Decreto dirigenziale n. 21 del 03/02/2023
Fondo complementare al PNRR - Approvazione delle modifiche al piano degli interventi di cui all'allegato A del decreto direttoriale 30 marzo 2022 n. 52 richieste dalla Regioni Abruzzo, Calabria, Sardegna, Umbria, Emilia Romagna, Toscana, Molise, Lazio e Province Autonome di Trento e Bolzano
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto approva una seconda rimodulazione dei Piani degli interventi già finanziati per la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica nell’ambito del Fondo complementare al PNRR. Le modifiche riguardano diverse regioni e province autonome, con riallocazione di economie, revoche, scorrimenti di graduatoria, variazioni di CUP, soggetti attuatori e stazioni appaltanti, nonché alcune modifiche tecniche agli interventi. Restano fermi i limiti di spesa già assegnati dal DPCM 15 settembre 2021, senza nuovi oneri per Ministero e Dipartimento Casa Italia.
Seconda rimodulazione dei Piani degli interventi per la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica finanziati con il Fondo complementare al PNRR
Seconda rimodulazione dei Piani degli interventi per la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica
Il decreto direttoriale approva una seconda serie di modifiche ai Piani degli interventi già finanziati nell’ambito della misura del Fondo complementare al PNRR dedicata alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica. Il provvedimento si colloca nel quadro del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, e del DPCM 15 settembre 2021, che hanno disciplinato riparto, criteri, monitoraggio e modalità di attuazione degli interventi.
Quadro normativo e disciplina attuativa
La misura di riferimento destina complessivamente 2 miliardi di euro alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica, distribuiti su più annualità. Il decreto richiama anche:
- l’articolo 1, commi 7 e 7-bis, del decreto-legge n. 59 del 2021, relativi a monitoraggio degli interventi e revoca del finanziamento in caso di mancato rispetto del cronoprogramma o di mancata alimentazione dei sistemi di monitoraggio, se non sono state assunte obbligazioni giuridicamente vincolanti;
- il decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, in materia di monitoraggio delle opere pubbliche;
- l’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, come modificato dal decreto-legge n. 76 del 2020, sulla necessaria indicazione del CUP negli atti di finanziamento;
- la delibera CIPE n. 63 del 26 novembre 2020 sul CUP.
Il DPCM 15 settembre 2021 aveva fissato al 15 gennaio 2022 il termine per la presentazione dei Piani degli interventi da parte di regioni e province autonome e al 31 marzo 2022 il termine per l’approvazione ministeriale dei Piani, previa verifica del cronoprogramma procedurale e d’intesa con il Dipartimento Casa Italia.
Oggetto della rimodulazione
Il decreto interviene sugli allegati A e B del decreto direttoriale 30 marzo 2022, n. 52, già approvativo dei Piani degli interventi e degli elenchi degli interventi ulteriori ammissibili senza vincolo di finanziamento. Le modifiche riguardano richieste formulate successivamente da:
- Regione Abruzzo;
- Regione Calabria;
- Regione Sardegna;
- Regione Umbria;
- Regione Emilia-Romagna;
- Regione Molise;
- Regione Toscana;
- Regione Lazio;
- Provincia autonoma di Trento;
- Provincia autonoma di Bolzano.
Le rimodulazioni sono state istruite anche alla luce delle intese formali del Dipartimento Casa Italia, acquisite il 9 dicembre 2022 e il 16 dicembre 2022.
Principali rimodulazioni regionali e provinciali
Le premesse descrivono nel dettaglio le richieste di variazione per singolo territorio. In sintesi:
- Abruzzo: il Comune di Civitaluparella ha comunicato la non disponibilità degli alloggi dell’intervento n. 44 dell’allegato A, in quanto di proprietà dell’ATER di Lanciano; la Regione ha chiesto di riallocare le risorse revocate, pari a euro 325.019,58, sul primo intervento dell’allegato B.
- Calabria: sono state revocate risorse per gli interventi dei Comuni di Monterosso, Soriano, Sorianello, Gerocarne e Zambrone; le economie complessive, pari a euro 5.710.000,00, vengono destinate ai primi due interventi di San Demetrio Corone e ATERP Calabria – distretto di Cosenza. Inoltre, per San Pietro in Amantea, Domanico e Celico è stata richiesta la delocalizzazione degli alloggi, mantenendo numero di alloggi e livello di progettazione.
- Sardegna: sono state proposte economie complessive per euro 760.563,38, di cui euro 277.563,38 sul Comune di Ozieri ed euro 483.000,00 sul Comune di Iglesias, da utilizzare per finanziare uno stralcio funzionale dell’intervento di Porto Torres, per un fabbisogno di euro 2.000.000,00.
- Umbria: la Regione ha proposto di utilizzare le risorse derivanti da un eventuale stralcio di due interventi, quantificate in euro 9.100.000,00, per coprire un extra costo del 25% su tutti i programmi ammessi a finanziamento.
