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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM I853 n. 29916 del 25/11/2021

RACCOLTA DIRITTI DI COPIA PRIVATA NEL SETTORE AUDIOVISIVO

AGCMI853

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM aveva avviato un’istruttoria nei confronti di SIAE, ANICA, ANICA Servizi, APA, APA Service, Univideo e ASEA per verificare una possibile violazione dell’articolo 101 TFUE derivante da accordi e pratiche concertate idonei a impedire l’ingresso di collecting indipendenti, come Videorights, e a limitare la libertà dei titolari dei diritti nella scelta del gestore del compenso per copia privata audiovisivo. Il mercato nazionale comprendeva la ripartizione primaria e secondaria del CCP video. A seguito della presentazione e modifica degli impegni, anche considerando la modifica normativa intervenuta nel 2021, l’Autorità li ha resi obbligatori e ha chiuso il procedimento senza accertare l’infrazione.

SIAE, ANICA, APA, Univideo e società controllate: condotte concertate volte a ostacolare l’accesso alla gestione del compenso copia privata audiovisivo; procedimento chiuso senza accertamento dell’infrazione mediante impegni obbligatori.

Raccolta e gestione dei diritti di copia privata nel settore audiovisivo

Il provvedimento riguarda il procedimento I853 avviato nei confronti di SIAE, ANICA, ANICA Servizi, APA, APA Service, Univideo e ASEA per una possibile violazione dell’articolo 101 TFUE. L’istruttoria traeva origine dalle denunce di Videorights e Delta TV e concerneva l’assetto della raccolta e distribuzione del compenso per copia privata relativo alle opere audiovisive. Il procedimento si è concluso con l’accettazione e la resa obbligatoria degli impegni, senza accertamento dell’infrazione, ai sensi dell’articolo 14-ter della legge n. 287/1990.

Parti e origine del procedimento

Videorights è una collecting indipendente costituita nel 2016 e attiva nella gestione di diritti d’autore e diritti connessi nel settore audiovisivo. La società intendeva gestire il compenso per copia privata per conto dei propri rappresentati, tra cui Delta TV Programs, società di produzione audiovisiva non associata ad APA che lamentava il mancato versamento del CCP da parte dell’associazione di categoria.

SIAE, organismo di gestione collettiva, svolge un ruolo centrale nella riscossione e ripartizione del compenso per copia privata. ANICA e APA rappresentano, rispettivamente, le industrie cinematografiche e le società di produzione audiovisiva indipendente; ANICA Servizi e APA Service sono le società attraverso cui le associazioni gestiscono il CCP per conto dei produttori. Univideo rappresenta gli editori audiovisivi su supporti digitali e online e opera tramite ASEA, società interamente controllata.

L’AGCM ha avviato l’istruttoria il 2 febbraio 2021, ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 287/1990, per verificare l’esistenza di accordi e pratiche collusive o concertate tuttora in vigore, finalizzate a impedire l’ingresso di collecting indipendenti nella gestione del CCP video e a ostacolare la libertà degli aventi diritto di scegliere il gestore e le modalità di gestione del compenso.

Mercato rilevante e struttura concorrenziale

L’Autorità ha considerato rilevanti, sotto il profilo merceologico, due segmenti strettamente collegati: la ripartizione primaria del CCP video spettante ai produttori di videogrammi e opere audiovisive e la ripartizione secondaria dello stesso compenso.

La ripartizione primaria consiste principalmente nel trasferimento delle risorse da SIAE alle associazioni, secondo le quote di pertinenza previste dalla normativa. La ripartizione secondaria riguarda invece il successivo riconoscimento dei compensi alle collecting o agli aventi diritto e presenta un carattere di profittabilità, poiché i soggetti incaricati possono trattenere una percentuale destinata a coprire i costi operativi. Tale segmento è stato quindi considerato contendibile dalle collecting interessate a operarvi.

Il mercato geografico è stato ritenuto nazionale, in ragione della specificità della normativa applicabile. Nel 2019 il valore complessivo dei mercati di gestione del CCP, comprendenti settore audio e video, era stimato in circa 130 milioni di euro; il CCP video rappresentava circa 52 milioni di euro. Nel comparto video, la gestione era sostanzialmente concentrata in SIAE e nelle associazioni ANICA, APA/APT e Univideo, anche con riferimento ai produttori non iscritti alle associazioni.

Condotte contestate e qualificazione giuridica

Secondo il provvedimento di avvio, l’effetto restrittivo e potenzialmente escludente derivava principalmente dalla chiusura alle collecting indipendenti del segmento della ripartizione primaria. Tale assetto produceva riflessi anche sulla ripartizione secondaria, limitando sia la libertà di scelta degli aventi diritto sia la capacità competitiva delle collecting.

