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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21301/2026 del 10/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 20/11/2025 che aveva sostituito la custodia cautelare in carcere con arresti domiciliari. Il ricorrente deduceva vizio di motivazione per carenza nella valutazione dei gravi indizi di colpevolezza: lo stupefacente era stato rinvenuto nell'abitazione condivisa con il fratello Ivan; la natura della sostanza era stata desunta da un narco-test in loco; il fratello si era assunto la responsabilità del lancio dei borsoni e della detenzione, mentre nulla dimostrerebbe che il ricorrente conoscesse il contenuto o la presenza delle borse; si contestava inoltre l'assenza di elementi concreti a supporto dell'esclusione della destinazione esclusivamente personale.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha precisato che il sindacato di legittimità sulle misure cautelari verifica l'adeguatezza della motivazione e non i fatti in senso proprio. Ha rilevato che l'ordinanza impugnata non ha fornito argomentazione sufficiente per ritenere che il ricorrente avesse dato un apporto consapevole, morale o materiale, alla detenzione o alla cessione dello stupefacente: le condotte concretamente attribuite riguardavano il fratello (detenzione e lancio dei borsoni) e la mera coabitazione, lo stato di disoccupazione e l'uso di stupefacenti del ricorrente non sono stati dimostrati idonei a provare il concorso. Per tali ragioni la Corte ha annullato la parte dell'ordinanza che aveva ritenuto il concorso e ha disposto il rinvio al Tribunale di Salerno per un nuovo giudizio sul punto, secondo le coordinate ermeneutiche indicate.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990 (Testo unico stupefacenti)

    Norma che disciplina la detenzione e il traffico di stupefacenti, richiamata per identificare il reato provvisoriamente contestato al ricorrente; la Corte valuta che per la configurazione del concorso occorre prova di un apporto consapevole e non basta la mera custodia o la coabitazione

  • codice di procedura penale

    Articolo richiamato nei termini del sindacato di legittimità: la Corte di cassazione può sanzionare la motivazione del giudice di merito quando questa risulti viziata per contraddittorietà o manifesta illogicità; il controllo non sostituisce la verifica fattuale ma accerta l'adeguatezza del percorso argomentativo

  • codice penale

    Richiamato come principio generale che non impone al convivente un obbligo giuridico di impedire l'evento; utilizzato per distinguere fra concorso consapevole e mera connivenza non punibile

  • decreto-legge n. 137/2020

    Richiamato relativamente alla rimessione di conclusioni del Procuratore Generale in sede di udienza; usato proceduralmente nella trattazione del ricorso

Massime di principio

  • La mera coabitazione con il detentore di stupefacenti, senza elementi che dimostrino un apporto consapevole, non è sufficiente a configurare il concorso nel reato di detenzione di droga.
  • Per qualificare il comportamento come concorso occorre provare un apporto consapevole, morale o materiale, idoneo a favorire il proposito criminoso; la passività o la semplice presenza non bastano.
  • In sede di cassazione sulle misure cautelari si controlla l'adeguatezza e la logicità della motivazione del giudice di merito, non la valutazione fattuale in senso proprio.
  • Le dichiarazioni autoaccusatorie di terzi conviventi devono essere valutate in relazione alla loro credibilità e alle circostanze concrete; non vanno automaticamente trasposte come prova di colpevolezza per gli altri conviventi senza elementi di riscontro.
  • Il rinvenimento di ingenti quantitativi di droga e l'esistenza di strumenti per il confezionamento possono essere indizi rilevanti, ma richiedono una motivazione che colleghi tali elementi a una consapevole partecipazione dell'indagato.
  • Accertamenti tecnici e riscontri oggettivi (analisi di laboratorio, tracciamento della provenienza degli oggetti lanciati, riscontri sulle dichiarazioni) sono importanti per attribuire conoscenza o partecipazione a soggetti diversi dal materiale autore delle condotte.

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