Ordinanza n. 632/2026 - Catanzaro, Sezione 1
per chiarimenti sull’ottemperanza della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria n. 984/2013.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: richiesta di chiarimenti del commissario ad acta sull'esecuzione della sentenza TAR Calabria n. 984/2013
Esito
La controversia
Il giudizio riguarda i chiarimenti richiesti dall'ultimo commissario ad acta, delegato dall'autorità prefettizia, in ordine all'esecuzione della sentenza n. 984/2013, con la quale era stato imposto al Comune di Castrovillari di dare esecuzione all'ordinanza di demolizione n. 2046 del 30 ottobre 2012, adottata nei confronti dei proprietari per opere realizzate in difformità dal permesso di costruire n. 120 del 10 luglio 2012. I quesiti attenevano alla possibile applicazione del cosiddetto Decreto Salva casa alle difformità contestate, all'eventuale pendenza di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica concernente il medesimo immobile e alla possibile applicazione dell'art. 34 d.P.R. 380/2001, relativo alle sanzioni per parziale difformità.
La decisione
Il TAR ha chiarito che la portata precettiva del giudicato formatosi sulla sentenza n. 984/2013 è ormai chiara e definita. I quesiti del commissario non riguardano la stretta ottemperanza della pronuncia né l'esercizio di funzioni giurisdizionali in sede esecutiva, ma profili di amministrazione attiva: spetta quindi al Comune valutare autonomamente l'eventuale applicabilità della normativa sopravvenuta, compreso il Decreto Salva casa, e delle sanzioni sostitutive previste per la parziale difformità. La pendenza del ricorso straordinario non risulta più attuale e non impedisce, secondo l'ordinanza, di considerare definito il contenuto del giudicato. Il TAR ha inoltre avvertito che, in caso di ulteriore inottemperanza, salvo l'esercizio dei poteri di amministrazione attiva da parte del Comune, potrà trasmettere gli atti alla competente Procura della Repubblica per l'accertamento di eventuali responsabilità penali connesse a condotte omissive.
Norme richiamate
art. 34 d.P.R. 380/2001
La sua eventuale applicazione, quale disciplina delle sanzioni sostitutive per interventi in parziale difformità, costituisce una valutazione di amministrazione attiva rimessa al Comune e non un profilo della stretta ottemperanza.
Decreto Salva casa
L'eventuale applicabilità alle difformità edilizie deve essere valutata dal Comune nell'esercizio dei propri poteri amministrativi, senza che tale valutazione rientri nelle funzioni giurisdizionali esecutive del TAR.
Massime di principio
- Quando il giudicato amministrativo impone all'amministrazione di eseguire una specifica ordinanza repressiva, il giudice dell'ottemperanza può chiarirne la portata precettiva, ma non sostituirsi all'amministrazione nelle valutazioni discrezionali relative all'applicazione di normativa sopravvenuta o di sanzioni alternative.
- La verifica dell'applicabilità di una disciplina edilizia sopravvenuta e delle sanzioni sostitutive per parziale difformità rientra nell'amministrazione attiva dell'ente locale competente e non costituisce, di per sé, attività giurisdizionale di esecuzione del giudicato.
- La perdurante inerzia nell'esecuzione di un giudicato amministrativo, in assenza di un tempestivo esercizio dei poteri amministrativi eventualmente spettanti all'ente, può giustificare la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per l'accertamento di eventuali responsabilità penali omissive.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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