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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16369/2020 del 30/07/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Contestazione del diritto al rimborso di somme versate a titolo di ILOR su royalties percepite in Italia nel 1982. La società aveva versato l'ILOR in via cautelativa e poi chiesto il rimborso sostenendo che le royalties non erano imponibili alla luce della normativa convenzionale e interna vigente.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassato la sentenza della Commissione tributaria centrale che aveva riconosciuto il rimborso e, decidendo nel merito, ha rigettato l'originario ricorso della contribuente. In sostanza è stato confermato che le royalties riferite al 1982, pur esenti da IRPEF/IRPEG in base alla disciplina convenzionale/transitoria, rimangono soggette all'ILOR e quindi il rimborso richiesto dalla società non è dovuto.

Norme richiamate

  • d.P.R. 29 settembre 1973, n. 599

    art. 1, secondo comma, lett. c)

    L'esclusione dalla debenza dell'ILOR prevista dall'art. 1 riguarda i redditi che effettivamente subiscono una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta; non si applica quindi ai proventi che, pur essendo astrattamente esposti a ritenuta, risultano in concreto esenti per effetto di una convenzione.

  • Convenzione Italia - USA

    art. 8 (Convenzione stipulata il 30 marzo 1955, ratificata con legge 19 luglio 1956, n. 943)

    La Convenzione può prevedere l'esenzione dal prelievo sul reddito per evitare doppie imposizioni, ma tale esenzione non incide automaticamente sulla disciplina locale dell'ILOR: l'esenzione convenzionale non equivale all'applicazione di una ritenuta a titolo d'imposta ai fini dell'art. 1 del d.P.R. n. 599/1973.

  • d.P.R. n. 897/1980

    Richiamati dall'Amministrazione per sostenere la corretta applicazione delle norme sulla tassazione dei redditi da fonte estera; la Corte ha ritenuto infondata la tesi della controricorrente alla luce del consolidato principio di diritto espresso dalle Sezioni Unite.

  • Ordinamento processuale

    art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.; art. 384, secondo comma, cod. proc. civ.

    Gli articoli processuali sono stati utilizzati rispettivamente per inquadrare il motivo di cassazione (violazione di norme di diritto) e per decidere la causa nel merito senza rinvio quando non occorrono ulteriori accertamenti di fatto.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite)

    Cass. SU 20 novembre 2003, n. 17632 (e successive pronunce: n. 18957/2003, n. 12703/2004, ecc.)

    Principio consolidato secondo cui le royalties percepite in Italia da società statunitensi nel periodo della disciplina transitoria si sottraevano all'IRPEF/IRPEG ma non all'ILOR: l'esenzione convenzionale non impedisce l'applicabilità dell'ILOR ove la misura agevolativa non si traduca in una ritenuta a titolo d'imposta effettivamente operata.

Massime di principio

  • Se un reddito è esente da imposta per effetto di una convenzione internazionale, va verificato se l'esenzione si traduce in una ritenuta concreta a titolo d'imposta: l'esenzione convenzionale astratta non impedisce l'applicazione di tributi locali che operano indipendentemente dalla ritenuta.
  • Nei rimborsi tributari il soggetto che chiede il rimborso ha l'onere probatorio di dimostrare le circostanze fattuali che giustificano la violazione di principi (es. discriminazione) o l'effettiva applicazione di norme convenzionali in modo da escludere la tassazione locale.
  • La giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite) costituisce orientamento vincolante per casi analoghi: se esiste un precedente consolidato che stabilisce la non estensione di un'esenzione convenzionale a un'imposta locale, la decisione di merito dovrà adeguarsi salvo elementi nuovi e specifici.
  • In controversie tributarie con fattispecie storiche (es. regolazioni transitorie di convenzioni), è essenziale collocare l'anno d'imposta nel quadro normativo vigente all'epoca per determinare l'effettiva applicabilità delle esenzioni.
  • In processi di cassazione l'Avvocatura dello Stato può proporre ricorso per conto dell'Agenzia delle Entrate senza menzionare nel ricorso l'incarico professionale specifico, purché sussista il relativo patrocinio e l'epigrafe indichi la sentenza impugnata.

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