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Sentenza

Sentenza del 14/04/2020 n. 34 - Comm. Trib. Prov. Ravenna

Definizione agevolata dei processi verbali di constatazione ex art. 1 DL 119/2018 - azzeramento delle sanzioni e degli interessi ma non annullamento delle violazioni constatate - opponibilità ai soci di società che non hanno optato per il regime di trasparenza ex art. 116 TUIR - è illegittima.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il socio impugna l'opponibilità nei suoi confronti dei maggiori redditi pro quota accertati alla società tramite processo verbale di constatazione (PVC) che la società ha regolarizzato avvalendosi della definizione agevolata prevista dall'art. 1 del DL 119/2018. Il nodo giuridico è se la definizione agevolata, che azzera sanzioni e interessi ma non annulla la violazione materiale, consenta all'Amministrazione finanziaria di procedere ad un ulteriore accertamento e a contestare i maggiori redditi al socio che non ha optato per il regime di trasparenza ex art. 116 TUIR.

La decisione

Il giudice ha ritenuto illegittima l'opponibilità ai soci non optanti dei maggiori redditi pro quota accertati alla società che ha fruito della definizione agevolata ex art. 1 DL 119/2018. In sostanza la definizione agevolata impedisce che la pretesa erariale oggetto di regolarizzazione possa essere nuovamente fatta valere nei confronti del socio non optante, anche in presenza di ristretta base azionaria; le contestazioni impugnate nei confronti del socio sono quindi illegittime e vengono annullate/rigettate nella parte in cui si pretende il recupero nei confronti del socio.

Norme richiamate

  • Decreto-Legge 23 ottobre 2018, n. 119 (art. 1)

    La 'definizione agevolata' prevista dall'art. 1 consente la regolarizzazione delle violazioni rilevate nei PVC azzerando sanzioni e interessi; il giudice interpreta tale procedura come idonea a escludere che la medesima pretesa erariale possa essere riproposta nei confronti di soggetti terzi quali i soci non optanti.

  • Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR)

    L'opzione per il regime di trasparenza ex art. 116 TUIR è determinante per l'attribuzione pro quota dei redditi societari ai soci; l'assenza di tale opzione impedisce al fisco di riassegnare al socio, tramite accertamento derivato, i maggiori redditi già oggetto di definizione agevolata da parte della società.

  • Processo verbale di constatazione (PVC)

    Il PVC è l'atto che contiene le violazioni contestate alla società; la loro regolarizzazione con definizione agevolata incide sull'operatività di eventuali accertamenti successivi nei confronti dei soci non optanti.

Massime di principio

  • La definizione agevolata ex art. 1 DL 119/2018, pur non cancellando formalmente la violazione, impedisce che la stessa pretesa erariale definita possa essere rilanciata contro i soci non optanti per il regime di trasparenza.
  • L'attribuzione pro quota ai soci prevista dall'art. 116 TUIR richiede l'esercizio dell'opzione; in mancanza di tale opzione il fisco non può utilizzare la regolarizzazione della società per accertare redditi direttamente a carico del socio.
  • Anche una ristretta base azionaria non giustifica, dopo la definizione agevolata, l'accertamento dei maggiori redditi in capo ai singoli soci non optanti.
  • Il contribuente (socio) che riceve un avviso basato su maggiori redditi già regolarizzati dalla società può impugnare l'atto, opponendo l'effetto estintivo/impediente della definizione agevolata rispetto a pretese successive.
  • Per evitare incertezze, i soci interessati dovrebbero valutare attentamente l'esercizio dell'opzione di trasparenza; se la società regolarizza con la definizione agevolata, i soci non optanti hanno comunque tutela contro riassegnazioni pro quota.
  • Resta necessario valutare caso per caso: se emergono fattispecie di frode o profili diversi dalla semplice irregolarità oggetto di definizione agevolata, la pronuncia potrebbe non trovare applicazione.

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