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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 38942/2021 del 07/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la decisione di merito contestando la qualificazione giuridica di due atti documentali e la ricaduta di una domanda di revocatoria. L'appello di merito aveva ritenuto che, per l'unicità documentale dei due atti, la domanda di revocatoria potesse essere interpretata come rivolta anche all'atto di conferimento del bene; i ricorrenti lamentavano la diversa qualificazione operata dal giudice di appello ma senza articolarne specificamente le contestazioni né indicare violazione dell'art. 112 c.p.c.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per genericità e per mancata specificazione degli argomenti necessari a contestare la qualificazione effettuata dal giudice di appello. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese di lite in Euro 6.000,00 oltre Euro 200,00 per spese generali. Ai sensi dell'art. 13, comma 1‑quater, del D.P.R. n. 115/2002, la Corte ha altresì rilevato che il tenore del dispositivo giustifica l'obbligo, da parte del ricorrente, del pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    La Corte ritiene che non sia stata dimostrata la violazione dell'art. 112 c.p.c.; il motivo di ricorso non ha fornito specifici argomenti per censurare la qualificazione operata dal giudice di appello, risultando pertanto generico e inammissibile

  • art. 13, comma 1‑quater, D.P.R. n. 115/2002

    Ai sensi dell'art. 13, comma 1‑quater, del D.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dichiara che il tenore del dispositivo giustifica l'obbligo per il ricorrente del pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto

Massime di principio

  • Una censura generica sulla qualificazione giuridica operata dal giudice di appello è inammissibile: occorre indicare e argomentare in modo specifico gli errori di fatto o di diritto
  • Se due atti risultano materialmente unici o costituiscono un'unica documentazione, il giudice può ritenere che una domanda (es. revocatoria) sia riferita ad entrambi: il ricorrente deve quindi spiegare perché questa qualificazione è errata
  • Per contestare la motivazione di merito non basta affermare la violazione di norme procedurali (es. art. 112 c.p.c.): va dimostrato concretamente in che modo la motivazione è carente o contraddittoria
  • Chi propone ricorso deve valutare la possibilità di impugnare anche la qualificazione documentale compiuta in primo grado e fornire puntuale prova e argomentazione per evitare il rigetto per genericità
  • In caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, il giudice può condannare alle spese e applicare eventuali contributi unificati supplementari previsti dalla normativa (es. art. 13 DPR 115/2002)

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