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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 24553/2022 del 09/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della CTR che aveva accolto l'appello di AC contro un avviso di accertamento relativo a IRES, IRAP e IVA per il 2007. Le contestazioni principali riguardavano: a) l'asserita mancata motivazione dell'avviso per relationem e mancata allegazione di atti relativi a soggetti terzi; b) la deducibilità e l'inerenza dell'acquisto di 65 TV LED e la competenza del costo all'esercizio 2007 (data di immissione in deposito IVA); c) la qualificazione di fatture come per operazioni oggettivamente inesistenti (con riferimento a soggetti interposti quali Flacom e Clana Industriale e a operazioni intracomunitarie verso Reddy Trading Company LTF); d) la deducibilità del compenso dell'amministratore per mancata delibera assembleare specifica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi di ricorso dell'Agenzia, ritenendo corretta la decisione della CTR in tema di motivazione (no motivazione 'apparente') e di inerenza/competenza del costo (la data di immissione nel deposito IVA coincide con la consegna ai fini di competenza). Ha però accolto il quinto motivo relativo alla deducibilità del compenso dell'amministratore: la Corte ha richiamato l'orientamento secondo cui, se il compenso non è previsto nello statuto, è necessaria una delibera assembleare esplicita che determini il compenso, e che la mera approvazione del bilancio non è sufficiente a sanare il difetto, salvo che nella stessa assemblea si sia espressamente discusso e approvato la determinazione del compenso. Perciò la sentenza impugnata è stata cassata limitatamente a tale punto; la causa è stata decisa nel merito con il rigetto dell'originario ricorso di AC in parte qua. Spese compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36, comma 2, n. 4

    Richiama i requisiti di motivazione degli atti tributari: la Corte valuta la correttezza della motivazione e il concetto di motivazione apparente, richiedendo che il rinvio per relationem riporti contenuti noti o allegati o riportati nell'atto.

  • d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 109, comma 2, lett. a)

    Ai fini di competenza, per i beni mobili si considera data di sostenimento della spesa la consegna o la spedizione: la Corte ha ritenuto corretta l'individuazione della data di immissione nel deposito IVA come data di consegna per la competenza 2007.

  • codice di procedura civile, art. 360, primo comma (motivi di cassazione)

    Articolo richiamato come base per i vari motivi di cassazione (violazione di norme di diritto, omessa considerazione di fatti decisivi, motivazione apparente etc.); la Corte valuta singolarmente la fondatezza dei motivi ai sensi delle fattispecie previste.

  • codice civile, art. 2389

    Regola la determinazione del compenso degli amministratori: la Corte conferma l'orientamento secondo cui, in mancanza di disciplina statutaria, è necessaria una delibera assembleare esplicita per la determinazione del compenso; la semplice approvazione del bilancio non è normalmente sufficiente.

  • legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7

    Richiamata in relazione al diritto alla motivazione e agli atti che devono essere indicati o allegati: la Corte ha dichiarato inammissibile il motivo relativo alla mancata allegazione dell'avviso di accertamento poiché l'Agenzia non l'ha trascritto in parte qua, impedendo la verifica.

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, artt. 19 e 21

    Norme sulla territorialità e sulla soggettività delle operazioni ai fini IVA: la sentenza richiama la necessità di dimostrare i requisiti (trasporto oltre confine per intracomunitarie) quando l'Amministrazione contesti la realtà delle operazioni.

  • codice civile, artt. 2697 e 2727

    Richiamate in tema di ripartizione dell'onere della prova: la Corte riepiloga che il contribuente deve provare l'esistenza e la natura del costo; l'Amministrazione può contestare l'inerenza e utilizzare indizi (antieconomicità, incongruità) come elementi probatori.

Massime di principio

  • La prova dell'inerenza di un costo è di natura qualitativa: il contribuente deve dimostrare l'esistenza, la natura e la destinazione del costo all'attività d'impresa; l'Amministrazione può confutare tali elementi con fatti o indizi di antieconomicità o incongruità.
  • Ai fini della competenza del costo per le imposte dirette, per i beni mobili fa fede la data di consegna o spedizione: l'immissione in deposito IVA può costituire data di consegna rilevante per l'esercizio.
  • Quando l'Ufficio imputa operazioni inesistenti, è necessario fornire prove specifiche circa la natura fittizia dei soggetti interposti (es. cartiere) e l'assenza di effettive transazioni; la mancata allegazione dell'atto impositivo impedisce alla Corte di verificare la correttezza delle contestazioni.
  • La motivazione dell'atto impositivo non può limitarsi a un generico rinvio per relationem a indagini su terzi: occorre che l'atto richiamato sia conosciuto dal destinatario, allegato all'avviso o che il suo contenuto essenziale sia riportato nell'avviso.
  • Per la deducibilità dei compensi degli amministratori (quando non previsti nello statuto) è richiesta una delibera assembleare esplicita che determini il compenso; la semplice approvazione del bilancio contenente la voce non è di norma sufficiente salvo che la delibera abbia espressamente discusso e approvato la misura del compenso.
  • In ipotesi di operazioni intracomunitarie, la deducibilità/legittimità delle fatture richiede prova documentale del trasporto oltreconfine; in mancanza, l'Amministrazione può contestarne la territorialità ai fini IVA.

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