità stabilite con apposita determinazione dell’Assessorato regionale alla sanità, da emanarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

Strutture sanitarie: controlli e responsabilità

Nelle strutture sanitarie il direttore generale delle ASL e delle aziende ospedaliere, nonché i titolari delle strutture sanitarie private, sono responsabili dell’accertamento del rispetto del divieto e dell’applicazione delle sanzioni previste. Un regolamento aziendale deve definire:

  • i responsabili del procedimento di accertamento;
  • le aree, diverse da degenza o attività sanitarie, nelle quali il divieto non opera;
  • le strutture organizzative incaricate di raccogliere e gestire le denunce degli utenti.

Sanzioni nel settore sanitario

Al dipendente della struttura sanitaria che viola il divieto si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103,29 a euro 1.032,91. In caso di recidiva può essere disposta anche la sospensione del rapporto di lavoro fino a trenta giorni.

Effetti sul personale dirigente sanitario

Il mancato esercizio della responsabilità di controllo da parte del direttore generale, se accertato, costituisce causa ostativa al rinnovo dell’incarico e, nei casi più gravi, motivo di revoca, salvo prova dell’adozione di misure ispettive e di controllo idonee a prevenire e reprimere le violazioni.

Accreditamento delle strutture sanitarie

Il rispetto dei divieti di fumo è indicato come uno dei requisiti necessari per l’accreditamento delle strutture sanitarie da parte del Servizio sanitario nazionale.

Luoghi di lavoro

Nei luoghi di lavoro, fermo restando il decreto legislativo n. 626 del 1994 e successive modificazioni, i contratti collettivi di lavoro devono disciplinare le modalità per garantire l’osservanza della legge. Il datore di lavoro è responsabile dell’accertamento del rispetto delle disposizioni e può nominare uno o più incaricati per il controllo.

Attualità della disciplina

La legge risulta ancora formalmente vigente e non contiene limiti temporali di applicazione; disciplina quindi il divieto di fumo sul territorio pugliese secondo le regole indicate.

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