Cassazione Civile, Ordinanza n. 03725/2026 del 19/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (condòmino)
La controversia
La controversia nasce da una domanda di risarcimento dei danni proposta da un proprietario di unità immobiliare all'interno di un complesso condominiale, assumendo che le infiltrazioni e i conseguenti danni alla sua abitazione derivassero da porzioni comuni o da porzioni immobiliari riconducibili a diversi soggetti del compendio condominiale. Il Tribunale aveva rigettato la domanda; la Corte d'appello, invece, aveva accolto il gravame e condannato in solido il condominio generale, due condomìni parziali e, in manleva, la curatela del fallimento della società già proprietaria di parte del bene ritenuto origine delle infiltrazioni. Contro la sentenza definitiva d'appello hanno proposto ricorso per cassazione i condòmini intervenuti/soccombenti, con diciassette motivi, mentre le controparti hanno resistito con controricorsi e ricorsi incidentali. Dal testo emerge, però, che la decisione della Cassazione qui trascritta non esamina il merito dei motivi, ma affronta esclusivamente il problema processuale della pendenza contemporanea di due ricorsi relativi alla sentenza non definitiva e a quella definitiva della medesima controversia, ritenendo necessaria la loro riunione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rilevato che pendevano due ricorsi distinti ma relativi alla stessa controversia di appello, uno contro la sentenza non definitiva/parziale e uno contro la sentenza definitiva, entrambe integrantisi reciprocamente. Richiamando il principio di riunione dei ricorsi per cassazione proposti contro sentenze che definiscono un unico giudizio, ha disposto la riunione del presente ricorso, iscritto al n. 3687/2023 R.G., a quello iscritto al n. 4515/2022 R.G., ai sensi dell'art. 335 c.p.c. La pronuncia non affronta i motivi di ricorso nel merito e non decide sulle domande risarcitorie o di manleva.
Norme richiamate
art. 335 c.p.c.
è richiamato come parametro analogico per affermare la doverosità della riunione dei ricorsi per cassazione proposti contro sentenze che, integrandosi reciprocamente, definiscono un unico giudizio.
Massime di principio
- Quando contro sentenze di appello non definitiva e definitiva, che si completano a vicenda e definiscono un unico giudizio, siano proposti separati ricorsi per cassazione, la loro trattazione unitaria è doverosa.
- La riunione dei ricorsi è giustificata per evitare frammentazione della cognizione di legittimità su una medesima controversia decisa in più fasi, in applicazione del criterio di coordinamento processuale desumibile dall'art. 335 c.p.c.
- In presenza di sentenza non definitiva e sentenza definitiva emesse nel medesimo processo di merito, la Corte di cassazione può disporre la riunione dei rispettivi ricorsi senza esaminare ancora i motivi sostanziali o processuali dedotti dalle parti.
Come è indicizzato
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