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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18949/2025 del 10/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia tributaria sull'applicazione dell'IMU per l'anno 2016 su vari immobili di proprietà dell'AUSL (complesso ospedaliero 'Ceppo' compreso il 'Piloto', Ville Sbertoli, immobile in Via Dalmazia n.356 - Villone Puccini, immobile in Viale Matteotti/ Via Carlo Goldoni, terreni del nuovo Ospedale San Jacopo e altri terreni). Il Comune contestava il riconoscimento, da parte dei giudici di merito, di esenzioni IMU/parziali riduzioni per tali beni riconducendo la discrepanza alle risultanze istruttorie (dismissione e trasferimento delle funzioni ospedaliere) e denunciava, tra l'altro, inversione dell'onere della prova e errata applicazione delle norme che prevedono l'esenzione per beni destinati a fini istituzionali o sanitari. L'AUSL ha resistito e ha proposto ricorso incidentale su più punti (mancata prova di destinazione istituzionale per alcuni cespiti, inagibilità prolungata, assenza del riconoscimento di interesse storico-artistico, mancata prova di utilizzo per il Villone Puccini, insufficiente motivazione dell'avviso di accertamento).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale proposto dal Comune di Pistoia sia il ricorso incidentale proposto dall'Azienda U.S.L. Toscana Centro. In particolare, la Corte ha ritenuto infondati i motivi del Comune (tra cui la presunta inversione dell'onere della prova), confermando il principio per cui il temporaneo o parziale inutilizzo non comporta automaticamente la perdita della destinazione istituzionale e, quindi, dell'esenzione IMU, salvo prova di definitiva ed irreversibile cessazione della strumentalità del bene. Quanto agli specifici cespiti: ha ritenuto fondata la valutazione del giudice d'appello che ha riconosciuto l'esenzione per porzioni del complesso del Ceppo (perché persistente destinazione istituzionale, anche strumentale), ma ha confermato la negativa valutazione in relazione al 'Piloto' (prove insufficienti della strumentalità) e agli immobili di Via Goldoni (prolungata inagibilità che ne escludeva la destinazione istituzionale). Ha pure confermato l'esclusione della riduzione per valore storico-artistico delle Ville Sbertoli per mancata previa dichiarazione dell'autorità di tutela. Per il Villone Puccini la Corte ha ritenuto non dimostrato l'uso a fini istituzionali. Entrambi i ricorsi sono respinti e le spese sono compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 - art. 9, comma 8

    art. 9, comma 8 D.Lgs. 23/2011

    L'esenzione per immobili destinati a fini istituzionali/sanitari si applica anche ove vi sia parziale o temporaneo non utilizzo purché non sia dimostrata la definitiva perdita della strumentalità; il giudice valuta la persistenza della destinazione nella sua prognosi fattuale.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 - art. 7, comma 1 lett. a) e lett. i)

    art. 7, comma 1, lett. a) e lett. i) D.Lgs. 504/1992

    L'esenzione IMU spetta per edifici destinati esclusivamente ai compiti istituzionali e per attività sanitarie svolte in modalità non commerciale; la perdita dell'esenzione richiede la prova di una cessazione definitiva della destinazione istituzionale.

  • D.L. n.1/2012 convertito L. n.27/2012 - art. 91-bis, commi 2 e 3

    art. 91-bis, commi 2 e 3 D.L. n.1/2012 conv. L. n.27/2012

    Normativa richiamata nella disciplina fiscale locale; la Corte non ha riconosciuto applicazioni diverse da quelle interpretate congiuntamente alle norme IMU esaminando la destinazione d'uso.

  • Codice civile - art. 2697

    Regola dell'onere della prova: chi deduce un fatto ha l'onere di provarlo. La Corte ha escluso che vi fosse stata un'inversione dell'onere della prova da parte del giudice di merito; la censura contestava invece la valutazione delle prove, sindacabile in Cassazione solo nei limiti processuali previsti.

  • Codice di procedura civile - artt. 115 e 116

    Regole sulla valutazione e formazione della prova; la Corte ha richiamato che la censura sulla valutazione delle prove in sede di legittimità è limitata, e che il giudice di merito ha correttamente operato il proprio 'prudente apprezzamento' delle risultanze.

  • D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 - art. 13, comma 3 lett. a) (IMU riduzione)

    art. 13, comma 3, lett. a) D.L. 201/2011

    La riduzione della base imponibile IMU per beni di interesse storico-artistico richiede il previo formale riconoscimento dell'interesse culturale da parte dell'autorità di tutela; la semplice affermazione del possessore non è sufficiente.

  • D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 - artt. 10 e 12 (Codice dei beni culturali e paesaggistici)

    artt. 10 e 12 D.Lgs. 42/2004

    Definizione e accertamento dell'interesse culturale: il riconoscimento formale è necessario per effetti tributari agevolativi (riduzione IMU).

  • Codice di procedura civile - art. 116

    Sul punto la Corte ricorda che la doglianza per violazione di art. 116 c.p.c. in Cassazione è ammissibile solo se il giudice ha assegnato alla prova un valore diverso da quello che la legge attribuisce; nel caso concreto il giudice di merito ha esercitato il proprio prudente apprezzamento correttamente.

  • Codice di procedura civile - art. 112

    La Corte ha ritenuto che non vi fosse omessa pronuncia sulle questioni dedotte dall'AUSL: la formula di rigetto integrale dell'appello incidentale costituisce pronuncia anche sulle doglianze ivi contenute.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 - art. 13, comma 1-quater

    art. 13, comma 1-quater D.P.R. 115/2002

    Riferimento amministrativo sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dell'eventuale versamento supplementare dovuto dalle parti come previsto dalla norma.

Massime di principio

  • La temporanea o parziale inattività di porzioni di un immobile pubblico non esclude automaticamente l'esenzione IMU: occorre provare la cessazione definitiva e irreversibile della destinazione istituzionale/strumentale.
  • L'onere della prova spetta a chi deduce un fatto (es. chi invoca l'esenzione deve fornire elementi probatori sull'utilizzo istituzionale), ma la valutazione delle prove compete al giudice di merito e è sindacabile in Cassazione solo nei limiti molto ristretti previsti dalle norme processuali.
  • Le dichiarazioni rese per tributi diversi (es. TARES) non sono automaticamente utilizzabili per escludere o confermare l'applicazione dell'IMU, dovendosi valutare separatamente i presupposti di ciascun tributo.
  • Per ottenere la riduzione IMU per valore storico-artistico è necessario il formale riconoscimento dell'interesse culturale da parte dell'autorità di tutela; la mera affermazione del possessore non è sufficiente.
  • La prolungata inagibilità o l'impossibilità di utilizzo per cause strutturali possono integrare prova di perdita della destinazione istituzionale se rendono l'immobile irreversibilmente inutilizzabile per le funzioni protette.
  • Prove isolate e marginali (es. rinvenimento sporadico di materiali) sono spesso insufficienti a dimostrare la persistenza di una destinazione istituzionale: è richiesta documentazione più ampia e coerente (uso continuativo, attività amministrative, magazzini contenenti dotazioni sanitarie, accordi/programmi che mantengono la destinazione, ecc.).
  • In sede di cassazione non è possibile chiedere una semplice riedizione del merito: le doglianze devono essere fondate su vizi di diritto o su specifici vizi motivazionali ammessi dalla giurisprudenza.

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