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Sentenza

Sentenza del 08/07/2021 n. 620 - Comm. Trib. Prov. Torino

Valore normale - locazione finanziaria - rettifiche ai fini Iva - sopravvenienza attiva - prove di natura documentale.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

contestazione di rettifiche IVA operate dall'Ufficio sulla base del presunto "valore normale" del bene in caso di cessione del contratto di locazione finanziaria; il contribuente ha impugnato chiedendo che le rettifiche IVA siano fondate su prove documentali e non su presunzioni estimative richiamando la differenza normativa rispetto all'art. 88 TUIR (rilevanza del valore normale ai fini reddituali)

La decisione

la sentenza afferma che non esiste, nell'ambito dell'IVA, una disposizione analoga all'art. 88 TUIR che faccia del "valore normale" una sopravvenienza attiva ai fini IVA; l'art. 54 DPR 633/1972 consente all'Ufficio di rettificare la dichiarazione quando l'esistenza di operazioni imponibili superiori risulti in modo certo e diretto da documenti (verbali, questionari, fatture, elenchi), ma non consente rettifiche basate su mere presunzioni estimative. Pertanto l'Ufficio può avvalersi dei mezzi istruttori propri delle imposte sui redditi, ma le rettifiche IVA devono essere supportate da prove documentali e non da valutazioni stimate arbitrarie. In pratica il ricorso del contribuente è accolto nella parte in cui si nega la legittimità di rettifiche IVA fondate esclusivamente su presunzioni di valore normale

Norme richiamate

  • DPR 917/1986 (TUIR), art. 88

    l'art. 88 TUIR considera il valore normale come fonte di sopravvenienza attiva in caso di cessione del contratto di locazione finanziaria ai fini delle imposte sui redditi, ma tale previsione non trova equivalente nell'IVA e non può essere automaticamente trasposta nel regime IVA

  • DPR 633/1972, art. 54

    consente all'Ufficio di procedere a rettifiche IVA quando l'esistenza di operazioni imponibili per importi superiori risulti in modo certo e diretto da documenti (verbali, questionari, fatture, elenchi, ecc.); non menziona il "valore normale" e impone che le rettifiche IVA siano fondate su prove documentali e non su semplici presunzioni estimative

Massime di principio

  • La nozione di "valore normale" rilevante ai fini delle imposte sui redditi non è automaticamente applicabile all'IVA: non si può trasformare una previsione del TUIR in una base di imposizione IVA senza un espresso riferimento normativo.
  • Per rettificare la base imponibile IVA l'Amministrazione deve avvalersi di prove di natura documentale (verbali, fatture, elenchi, questionari, contratti, documentazione commerciale/contabile) e non di mere valutazioni stimative o presunzioni.
  • L'Ufficio può utilizzare gli strumenti istruttori previsti per le imposte sui redditi per acquisire elementi probatori, ma qualora intenda aumentare la base imponibile IVA deve presentare elementi documentali diretti e certi che giustifichino la rettifica.
  • In caso di cessione del contratto di locazione finanziaria, il contribuente dovrebbe conservare e produrre documentazione che dimostri il corrispettivo effettivo: contratti, atti di cessione, fatture, perizie o comparazioni di mercato se rilevanti, per opporsi a rettifiche basate su stime.
  • Se l'Amministrazione fiscale formula rettifiche basate su presunzioni estimative prive di supporto documentale, il contribuente ha buone possibilità di ottenere l'annullamento di tali rettifiche in sede giurisdizionale.

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