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Ordinanza

Ordinanza n. 861/2026 - Latina, Sezione 1

per la correzione di sentenza n. 99 dell’11 febbraio 2022, pronunciata da questa Sezione sul ricorso n. RG 1024 del 2011;

Giustizia amministrativa201101024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IOrdinanzaaltro

Atto impugnato: Sentenza n. 99 dell’11 febbraio 2022, limitatamente all’indicazione dell’importo delle spese di lite

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (amministrazione istante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune di Sezze ha chiesto, ai sensi dell’art. 86 c.p.a., la correzione dell’errore materiale contenuto nel dispositivo della sentenza n. 99/2022, che aveva condannato la parte ricorrente alla rifusione delle spese di lite in favore dell’Amministrazione, indicando l’importo come “€. 3.00,00”. Tale cifra non corrisponde ad alcun valore reale e l’incertezza avrebbe impedito l’esecuzione della statuizione sulle spese. L’istante ha dedotto che si trattava di una svista materiale, ricavabile dal contesto della decisione e dai parametri per la liquidazione dei compensi.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza di correzione. Ha ritenuto che l’indicazione “3.00,00” costituisse un errore materiale evidente, ossia un’inesattezza accidentale caratterizzata dalla discrepanza tra la volontà del giudicante e la sua rappresentazione testuale, riconoscibile dal contesto stesso dell’atto. Ha quindi stabilito che l’importo effettivamente liquidato a titolo di spese di lite era di € 3.000,00, oltre spese generali, IVA e CPA come per legge. Ha disposto la sostituzione della cifra errata nel dispositivo della sentenza e l’annotazione della correzione in calce al provvedimento, ordinando alla Segreteria gli adempimenti previsti dall’art. 86, comma 3, c.p.a.

Norme richiamate

  • art. 86, comma 2, c.p.a.

    Nel processo amministrativo, l'errore materiale suscettibile di correzione ... è quello che si estrinseca in una inesattezza o svista accidentale, rilevando una discrepanza tra la volontà del giudicante e la sua rappresentazione, chiaramente riconoscibile da chiunque e che è rilevabile dal contesto stesso dell'atto.

    Consente la correzione di errori materiali evidenti e accidentali, desumibili dal contenuto del provvedimento, senza modificare la volontà decisoria del giudice.

  • art. 86, comma 3, c.p.a.

    Impone gli adempimenti di annotazione della correzione in calce al provvedimento, con indicazione degli estremi dell’ordinanza correttiva.

Massime di principio

  • L’errore materiale correggibile ai sensi dell’art. 86 c.p.a. consiste in una svista o inesattezza accidentale che determina una divergenza tra la volontà effettiva del giudice e la sua rappresentazione nel provvedimento, purché l’errore sia evidente e riconoscibile dal contenuto dell’atto stesso.
  • La correzione dell’errore materiale è ammissibile quando consente di rendere intellegibile una statuizione già adottata, senza introdurre una nuova decisione o modificare il contenuto sostanziale della pronuncia.
  • Un importo indicato nel dispositivo con una sequenza numerica priva di significato reale può essere corretto quando il valore effettivamente voluto risulta chiaramente desumibile dal contesto della decisione e dai parametri utilizzabili per la liquidazione delle spese.

Come è indicizzato

MaterieDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo

Testo integrale

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