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Sentenza

Sentenza n. 3322/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento previa sospensione, di: A) Provvedimento prot. n. 0005005 del 07.03.2024 del Comune di San Prisco, notificato in pari data ai ricorrenti, con il quale, in riferimento alla pratica edilizia dagli stessi presentata in data 16.06.2023 ed acquisita al prot. comunale n.10906, avente ad oggetto richiesta del Permesso di Costruire per la costruzione di un nuovo edificio residenziale di tre piani in elevazione e sottostante autorimessa al Viale Trieste snc, il Dirigente Area LL.PP. e Urbanistica del Comune di San Prisco ha comunicato ai ricorrente che: ”la Commissione Edilizia Comunale, nella seduta del 26.02.2024 verbale n. 32, ha espresso parere favorevole, subordinando il rilascio del Permesso di Costruire all'assegnazione di ulteriori alloggi da parte della Provincia/Regione, considerato il dimensionamento del PTCP e del PUC”; B) Parere della Commissione edilizia comunale del 26.02.2024 Verbale n. 32 per la parte in cui, con riferimento alla richiesta di P.d.C. dei ricorrenti di cui sopra, ne ha subordinato il rilascio “all'assegnazione di ulteriori alloggi da parte della Provincia/Regione, considerato il dimensionamento del PTCP e del PUC”; C) Tutti gli atti preordinati connessi e conseguenziali; D) In via subordinata, ove necessario in ipotesi di non creduta definitività del provvedimento impugnato sub A), ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., per l'annullamento del silenzio-inadempimento serbato dal Comune di San Prisco sulla istanza tesa ad ottenere Permesso di costruire per la costruzione di un nuovo edificio residenziale di tre piani in elevazione e sottostante autorimessa al Viale Trieste snc, presentata in data 16.06.2023 al prot. comunale n.10906 e per la nomina del Commissario ad acta; E) nonché per il risarcimento dei danni.

Giustizia amministrativa202402348

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego del permesso di costruire convenzionato per la realizzazione di un'azienda biologico-biodinamica di allevamento bufalino, con opere di ampliamento e cessione di una strada esistente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario richiedente)

Prevale il privato

La controversia

La società impugnava il diniego comunale del permesso di costruire convenzionato, deducendo la violazione dell'art. 25 delle NTA del PUC, poiché il progetto avrebbe rispettato il lotto minimo previsto per la zona agricola produttiva EP; la violazione dell'art. 28-bis del d.P.R. 380/2001, non subordinando tale titolo edilizio alla dimostrazione, da parte del privato, di uno specifico pubblico interesse; la violazione degli obblighi partecipativi e istruttori, poiché le informazioni richieste dal Comune erano state fornite anche mediante una relazione peritale; nonché la violazione dell'art. 3 della l. 241/1990 per carenza di motivazione. Il Comune aveva fondato il diniego su tre ragioni: la mancata presentazione di un PUA o di un permesso convenzionato per l'intero comparto; l'insussistenza delle esigenze e dei pubblici interessi richiesti dall'art. 28-bis; la carenza di informazioni sulla potenzialità produttiva, sul numero dei capi e sui rifiuti, necessarie per valutare l'eventuale assoggettabilità a VIA.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Ha ritenuto infondata la prima ragione ostativa, perché la verificazione disposta in giudizio aveva confermato la compatibilità dell'intervento con le funzioni previste dall'art. 25 delle NTA e il rispetto del lotto minimo, pari a 5.000 mq, a fronte di una superficie di intervento indicata in 19.907,50 mq. Il permesso di costruire convenzionato può essere utilizzato anche in assenza di un piano attuativo quando lo stato di urbanizzazione sia concretamente verificabile e gli obiettivi urbanistici possano essere conseguiti mediante la convenzione e le modalità semplificate dell'art. 28-bis. Ha poi accolto la censura relativa alla seconda ragione: l'art. 28-bis non impone al privato di dimostrare uno specifico pubblico interesse; la scelta di ricorrere al titolo convenzionato è rimessa alla valutazione dell'amministrazione in relazione alla possibilità di soddisfare semplificatamente le esigenze di urbanizzazione. Se, invece, il Comune aveva inteso negare il titolo per l'assenza di un pubblico interesse, il diniego era comunque privo di adeguata motivazione, non indicando le ragioni di contrasto dell'intervento con l'interesse pubblico. Anche la terza ragione è stata ritenuta insufficiente: il Comune non aveva precisato quale documentazione mancasse, nonostante la copiosa documentazione prodotta, e le eventuali carenze documentali avrebbero potuto essere colmate mediante soccorso istruttorio. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 3.000, oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 28-bis d.P.R. 380/2001

    le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte con una modalità semplificata

    Il permesso di costruire convenzionato è una forma semplificata di pianificazione attuativa, utilizzabile quando le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte senza ricorrere a un piano attuativo completo. La norma non impone al privato richiedente di dimostrare uno specifico pubblico interesse al rilascio del titolo.

  • art. 25 NTA del PUC

    La disposizione disciplina la zona EP agricola produttiva, stabilendo le funzioni ammesse, il lotto minimo e la subordinazione dell'edificazione ex novo alla formazione di strumenti urbanistici attuativi, ferma la possibilità di utilizzare il permesso di costruire convenzionato secondo l'art. 28-bis del d.P.R. 380/2001 quando ne ricorrano i presupposti.

  • art. 3 l. 241/1990

    Il provvedimento di diniego deve indicare in modo comprensibile le ragioni concrete ostative al rilascio del titolo; è carente di motivazione l'atto che richiami genericamente l'assenza di pubblico interesse o la mancanza di documentazione senza specificare gli elementi rilevanti.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di diniego si inserisce nel contraddittorio procedimentale, ma le osservazioni e la documentazione presentate dall'interessato devono essere effettivamente considerate dall'amministrazione nella decisione finale.

Massime di principio

  • Il permesso di costruire convenzionato previsto dall'art. 28-bis del d.P.R. 380/2001 costituisce una modalità semplificata di pianificazione attuativa e può essere utilizzato, anche in assenza di un piano attuativo previamente approvato, quando lo stato di urbanizzazione sia verificabile in concreto e gli obiettivi della pianificazione possano essere conseguiti mediante la convenzione.
  • L'art. 28-bis del d.P.R. 380/2001 non pone a carico del privato richiedente l'onere di dimostrare uno specifico pubblico interesse al rilascio del permesso di costruire convenzionato; la valutazione circa l'adeguatezza dello strumento semplificato rispetto alle esigenze di urbanizzazione compete all'amministrazione.
  • Qualora l'amministrazione neghi il permesso di costruire convenzionato per asserita assenza di pubblico interesse, deve indicare puntualmente le ragioni per cui l'intervento e il titolo richiesto sarebbero incompatibili con l'interesse pubblico; il mero richiamo alla sua insussistenza non soddisfa l'obbligo di motivazione.
  • Il diniego edilizio è illegittimo quando richiami genericamente la mancanza di documentazione senza specificare quali elementi siano carenti, soprattutto se l'interessato abbia prodotto una documentazione ampia e pertinente; le carenze documentali eventualmente sanabili devono, ove possibile, essere affrontate mediante soccorso istruttorio.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPiani attuativi e lottizzazioniMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneSoccorso istruttorioDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoria

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