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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02327/2026 del 21/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava: 1) l'erronea qualificazione giuridica della condotta, sostenendo che il ricevitore della ricevitoria ha rapporto privatistico con il concessionario e che le somme incassate non sono denaro pubblico sin dall'origine ma ricavo d'impresa del concessionario, richiamando analogie con la disciplina dell'albergatore e della tassa di soggiorno; 2) vizi di motivazione e carenze probatorie, tra cui l'omessa verifica della paternita della falsificazione del bollettino postale, la mancata identificazione dell'interlocutore della telefonata che avrebbe inoltrato il bollettino, la brevità e la notturna ricorrenza delle condotte e il mancato rinvenimento delle somme sottratte; 3) il diniego delle circostanze attenuanti generiche, posto che l'imputato sarebbe incensurato, privo di condotte elusorie o ostruzionistiche, e non sarebbe corretto subordinare il riconoscimento delle attenuanti al risarcimento o all'offerta del danno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo i motivi reiterativi di quelli d'appello e manifestamente infondati, in particolare richiamando il principio di diritto delle Sezioni Unite (Rubbo) secondo cui i gestori ed esercenti di giochi in concessione partecipano alla funzione pubblica di riscossione e il denaro incassato appartiene all'Erario sin dal momento della riscossione. La Corte ha inoltre ritenuto corretta la valutazione delle prove di merito da parte dei giudici d'appello e l'esclusione delle attenuanti generiche per mancata indicazione di elementi positivi. E' stata respinta anche l'istanza difensiva di rinvio per carenza dei presupposti di legge. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Art. 420-ter cod. proc. pen.

    Disciplina le condizioni per l'impedimento del difensore e i requisiti per ottenere il rinvio; la Corte ha ritenuto non soddisfatti i requisiti indicati dal difensore (in particolare mancata indicazione dell'impossibilita di avvalersi di un sostituto).

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze in caso di inammissibilita del ricorso in Cassazione, tra cui il pagamento delle spese e l'obbligo di versare una somma alla cassa delle ammende; la Corte ha applicato tale sanzione fissando la somma in euro 3.000.

  • Art. 102 cod. proc. pen.

    Regola l'avvalersi di un sostituto da parte del difensore; la Corte ha ritenuto che il difensore non abbia giustificato l'impossibilita di adoperare un sostituto.

  • Sez. U. n. 6087 del 24/09/2020 (Rubbo)

    Principio di diritto secondo cui i gestori ed esercenti di giochi e scommesse in concessione partecipano alla funzione pubblica di riscossione, e i proventi incassati appartengono all'Erario sin dal momento della riscossione; quadro ermeneutico applicato dalla Corte per ritenere integrare il peculato l'appropriazione delle somme non versate.

  • D.lgs. 14 marzo 2011, n. 23

    art. 4, comma 1-ter (richiamato in relazione alle modifiche introdotte dall'art. 180, comma 3, d.l. n. 34/2020 conv. legge n. 77/2020)

    Richiamato per spiegare che la disciplina della tassa di soggiorno e il regime dell'albergatore sono specifici e non assimilabili alla figura del ricevitore di giochi; la legge ha attribuito all'albergatore la qualifica di responsabile d'imposta con sanzione amministrativo-tributaria, diversa dalla posizione di agente contabile.

  • Art. 5-quinquies legge 17 dicembre 2021, n. 215

    Ulteriore riferimento normativo rispetto alla disciplina tributaria citata nel confronto con l'albergatore; conferma la specificita della disciplina fiscale dell'albergatore.

  • Corte Cost., sent. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in ordine al criterio di imputabilita dell'inammissibilita del ricorso al proponente ai fini della condanna alla cassa delle ammende.

  • Sez. 2, n. 9299 del 07/11/2018 (Villani)

    Citata per il principio secondo cui il riconoscimento delle attenuanti generiche richiede l'esistenza di specifici elementi positivi suscettibili di apprezzamento motivato da parte del giudice.

Massime di principio

  • Per i giochi e scommesse in concessione l'incasso effettuato da gestori ed esercenti va valutato alla stregua di denaro appartenente allErario sin dal momento della riscossione: appropriazioni possono integrare il reato di peculato sulla scorta della giurisprudenza di legittimita, in particolare Sez. U. Rubbo.
  • Il confronto con la figura dellalbergatore e della tassa di soggiorno non e automaticamente valido: la legge ha disciplinato specificamente la qualifica e le conseguenze per lalbergatore, mentre per i ricevitori di giochi opera la partecipazione alla funzione pubblica di riscossione.
  • In Cassazione non e consentita una valutazione globale e nuova del materiale probatorio: i motivi che si limitano a proporre una diversa lettura dei fatti sono inammissibili o destinati al rigetto.
  • Listanza di rinvio per impedimento del difensore richiede il rispetto rigoroso dei presupposti di legge (art. 420-ter c.p.p.), compresa la dimostrazione dellimpossibilita di avvalersi di un sostituto; la mancata indicazione di tali elementi comporta il rigetto.
  • Per ottenere le attenuanti generiche occorrono elementi specifici e positivi che il giudice possa apprezzare; la mera assenza di profili negativi non basta.
  • Linammissibilita del ricorso in Cassazione comporta automaticamente la condanna alle spese processuali e il pagamento di una somma alla cassa delle ammende ai sensi dellart. 616 c.p.p., con possibile aggravio economico per ricorsi manifestamente infondati.

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