Cassazione Civile, Sentenza n. 23327/2022 del 26/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al non specificato
La controversia
Non fornito. In generale, in una "fase di valutazione oscuramento" il motivo tipico del ricorso può essere: (a) richiesta dell'interessato per l'oscuramento/riconoscimento del diritto all'oblio di contenuti online ritenuti lesivi della sua privacy/sfera personale; oppure (b) impugnazione da parte dell'operatore/terzo avverso un provvedimento amministrativo o giudiziario che ordina l'oscuramento/limitazione di accesso a contenuti. Il dettaglio rilevante comprende: natura dei dati/contenti, interesse pubblico alla conoscenza, misura dell'intervento (oscuramento parziale vs totale), prova del pregiudizio e richiesta di misure provvisorie.
La decisione
Non disponibile senza la sentenza. Possibili esiti tipici: (i) accoglimento del ricorso e ordine di oscuramento/rettifica/rimozione (anche con misura provvisoria in via cautelare); (ii) rigetto del ricorso perché prevale l'interesse pubblico o manca prova del pregiudizio; (iii) pronunciamento parziale (oscuramento selettivo, indicazione di termini temporali, bilanciamento delle libertà). La decisione solitamente motiva il bilanciamento tra diritto alla privacy/diritto all'oblio e libertà di informazione/interesse pubblico.
Massime di principio
- Occorre sempre valutare il bilanciamento tra diritto alla riservatezza/diritto all'oblio e il diritto all'informazione: l'interesse pubblico prevale se l'informazione riguarda fatti di rilevanza pubblica o cariche pubbliche.
- La misura di oscuramento deve essere proporzionata e il più possibile selettiva: preferire oscuramenti mirati (URL specifiche, snippet) rispetto a rimozioni totali.
- In fase cautelare è possibile ottenere misure provvisorie se sussistono fumus boni iuris (probabile fondatezza) e periculum in mora (danno imminente), ma il giudice valuta con attenzione il pregiudizio per la libertà di espressione.
- L'onere della prova grava su chi chiede l'oscuramento: deve dimostrare il danno concreto e la mancanza di rilevanza pubblica delle informazioni contestate.
- Deve valutarsi la temporalità della notizia: eventi rilevanti in passato possono perdere rilevanza pubblica col tempo e favorire l'oscuramento.
- Gli obblighi procedurali: in molti casi il soggetto tenuto a oscurare/fornire informazioni va previamente convocato o comunque messo in condizione di difendersi, salvo casi di immediata necessità.
- Se coinvolge dati personali, considerare il quadro del GDPR (diritto all'oblio/art.17 e principi di liceità, pertinenza e minimizzazione) ma sempre bilanciandolo con la libertà di informazione e altri diritti fondamentali.
- In mancanza del testo della sentenza non si possono trarre conclusioni definitive: per una guidance applicabile al caso concreto è necessario analizzare fatti, motivazione giuridica e norme richiamate nella decisione.
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