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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 32804/2021 del 09/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di merito relativa alla successione di Carlo Tempestini: il ricorrente chiedeva il reintegro della propria quota di legittima in quanto pretermesso dal testamento olografo che assegnava tutto a Tempestini Ilaria; questioni principali: (1) se la permuta di quote tra il de cuius e il figlio costituisse un negotium mixtum cum donatione (donazione nella differenza di valore) e dunque dovesse essere imputata come donazione; (2) se la fideiussione bancaria rilasciata dal de cuius per obbligazioni di terzi dovesse essere detratta dal relictum come passività ereditaria senza ulteriore prova; (3) richiesta di consulenza tecnico-contabile (CTU) avanzata dalla coniuge per accertare eventuali disposizioni patrimoniali o donazioni non documentate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha: - rigettato il motivo che censurava la qualificazione della permuta come atto con donazione: la valutazione di fatto della Corte d'appello (sproporzione significativa e consapevolezza del de cuius) è stata ritenuta congruamente motivata e incensurabile in sede di legittimità; - accolto i motivi con cui si denunciava l'erronea esclusione del principio secondo cui dai beni del relictum si devono detrarre solo i debiti aventi esistenza attuale e certa: la Corte ha cassato la decisione di merito nella parte in cui la fideiussione è stata dedotta a priori dall'attivo senza prova dell'insolvenza del debitore garantito o dell'impossibilità di esercitare l'azione di regresso, e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Firenze per nuovo esame attenendosi al principio di diritto enunciato; - ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello che ha rigettato la richiesta di CTU come esplorativa e non necessaria, indicando che la parte avrebbe dovuto chiedere l'esibizione documentale ai sensi degli artt. 210 ss. c.p.c. o avvalersi dei rimedi bancari previsti; - osservato inoltre (anche se non censurato decisionalmente dalle parti) che la modalità adottata in primo grado nella ripartizione e nella riduzione poteva risultare anomala se le donazioni non fossero state trattate correttamente ai fini della quota disponibile; la sentenza di merito è stata cassata in relazione ai profili indicati e la causa rinviata per nuovo esame; spese del giudizio di legittimità liquidate dalla Corte.

Norme richiamate

  • art. 556 c.c.

    Disciplina della 'riunione fittizia' per la formazione della massa ereditaria: nella determinazione del relictum si devono considerare beni e debiti aventi esistenza attuale e certa; i debiti da fideiussione sono detraibili solo se è provata l'insolvenza del debitore garantito o l'impossibilità di esercitare l'azione di regresso

  • art. 555 c.c.

    Stabilisce l'ordine di riduzione e l'inderogabilità della regola che le donazioni si riducono solo dopo avere esaurito i beni disponibli per testamento: la quota disponibile va determinata sul relictum e le donazioni incidono su di essa

  • art. 1552 c.c.

    Riferimento normativo richiamato in relazione ai negozi traslativi/permute (regime delle vendite e conguagli); nella fattispecie utilizzato per discutere la qualificazione della permuta con conguaglio quale possibile negozio misto con donazione

  • art. 360 c.p.c. (comma 1, n. 3 e n. 5)

    Fondamento delle censure di legittimità (violazione di norme di diritto e vizio di motivazione/omessa valutazione di prove): la Corte ha esaminato i motivi di cassazione alla luce di queste fattispecie

  • art. 366 c.p.c. (comma 1, n. 3)

    Richiesta di esposizione sommaria dei fatti nelle impugnazioni: la Corte ha ritenuto che, complessivamente, i ricorsi consentivano la comprensione della vicenda e delle censure

  • art. 119 d.lgs. n. 385/2011

    Norma sul diritto del 'succeduto' di ottenere copia della documentazione bancaria delle singole operazioni degli ultimi dieci anni: richiamata per spiegare che il pretermesso non sempre ha automaticamente accesso a documentazione bancaria, ma l'azione appropriata è l'esibizione documentale

  • art. 210 c.p.c.

    Strumento processuale per ottenere l'esibizione di documenti: la Corte indica che, in caso di difficoltà nell'acquisire documentazione bancaria, la via corretta non è il CTU esplorativo ma l'istanza di esibizione

Massime di principio

  • Nella determinazione dell'attivo e del passivo ereditario (art. 556 c.c.) si devono considerare solo i debiti 'attuali e certi': una fideiussione prestata dal defunto è detraibile solo se si dimostra che il debitore principale è insolvente o che è impossibile esercitare l'azione di regresso
  • Per qualificare un atto oneroso come 'negotium mixtum cum donatione' non basta la mera sproporzione oggettiva: occorre provare la significativa differenza di valore e l'animus donandi (la consapevolezza e la volontà del disponente di arricchire l'altra parte); questa è una valutazione di merito difficilmente sindacabile in Cassazione se congruamente motivata
  • La richiesta di consulenza tecnica d'ufficio va negata se ha carattere esplorativo o mira a supplire alla carenza probatoria della parte; per ottenere documentazione bancaria la strada corretta è l'esibizione ai sensi degli artt. 210 ss. c.p.c. o gli strumenti previsti dalla normativa bancaria (art. 119 TUB)
  • Nella procedura di riduzione delle donazioni e nel calcolo delle quote (legittima e disponibile) bisogna rispettare l'ordine legale: le donazioni incidono sulla quota disponibile e non dovrebbero essere ridotte contro i donatari fintanto che il relictum sia capiente; errori nel criterio di imputazione richiedono ricalcolo giudiziale
  • Chi intende far valere l'esistenza di donazioni occulte o di variazioni patrimoniali rilevanti deve allegare circostanze concrete e prove o utilizzare gli strumenti processuali adeguati; domande generiche e richieste di indagini 'alla cieca' vengono dichiarate inammissibili come esplorative

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