Cassazione Penale, Sentenza n. 40794/2024 del 06/11/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione avverso la determinazione e l'applicazione delle pene accessorie disposte in sede di rinvio. Proceduralmente: patteggiamento del 13/10/2022 che aveva applicato la pena principale (2 anni) senza prevedere le pene accessorie; annullamento parziale della Corte di Cassazione il 19/04/2023 limitatamente alle pene accessorie per mancanza di accordo e carenza di motivazione; sul rinvio il Tribunale ha ritenuto tardiva una seconda richiesta congiunta delle parti sulle pene accessorie e ha comunque irrogato interdizione e incapacita a contrattare per 5 anni, escludendo le attenuanti riconosciute nella sentenza irrevocabile. Il ricorrente denuncia difetto di correlazione fra richiesta concordata e sentenza, illegittimità e vizio di motivazione della pena accessoria e la negazione delle attenuanti gia riconosciute.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'irrogazione delle pene accessorie e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Benevento in diversa composizione. Ha ritenuto inammissibile la seconda richiesta frazionata delle parti sulle pene accessorie quando le parti non l'avevano prevista nel primo accordo ormai divenuto irrevocabile; ha inoltre affermato che il giudice del rinvio deve rispettare le statuizioni gia passate in giudicato sulle circostanze attenuanti e deve determinare la durata delle pene accessorie in concreto, sulla base dei criteri di cui all'art. 133 cod. pen., non mediante una perequazione automatica ex art. 37 cod. pen.
Norme richiamate
art. 444 cod. proc. pen.
Consente alle parti, nel patteggiamento, di chiedere l'esclusione o la determinazione delle pene accessorie; ma se le parti non esercitano tale facoltà nella richiesta concordata iniziale, con quella richiesta esauriscono il potere su quel punto e non possono proporre successivamente richieste frazionate.
art. 317-bis cod. pen.
(...) in tema di pene accessorie, la durata dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici ex art. 317-bis cod. pen. va determinata in concreto, in base ai criteri di cui all'art. 133 cod. pen.(...)
La durata dell'interdizione prevista dall'art. 317-bis deve essere calata nella concreta responsabilita e nelle modalita del fatto secondo i parametri di cui all'art. 133 cod. pen.; non va fissata in modo automatico o mediante equazioni legislative.
art. 133 cod. pen.
Fornisce i criteri per la determinazione concreta della pena e, per le pene accessorie, impone un'applicazione motivata e individualizzata rispetto alle circostanze del caso.
art. 37 cod. pen.
Non può essere usato come strumento di perequazione automatica per determinare la durata delle pene accessorie quando la interpretazione costituzionalmente orientata richiede una determinazione concreta secondo l'art. 133.
art. 323-bis cod. pen.
Le statuizioni che riconoscono l'attenuante di cui all'art. 323-bis comma 2, se passate in giudicato, vincolano il giudice del rinvio; non possono essere ignorate nella determinazione delle pene accessorie.
art. 627 cod. proc. pen.
Richiama il dovere del giudice del rinvio di uniformarsi alla decisione della Corte di cassazione sulle questioni di diritto oggetto dell'annullamento; la mancata conformita puo integrare motivo di annullamento.
d.lgs. 10/10/2022 n.150, art. 25 comma 1 lett. a) n.1
Ha modificato l'art. 444 cod. proc. pen. estendendo la possibilita per l'accordo di riguardare anche le pene accessorie e la confisca facoltativa, valorizzando la piena negoziabilita del trattamento sanzionatorio, ma non imponendo l'obbligo per le parti di includere le accessorie.
legge 27/09/2021 n.134, art. 1 comma 10 lett. a) n.1
Criterio di delega che ha ispirato la riforma consentendo di negoziare anche le pene accessorie quando la pena detentiva supera i due anni; la delega non vincola le parti ad estendere sempre il patteggiamento alle accessorie.
Sentenza Corte Costituzionale n.222/2018
Richiamata come principio che giustifica l'interpretazione costituzionalmente orientata per determinare in misura non fissa le pene accessorie, imponendo motivazione e personalizzazione della pena.
Massime di principio
- Se nel patteggiamento le parti non hanno espressamente concordato le pene accessorie, non è ammessa una successiva richiesta frazionata dopo che l'accordo sulla pena principale è divenuto irrevocabile.
- La Corte che annulla parzialmente disponendo il rinvio vincola il giudice del rinvio a rispettare le statuizioni gia passate in giudicato (es. riconoscimento di attenuanti).
- La durata delle pene accessorie (p.es. interdizione dai pubblici uffici ex art. 317-bis) deve essere determinata in concreto secondo i criteri di cui all'art. 133 cod. pen.; non è corretta una determinazione automatica o standardizzata ex art. 37.
- Se il giudice ritiene non accoglibile la parte dell'accordo relativa alle pene accessorie, deve valutare l'integrita del patteggiamento e, se necessario, rigettare il patteggiamento nella sua interezza, non recepirne solo la parte relativa alla pena principale.
- Richieste tardive o 'frazionate' delle parti in materia di patteggiamento sono generalmente inammissibili; le parti devono formulare compiutamente l'accordo al momento del deposito della richiesta.
- Le decisioni di merito ormai passate in giudicato sulle circostanze attenuanti vincolano le fasi successive del procedimento e devono essere tenute presenti nella determinazione delle pene accessorie.
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