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Sentenza

Sentenza del 18/12/2017 n. 2601 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Accertamento imposte - Evasione ed elusione - Abuso del diritto - Non sussiste quando l'operazione, dalla quale risulti anche un risparmio di imposta, è stata effettuata per valide ragioni economiche.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Ufficio riteneva che il conferimento del ramo d'azienda dalla società A, titolare di rilevanti perdite pregresse, alla società B, entrambe appartenenti allo stesso gruppo fiscale, fosse stato strutturato con valori di realizzo anziché con valori fiscalmente riconosciuti al solo fine di ottenere un risparmio d'imposta. La plusvalenza realizzata dalla conferente era stata compensata con le perdite pregresse, mentre la conferitaria aveva ottenuto maggiori quote di ammortamento. Le società hanno sostenuto che l'operazione rientrasse in un più ampio piano di riorganizzazione e di creazione di un polo industriale, con concrete ragioni economiche ed esigenze organizzative.

La decisione

La contestazione fiscale è stata ritenuta infondata. Il risparmio d'imposta, pur esistente, non è sufficiente a integrare abuso del diritto quando l'operazione è sorretta da valide ragioni economiche extrafiscali, non marginali, quali la riorganizzazione e il miglioramento strutturale e funzionale dell'impresa. È stato quindi escluso il carattere abusivo dell'operazione e sono stati annullati gli accertamenti relativi alle maggiori imposte richieste.

Norme richiamate

  • Principio generale antielusivo e divieto di abuso del diritto

    Il divieto di abuso del diritto preclude il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l'uso distorto di strumenti giuridici, in difetto di ragioni economiche apprezzabili diverse dalla mera aspettativa dei benefici fiscali.

    Un'operazione può essere considerata abusiva quando utilizza strumenti giuridici formalmente leciti in modo distorto e senza valide ragioni economiche diverse dal risparmio d'imposta.

  • Cassazione civile, sentenza 8 aprile 2009, n. 8487

    Il carattere abusivo va escluso quando sia individuabile una compresenza, non marginale, di ragioni extrafiscali, che possono consistere in un miglioramento strutturale e funzionale dell'azienda.

    Le ragioni extrafiscali non devono necessariamente consistere in una redditività immediata: sono sufficienti anche esigenze organizzative, industriali o di riorganizzazione aziendale concretamente dimostrate.

Massime di principio

  • La presenza di un risparmio d'imposta non rende automaticamente abusiva un'operazione: occorre verificare se essa sia sostenuta da ragioni economiche reali, apprezzabili e non marginali.
  • Le ragioni economiche possono riguardare riorganizzazione, efficienza, integrazione produttiva, creazione di poli industriali o miglioramento della struttura aziendale, anche senza un profitto immediato.
  • In caso di contestazione, il contribuente deve documentare la concreta funzione economica dell'operazione mediante piani industriali, delibere, perizie, analisi organizzative e altri elementi anteriori o contestuali all'operazione.
  • L'Amministrazione finanziaria non può fondare l'accertamento sulla sola maggiore convenienza fiscale dell'operazione, ma deve dimostrare l'uso distorto degli strumenti giuridici e l'assenza di valide finalità extrafiscali.
  • La valutazione deve essere complessiva e sostanziale: un'operazione interna a un gruppo può essere legittima anche se produce vantaggi fiscali, purché risponda a un effettivo progetto economico e organizzativo.

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