La condotta era stata valutata alla luce dell’articolo 101 TFUE, in quanto gli accordi tra le Parti e le pratiche concertate potevano incidere sull’accesso al mercato nazionale da parte di operatori, anche rappresentativi di titolari esteri. L’Autorità ha ritenuto sussistente l’idoneità a pregiudicare il commercio tra Stati membri, considerando la portata nazionale delle condotte e la possibilità che esse ostacolassero l’ingresso di soggetti attivi anche per conto di titolari non italiani.

Mutamento del quadro normativo

Nel corso del procedimento è intervenuta una modifica significativa dell’articolo 71-octies della legge sul diritto d’autore, introdotta dal decreto-legge n. 73/2021, convertito dalla legge n. 106/2021.

La novella ha differenziato il regime applicabile ai settori audio e video. Per il CCP audio, la norma ha previsto la ripartizione da parte di SIAE anche tramite le collecting, eliminando il riferimento alle associazioni maggiormente rappresentative. Per il CCP video, invece, è rimasta la previsione della ripartizione da parte di SIAE anche tramite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative.

La modifica normativa ha inoltre introdotto obblighi di trasparenza informativa e contabile e poteri di vigilanza in capo a SIAE. L’AGCM ha segnalato, ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 287/1990, alcune criticità concorrenziali del nuovo assetto, rilevando che esso poteva incidere negativamente sulla struttura concorrenziale del mercato.

Impegni di SIAE

Gli impegni di SIAE hanno riguardato soprattutto la ripartizione primaria. SIAE ha previsto:

  • la risoluzione degli accordi vigenti con le associazioni;
  • l’adozione di un criterio alternativo e oggettivo per individuare le quote spettanti ai comparti cinema e televisivo;
  • il coinvolgimento dei soggetti maggiormente rappresentativi nella definizione dei criteri di ripartizione del CCP video;
  • l’adozione e pubblicazione sul sito istituzionale di specifici regolamenti di ripartizione, previa consultazione dei soggetti maggiormente rappresentativi;
  • l’attivazione presso le associazioni di iniziative dirette a migliorare tempi, oneri economici e rendicontazione della ripartizione secondaria.

Nella versione modificata, SIAE ha previsto l’individuazione di un soggetto indipendente per la rilevazione delle quote cinema e televisione e ha ampliato la consultazione relativa alla definizione dei criteri di riparto a tutti i soggetti potenzialmente interessati, senza vincoli di rappresentatività. È rimasta invece limitata alle associazioni maggiormente rappresentative, individuate sulla base della soglia del 25% degli aventi diritto rappresentati, la partecipazione alla ripartizione primaria e alla successiva distribuzione dei compensi.

Impegni delle associazioni

Gli impegni di ANICA, APA e Univideo sono risultati sostanzialmente convergenti.

Per la ripartizione primaria, le associazioni hanno previsto la rescissione degli accordi stipulati con SIAE e il coinvolgimento delle collecting nella definizione dei criteri di ripartizione mediante procedure trasparenti e condivise. APA si è inoltre impegnata a sollecitare una procedura gestita da SIAE, con il coinvolgimento delle collecting, per la definizione triennale delle quote relative ai comparti cinema e televisione. ANICA ha dichiarato di voler promuovere una riforma organica della disciplina, con selezione periodica e competitiva dei soggetti incaricati della ripartizione secondaria.

Per la ripartizione secondaria, le misure hanno riguardato:

  • procedure di ripartizione più chiare e trasparenti;
  • maggiore coinvolgimento delle collecting in specifiche attività;
  • riduzione proporzionale degli aggi applicati alle collecting;
  • trasparenza contabile e orientamento ai soli costi dell’attività svolta;
  • pubblicazione di regolamenti e relazioni periodiche sull’attività di gestione del CCP;
  • forme di acconto sui compensi, previste da APA e Univideo per i soggetti che ne facciano richiesta.

ANICA si è impegnata a sviluppare un modello di contabilità analitica volto a imputare alle collecting esclusivamente i costi diretti dell’attività.

Univideo ha assunto specifici impegni relativi al mandato ad ASEA, modificando il proprio statuto per eliminare l’automatismo e l’esclusività del mandato per l’incasso del compenso e sostituendo il mandato preventivo a tempo indeterminato con un incarico puntuale, conferito annualmente in occasione della richiesta di liquidazione.

Market test e osservazioni dei terzi

Nel market test sono pervenute osservazioni da Videorights, RAI, Delta TV e altri soggetti, nonché da una delle associazioni coinvolte. Le principali critiche hanno riguardato l’idoneità degli impegni a rimuovere gli ostacoli all’accesso delle collecting alla ripartizione primaria.

