Ordinanza n. 539/2026 - Trieste, Sezione 1
per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, - del decreto n. 33592/GRFVG del 22/06/2026 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Direzione centrale difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile - Servizio valutazione ambientali), recante “D.Lgs. 152/2006 – Procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA del progetto riguardante l’impianto idroelettrico da realizzarsi in Comune di Erto e Casso denominato ‘concessione della derivazione d’acqua per uso idroelettrico dal torrente Vajont - domanda in data 20/07/2016 (varia per derivare dal lago residuo C a valle della diga del Vajont moduli massimi 45,00 medi 15,00, per produrre, su un salto di 123,35 m, una potenza nominale di 1815 kW)’. (SCR/2073). Proponente: Welly Red srl”, nella parte in cui dichiara la non assoggettabilità a VIA del progetto; - della Relazione istruttoria dell’08/06/2026 del Servizio valutazioni ambientali, ove e nella parte in cui conclude nel senso della non necessità della VIA; - del parere n. SCR/10/2026 del 17/06/2026 della Commissione tecnico-consultiva VIA regionale, nella parte in cui esprime avviso favorevole alla non assoggettabilità a VIA; - di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ivi compresi i pareri tecnici e gli atti istruttori richiamati nel decreto impugnato (tra cui, in particolare, le note di ARPA FVG, del Servizio geologico, dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, del Servizio gestione risorse idriche, dell’Ente Tutela Patrimonio Ittico, della Provincia di Belluno, del Comune di Longarone, della Regione Veneto, del Parco Dolomiti Friulane); - in via specifica, della valutazione di compatibilità ambientale sottesa al decreto impugnato nella parte in cui non considera, o considera in modo meramente formale, le osservazioni del Comune di Erto e Casso relative alla tutela dell’area denominata “Giardini della frana / Giardino della Memoria”, come da nota comunale prot. 0001196 del 10/03/2026, acquisita al procedimento il 11/03/2026;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR non ha deciso la domanda cautelare né i motivi di merito. Ha comunicato alle parti che ritiene sussistenti i presupposti per definire il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. all’esito della fase cautelare e ha assegnato cinque giorni dalla comunicazione via PEC per presentare eventuali osservazioni. La decisione sul ricorso è quindi riservata; nessuna statuizione sulle spese.
Atto impugnato: decreto regionale che ha escluso dalla procedura di VIA il progetto di impianto idroelettrico sul torrente Vajont, nonché la relazione istruttoria e il parere tecnico-consultivo favorevole all’esclusione
Esito
La controversia
L’associazione ha impugnato il decreto regionale del 22 giugno 2026, nella parte in cui ha dichiarato non necessaria la VIA per il progetto di impianto idroelettrico proposto da Welly Red S.r.l. nel Comune di Erto e Casso, unitamente agli atti istruttori e al parere della Commissione tecnico-consultiva VIA. Ha contestato, in particolare, la valutazione di compatibilità ambientale per non aver considerato, o aver considerato solo formalmente, le osservazioni del Comune di Erto e Casso riguardanti la tutela dell’area “Giardini della frana / Giardino della Memoria”. Il testo non riporta ulteriori articolazioni dei motivi di ricorso.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Ritenuto di dover formalmente rappresentare alle parti che il Collegio ritiene sussistenti i presupposti di cui all’art. 60 c.p.a. per poter definire il giudizio con sentenza in forma semplificata in esito alla presente fase cautelare;
Il Collegio ritiene sussistenti i presupposti per la definizione del giudizio con sentenza semplificata all’esito della fase cautelare, ma prima assegna alle parti un termine per eventuali osservazioni.
Come è indicizzato
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