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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36420/2026 del 15/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L’imputato ha impugnato la decisione della Corte d’appello di Milano che ne aveva affermato la responsabilità per ricettazione di un assegno. Con il primo motivo ha dedotto manifesta illogicità della motivazione, contestando la valutazione di attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa. Con il secondo ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza dell’elemento soggettivo, ossia alla consapevolezza della provenienza illecita del bene. Con il terzo ha lamentato la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., contestando in particolare la valutazione di gravità e di abitualità della condotta.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il primo motivo è stato ritenuto non consentito in sede di legittimità, perché diretto a ottenere una rivalutazione di fatto e riproponeva censure già dedotte in appello; la motivazione di merito sulla credibilità della persona offesa è stata giudicata congrua, anche perché le incertezze sul contesto in cui era stato ricevuto l’assegno non smentivano la sua provenienza dall’imputato, che non aveva disconosciuto la firma né fornito una diversa ricostruzione. Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: la consapevolezza della provenienza illecita è stata correttamente desunta dalla ricezione o acquisizione di un modulo di assegno in bianco al di fuori delle regole di circolazione. Il terzo motivo è stato ritenuto aspecifico; la Corte d’appello aveva motivato l’esclusione dell’art. 131-bis c.p. in ragione della gravità del fatto e dell’abitualità, valutando i precedenti penali, anche per fatti successivi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 192, comma 3, c.p.p.

    le regole dettate dall'art. 192, comma 3, cod. proc. pen. non si applicano alle dichiarazioni rese dalla persona offesa, le quali possono essere legittimamente poste da sole a fondamento dell'affermazione di responsabilità, previa verifica, corredata da idonea motivazione, della credibilità soggettiva del dichiarante e dell'attendibilità intrinseca ed estrinseca del suo racconto

    Le dichiarazioni della persona offesa possono, da sole, fondare l’affermazione di responsabilità; occorre tuttavia una verifica motivata della credibilità soggettiva e dell’attendibilità intrinseca ed estrinseca del racconto.

  • art. 648 c.p.

    in tema di ricettazione, deve ritenersi sussistente la consapevolezza dell'illecita provenienza del bene in capo al soggetto che riceva o acquisti un modulo di assegno bancario in bianco al di fuori delle regole che ne disciplinano la circolazione, trattandosi di documento che, per sua natura e destinazione, è in possesso esclusivo del titolare del conto corrente o di persona dallo stesso delegata

    La ricezione o l’acquisto, fuori dalle regole di circolazione, di un modulo di assegno bancario in bianco consente di ritenere sussistente la consapevolezza della sua provenienza illecita, data la normale disponibilità esclusiva del documento in capo al titolare del conto o a un delegato.

  • art. 131-bis c.p.

    il giudizio sulla tenuità richiede una valutazione congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, che tenga conto delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e dell'entità del danno o del pericolo

    La particolare tenuità richiede una valutazione complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell’entità del danno o del pericolo.

  • art. 131-bis c.p.

    tale presupposto ricorra quando l'autore, anche successivamente al reato per cui si procede, abbia commesso almeno altri due reati della stessa indole, incidentalmente accertabili da parte del giudice procedente

    Il comportamento abituale ostativo alla particolare tenuità ricorre quando l’autore abbia commesso almeno altri due reati della stessa indole, anche successivamente al fatto oggetto del procedimento; tali reati possono essere accertati incidentalmente dal giudice procedente.

  • art. 616 c.p.p.

    condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende

    La dichiarazione d’inammissibilità comporta, nel caso deciso, la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni della persona offesa possono costituire da sole prova sufficiente per affermare la responsabilità, purché il giudice motivi sulla credibilità soggettiva del dichiarante e sull’attendibilità intrinseca ed estrinseca del racconto.
  • In tema di ricettazione, la ricezione o l’acquisto di un modulo di assegno bancario in bianco al di fuori delle regole che ne disciplinano la circolazione consente di desumere la consapevolezza della provenienza illecita, in ragione della disponibilità normalmente riservata al titolare del conto o a un suo delegato.
  • La valutazione della particolare tenuità deve considerare congiuntamente le modalità della condotta, il grado di colpevolezza e l’entità del danno o del pericolo.
  • L’abitualità che esclude la particolare tenuità può sussistere quando l’autore abbia commesso almeno altri due reati della stessa indole, anche successivamente al fatto per cui si procede; il giudice può accertarli incidentalmente.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneCause di non punibilitàImpugnazioniProve
RamiDelitti contro il patrimonioParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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