Ordinanza del 23/04/2018 n. 734 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Misure cautelari - Danno grave e irreparabile - Prova.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl mero riferimento all'importo da pagare non dimostra il danno grave e irreparabile necessario per una misura cautelare. L'istante deve fornire elementi specifici e qualificati che evidenzino un pregiudizio grave e duraturo ai diritti primari della persona o allo svolgimento dell'attività d'impresa.
Prova del danno grave e irreparabile nelle misure cautelari
Prova del danno grave e irreparabile nelle misure cautelari
Il documento chiarisce i criteri probatori applicabili alla dimostrazione del danno grave e irreparabile quale presupposto per l'adozione di una misura cautelare. Il pregiudizio non può essere desunto automaticamente dall'entità della somma dovuta, ma deve risultare da circostanze concrete e adeguatamente documentate.
Oggetto della prova
Il semplice richiamo all'importo oggetto di pagamento non è sufficiente a provare il danno grave e irreparabile. L'istante deve dimostrare, attraverso elementi specifici e qualificati, che l'esecuzione del pagamento determinerebbe conseguenze ulteriori e particolarmente incisive.
Natura del pregiudizio rilevante
Il danno cautelare richiesto non coincide con il mero esborso monetario. Deve trattarsi di una conseguenza:
- grave;
- duratura;
- incidente sui diritti primari della persona oppure sullo svolgimento dell'attività d'impresa.
Onere dell'istante
Spetta a chi richiede la misura cautelare fornire una prova concreta del rischio prospettato. La dimostrazione deve collegare il pagamento alle specifiche conseguenze pregiudizievoli, evidenziando in che modo esso comprometterebbe in maniera seria e non transitoria i diritti fondamentali della persona o la continuità e il regolare esercizio dell'attività imprenditoriale.
Principio interpretativo
Il danno grave e irreparabile richiede una valutazione sostanziale delle conseguenze del pagamento e non può essere identificato nella sola esposizione economica. L'assenza di elementi specifici e qualificati impedisce quindi di ritenere provato il presupposto cautelare.
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