- Emilia-Romagna: sono state richieste correzioni di CUP, nuovi CUP per impossibilità di collegare il CUP master a tre CUP derivati, la nomina di ACER Modena quale nuovo soggetto attuatore per un intervento di Modena, e l’individuazione di INTERCENT-ER quale nuova stazione appaltante per i 18 interventi della provincia di Ferrara.
- Molise: il Comune di Colle d’Anchise ha chiesto di sostituire un intervento di miglioramento e adeguamento sismico con demolizione e ricostruzione su lotto adiacente, a parità di finanziamento, con incremento da 3 a 4 alloggi e rispetto del cronoprogramma.
- Provincia autonoma di Bolzano: gli interventi di Merano e Bolzano non risultano più realizzabili nei tempi previsti, con economie pari a euro 7.366.394,49; una quota di euro 1.891.603,20 viene riallocata sull’intervento di Bolzano n. 2 dell’allegato B, mentre la restante somma è destinata a integrare vari interventi dell’allegato A e B.
- Provincia autonoma di Trento: per l’intervento di Trento viene chiesto di aggiungere la tipologia di intervento a); per l’intervento di Mori viene chiesta la riduzione degli alloggi da 13 a 9 e l’inserimento delle tipologie a) e d), a parità di risorse.
- Toscana: la Regione propone la rideterminazione dei finanziamenti di alcuni lotti in capo ad Apes Pisa, fermo il finanziamento complessivo, e lo scorrimento dell’allegato B per riallocare risorse derivanti da eliminazioni e riduzioni di interventi in capo a E.R.P. Lucca.
- Lazio: è stata trasmessa la revoca del finanziamento al Comune di Leonessa, con richiesta di riallocare le risorse sull’intervento del Comune di Civitavecchia, Via Santa Barbara 4-6, presente nell’allegato B.
Contenuto dispositivo
L’articolo 1 approva formalmente le modifiche ai Piani degli interventi dell’allegato A del decreto direttoriale 30 marzo 2022, n. 52, così come richieste dalle amministrazioni territoriali indicate. La disposizione chiarisce inoltre che il decreto non può comportare nuovi oneri per la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento Casa Italia e per il Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili rispetto alle somme già assegnate e ripartite dalla Tabella A del DPCM 15 settembre 2021.
Eventuali maggiori oneri sono espressamente posti a carico delle Regioni e delle Province autonome.
Pubblicazione e adempimenti finali
L’articolo 2 dispone la pubblicazione del decreto sul sito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Il provvedimento è inoltre trasmesso ai competenti organi di controllo per la registrazione.
Nel complesso, il decreto ha natura gestionale e ricognitiva: aggiorna i Piani già approvati, consente la riallocazione di economie e revoche e mantiene fermo il quadro finanziario complessivo della misura, nel rispetto dei vincoli del cronoprogramma e del sistema di monitoraggio previsti dalla normativa PNRR/Fondo complementare.
Punti principali
Base normativa e finalità
Il decreto attua il decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, che destina 2 miliardi di euro alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica. Richiama inoltre il DPCM 15 settembre 2021, che ha definito criteri, modalità di ammissione, modalità di erogazione e riparto regionale delle risorse, nonché gli obblighi di monitoraggio e i vincoli connessi al cronoprogramma.
Rimodulazioni richieste da regioni e province autonome
Sono approvate le modifiche ai Piani degli interventi già allegati al decreto direttoriale 30 marzo 2022, n. 52, come richieste da Abruzzo, Calabria, Sardegna, Umbria, Emilia-Romagna, Molise, Toscana, Lazio e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. Le rimodulazioni derivano, a seconda dei casi, da revoche, economie di gara, impossibilità di rispettare i tempi del cronoprogramma, necessità di delocalizzazioni, variazioni dei CUP o del soggetto attuatore, e ridefinizioni interne dei finanziamenti.
Reimpiego delle economie e scorrimento delle graduatorie
Il decreto consente di riallocare le risorse revocate o rese disponibili verso altri interventi già inseriti negli elenchi, in particolare tramite scorrimento dell’allegato B o integrazione di interventi dell’allegato A. Sono citate, tra le altre, economie e revoche in Abruzzo, Calabria, Sardegna, Umbria, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana e Lazio, con specifiche destinazioni di reinvestimento indicate nelle note regionali richiamate nelle premesse.
Vincoli finanziari e pubblicazione
Il provvedimento precisa che dalle modifiche non possono derivare oneri ulteriori a carico della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento Casa Italia e del Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili rispetto a quanto già assegnato dal DPCM 15 settembre 2021; eventuali maggiori oneri restano a carico di regioni e province autonome. Il decreto è pubblicato sul sito istituzionale del Ministero ed è trasmesso agli organi di controllo per la registrazione.
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