Cassazione Penale, Sentenza n. 16086/2025 del 28/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 26/09/2024 che ha rigettato il riesame del decreto di sequestro preventivo del 16/08/2024 relativo a 36 basi di ombrellone del Lido Marilupe. Il ricorrente deduceva errata applicazione dell'art. 321 c.p.p. in relazione al fumus commissi delicti, mancata motivazione sulla sussistenza dell'elemento psicologico del reato e sull'errore incolpevole (violazione art. 125 c.p.p.). Sosteneva inoltre la legittimità della collocazione delle basi in forza della circolare Regione Puglia n.13/2018 (presunta possibilità di occupare il 50% della spiaggia libera con punti-ombrellone), che non sarebbe stata revocata dalla successiva circolare del 14/07/2023, e invocava la buona fede rilevata anche dall'atteggiamento dell'amministrazione comunale di Vieste.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la valutazione dell'interpretazione delle circolari amministrative e la valutazione degli indizi siano questioni di fatto non sindacabili in sede di cassazione contro ordinanze ex artt. 322-bis e 324 c.p.p., salvo vizi di legge (mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente). Ha confermato che, ai fini del sequestro preventivo, sono sufficienti indizi di reato e che la presunta buona fede del ricorrente non è stata provata con un elemento positivo idoneo a giustificarla. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., con aumento motivato dalla colpa nella proposizione del ricorso ex art. 1, comma 64, L. n. 103/2017.
Norme richiamate
art. 54 Codice della navigazione
Richiamato in relazione alla fattispecie imputata; la Corte non entra nel merito sostanziale dell'applicazione ma segnala che la valutazione degli elementi materiali e delle autorizzazioni amministrative è questione di fatto.
art. 1161 Codice della navigazione
Richiamato insieme all'art. 54 per la qualificazione del fatto; la Corte non modifica la valutazione degli indizi sostenuta dal giudice di merito.
art. 45-bis Codice della navigazione
Norma richiamata per definire i limiti dell'affidatario (attività secondarie come noleggio attrezzature). Usata per inquadrare l'ambito autorizzato dal concessionario e per valutare la presunta occupazione abusiva.
art. 321 c.p.p.
Norma richiamata dal ricorrente in tema di motivazione e fumus; la Corte osserva che il riesame ha adeguatamente valutato gli elementi indiziari e che la censura riguarda in realtà la valutazione di fatto, non deducibile in cassazione.
art. 125 c.p.p.
Richiamato dal ricorrente in relazione alla mancanza di motivazione sulla sussistenza dell'elemento psicologico; la Corte ritiene che, in sede cautelare reale, l'elemento soggettivo può essere escluso solo per evidenza immediata non presente nel caso.
artt. 322-bis e 324 c.p.p.
Norme che disciplinano le ordinanze di riesame e i relativi rimedi; la Corte puntualizza che il ricorso per cassazione contro tali ordinanze è ammesso solo per violazione di legge e non per contestazioni di fatto.
art. 325, comma 1 c.p.p.
Richiamato in tema di legittimità del ricorso per cassazione contro ordinanze: la violazione di legge e la mancanza assoluta di motivazione rientrano nei limiti del ricorso.
art. 606 c.p.p., lett. e)
Richiamato indirettamente per distinguere i motivi di impugnazione di merito (illogicità manifesta) che non sono deducibili con il ricorso per violazione di legge, ma con il motivo specifico previsto dall'art. 606.
art. 273 c.p.p.
Richiamato per spiegare il diverso grado di persuasività richiesto per misure cautelari personali rispetto alle cautele reali; la Corte ribadisce che il compendio indiziario non deve raggiungere la prova piena in sede cautelare reale.
art. 192, comma secondo c.p.p.
Citato come regola metodologica per superare ambiguità degli indizi mediante trasformazione in prova; la Corte osserva che tale operazione non è compatibile con il tipo di giudizio cautelare applicato per il sequestro preventivo.
art. 625 c.p.p.
Richiamato per delimitare i casi consentiti per l'ampliamento dei motivi di ricorso; la Corte sottolinea che non è consentito trasformare un ricorso per cassazione in critica della valutazione degli indizi di fatto.
art. 616 c.p.p.
Norma applicata per l'addebito delle spese processuali e per prevedere il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità imputabile a colpa del ricorrente.
art. 1, comma 64, L. n. 103/2017
Richiamato per giustificare l'aumento della somma da versare alla Cassa delle Ammende oltre il massimo edittale, sulla base della colpa nella proposizione del ricorso.
Circolare Regione Puglia n.13 del 1 luglio 2018
Atto amministrativo invocato dal ricorrente per giustificare la collocazione delle basi (presunta possibilità di occupare il 50% della spiaggia libera con punti-ombrellone). La Corte osserva che l'interpretazione di tale circolare e la sua latitudine applicativa sono questioni di fatto non sindacabili in sede di cassazione.
Circolare Regione Puglia del 14 luglio 2023
Atto amministrativo ritenuto dal giudice di merito idoneo a far sorgere il fumus di illiceità; la Corte conferma che la valutazione comparativa tra circolari concorrenti e la determinazione della buona fede sono valutazioni di fatto.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame (artt. 322-bis e 324 c.p.p.) è ammesso solo per violazione di legge: non è lo strumento per rimettere in discussione valutazioni di fatto o l'interpretazione di atti amministrativi.
- In tema di sequestro preventivo (misura reale) è sufficiente la presenza di indizi di reato; non è richiesto l'accertamento definitivo dell'elemento psicologico o della colpevolezza.
- La valutazione della sussistenza del fumus commissi delicti richiede al giudice di riesame una motivazione che renda plausibile l'impostazione accusatoria, ma la contestazione di tale valutazione, se riguarda fatti o interpretazioni di atti amministrativi, non è sindacabile in cassazione per violazione di legge.
- La buona fede, come causa di esclusione dell'elemento soggettivo nelle contravvenzioni, richiede prova di un elemento positivo estraneo all'agente (es. provvedimento amministrativo favorevole, precedente giurisprudenza chiara), non può derivare da un mero comportamento omissivo o acquiescente della pubblica amministrazione.
- In presenza di atti amministrativi contrastanti (es. circolari successive), chi agisce dovrebbe attivarsi per ottenere chiarimenti o provvedimenti positivi dall'autorità competente; l'interpretazione autonoma e l'esecuzione del comportamento controverso non garantiscono automaticamente la scusabilità.
- Per resistere efficacemente a un sequestro preventivo basato su indizi, è utile produrre elementi che manifestamente e immediatamente privino di efficacia indiziaria l'atto su cui si fonda il sequestro (es. provvedimento amministrativo esplicito, provvedimento comunale che autorizzi la condotta).
- Nelle impugnazioni è importante distinguere chiaramente i profili di diritto (motivi proponibili in cassazione) da quelli di fatto (da dedurre in sede di merito o istruttoria), adeguando il rimedio processuale richiesto al tipo di censura.
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