Videorights ha sostenuto che gli impegni non avrebbero aperto effettivamente il mercato della raccolta primaria e ha contestato l’interpretazione secondo cui l’articolo 71-octies, comma 3, della legge sul diritto d’autore riserverebbe il segmento video alle sole associazioni. Ha chiesto, tra l’altro, l’inclusione delle collecting nella ripartizione primaria e la previsione di acconti sui compensi già incassati e futuri.

Un produttore originario di opere audiovisive ha contestato in particolare l’efficienza degli impegni di APA nella gestione del CCP video, soprattutto nei confronti dei soggetti non associati. Un’associazione ha invece espresso un generale accordo sugli impegni di SIAE, salvo dissentire sul coinvolgimento dei soggetti maggiormente rappresentativi nella definizione dei criteri di ripartizione.

Valutazione dell’Autorità

Le Parti hanno sostenuto che la mancata inclusione delle collecting nella ripartizione primaria video derivasse esclusivamente dal quadro normativo e costituisse un limite non superabile in via negoziale. Secondo le Parti, la novella del 2021, ammettendo espressamente le collecting nel solo settore audio, avrebbe confermato la riserva del comparto video alle associazioni maggiormente rappresentative.

L’Autorità ha ritenuto che la risoluzione unanime degli accordi in essere fosse funzionale a eliminare lo strumento restrittivo individuato nell’avvio. Ha inoltre considerato idonei, nel mutato quadro normativo, i processi condivisi e trasparenti per la definizione dei criteri di riparto, nonché le misure di disclosure e rendicontazione relative alla ripartizione secondaria.

Secondo l’AGCM, tali misure possono aumentare la trasparenza e l’efficienza della corresponsione del CCP video e consentire agli operatori di tracciare l’intera filiera distributiva. La valutazione positiva degli impegni è stata quindi formulata tenendo conto sia della cessazione degli accordi sia della sopravvenuta modifica legislativa.

Esito e obbligatorietà degli impegni

L’AGCM ha deliberato di rendere obbligatori gli impegni presentati da SIAE, ANICA, ANICA Servizi, APA, APA Service, Univideo e ASEA ai sensi dell’articolo 14-ter, comma 1, della legge n. 287/1990.

Il procedimento è stato chiuso senza accertare l’infrazione nei confronti delle Parti. Non è stata quindi irrogata alcuna sanzione antitrust. Le associazioni e le società interessate sono state tenute a informare l’Autorità sulle azioni intraprese per dare esecuzione agli impegni, mediante una relazione da trasmettere entro il 31 marzo 2022.

Punti principali

Condotte oggetto dell’istruttoria

Gli accordi ancora vigenti tra SIAE e le associazioni di categoria, insieme alle pratiche di gestione del CCP video, erano ritenuti potenzialmente idonei a chiudere la ripartizione primaria alle associazioni e a ostacolare l’ingresso di collecting indipendenti, limitando altresì la libertà degli aventi diritto di scegliere il soggetto incaricato della gestione.

Mercati rilevanti

L’Autorità ha individuato i mercati nazionali della ripartizione primaria e della ripartizione secondaria del compenso copia privata video spettante ai produttori di videogrammi e opere audiovisive. La ripartizione primaria ha natura prevalentemente redistributiva, mentre quella secondaria è contendibile e potenzialmente profittevole per i soggetti incaricati.

Impegni di SIAE

SIAE si è impegnata a risolvere gli accordi con le associazioni, adottare criteri oggettivi per distinguere le quote cinema e televisione, coinvolgere i soggetti maggiormente rappresentativi nella definizione dei criteri di riparto e favorire maggiore efficienza, trasparenza e rendicontazione nella ripartizione secondaria.

Impegni delle associazioni

ANICA, APA e Univideo hanno previsto la cessazione degli accordi con SIAE, procedure trasparenti e partecipate per la definizione dei criteri di ripartizione, maggiore coinvolgimento delle collecting, riduzione o orientamento ai costi degli aggi applicati, pubblicità dei regolamenti e rendicontazione delle attività. Univideo ha inoltre eliminato l’automatismo e l’esclusività del mandato ad ASEA.

Esito del procedimento

Gli impegni sono stati resi obbligatori ai sensi dell’articolo 14-ter, comma 1, della legge n. 287/1990. Il procedimento è stato chiuso senza accertare l’infrazione; le Parti dovevano trasmettere all’AGCM una relazione sull’esecuzione degli impegni entro il 31 marzo 2022.

Come è indicizzato

Materieintese restrittiveart. 101 tfuemercato rilevanteimpegnigestione collettiva dei diritti audiovisivi

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