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Legge

L.R. Toscana 35/2022

Istituzione del piano regionale per la transizione ecologica (PRTE).

Normativa regionaleL.R. Toscana 35/2022

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce il PRTE della Regione Toscana, piano intersettoriale per la transizione ecologica, la neutralità climatica e lo sviluppo sostenibile, coordinato con PIT, piani di settore, PNRR e Agenda 2030. Prevede attuazione annuale della Giunta, monitoraggio e un Comitato scientifico. Fino all’approvazione del PRTE resta efficace il PAER.

Istituzione del Piano regionale per la transizione ecologica della Toscana (PRTE)

Piano regionale per la transizione ecologica della Toscana

La legge istituisce il Piano regionale per la transizione ecologica (PRTE) della Regione Toscana, quale strumento di programmazione intersettoriale per orientare le politiche regionali verso neutralità climatica, economia circolare e sviluppo ambientale sostenibile. Il piano si colloca nel sistema della programmazione regionale e si coordina con gli strumenti territoriali, energetici e ambientali già vigenti.

Finalità, natura e coordinamento del piano

Il PRTE attua il programma regionale di sviluppo e persegue finalità di tutela, valorizzazione e conservazione delle risorse ambientali in una prospettiva di transizione ecologica verso la completa neutralità climatica, la circolarità dell’economia e lo sviluppo sostenibile. Ha natura di piano intersettoriale ed è coordinato e integrato con il piano di indirizzo territoriale (PIT).

Ambiti di intervento e contenuti programmatori

Il PRTE individua finalità, obiettivi, tempi di realizzazione e indirizzi nei seguenti settori:

  • neutralità climatica;
  • economia verde, circolare e gestione dei rifiuti;
  • energia pulita ed efficienza energetica;
  • comunità energetiche rinnovabili;
  • ecosistemi e biodiversità;
  • inquinamenti, rischi ambientali e rischio sismico;
  • difesa del suolo, tutela della risorsa idrica e tutela della costa.

Nell’attuazione di tali obiettivi il piano definisce obiettivi specifici, tipologie di intervento settoriali e intersettoriali e il quadro delle risorse attivabili, con riferimento alle principali discipline regionali in materia di energia, biodiversità e patrimonio naturalistico-ambientale, rischio sismico, rifiuti, inquinamento acustico, difesa del suolo, risorse idriche e costa.

Rapporti con i piani di settore ambientali e con la programmazione nazionale

Per alcune materie il PRTE si coordina con i relativi piani di settore regionali: piano regionale per la qualità dell’aria ambiente, piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati e piano di tutela delle acque. Nelle more dell’approvazione o dell’aggiornamento di tali piani, il PRTE può comunque prevedere obiettivi specifici e tipologie di intervento nelle materie di riferimento, definendo il relativo quadro delle risorse.

Il piano deve inoltre assicurare coerenza con l’Agenda 2030, attraverso indicatori di impatto delle politiche, e con un sistema di contabilizzazione del bilancio emissivo regionale in termini di gas climalteranti, considerando emissioni e assorbimenti. È previsto anche il coordinamento con il piano nazionale per la transizione ecologica e con il PNRR, soprattutto per la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”.

Attuazione, monitoraggio e valutazione

L’attuazione del PRTE avviene mediante deliberazioni annuali della Giunta regionale, in coerenza con il documento di economia e finanza regionale, la relativa nota di aggiornamento e il bilancio di previsione. Il monitoraggio e la valutazione sono svolti secondo le regole generali della programmazione regionale.

Partecipazione, informazione e accesso alle informazioni ambientali

La legge valorizza la partecipazione e l’informazione dei cittadini, singoli e associati, come strumenti fondamentali della transizione ecologica. La Regione promuove, anche tramite il sistema informativo regionale, la più ampia consultazione e partecipazione per il PRTE e per i piani e programmi collegati, il coordinamento e la gestione unitaria delle inchieste pubbliche in materia ambientale e l’accesso alle informazioni ambientali, nel rispetto della Convenzione di Aarhus.

Comitato scientifico per la transizione ecologica

La Giunta regionale si avvale di un Comitato scientifico per la transizione ecologica, con funzioni propulsive e consultive nelle fasi di formazione, attuazione e monitoraggio del PRTE. Il Comitato è coordinato dal direttore della direzione regionale competente o da un suo delegato ed è composto da esperti designati da ARRR, ARPAT, IRPET e LaMMA, oltre a un numero di esperti esterni compreso tra cinque e dieci, scelti dalla Giunta tra persone distinte per attività di ricerca nei settori rilevanti.

Il Comitato fornisce supporto scientifico su:

  • tecnologie applicabili in materia di energia rinnovabile ed economia circolare;
  • promozione delle comunità energetiche rinnovabili, anche in relazione alla povertà energetica e al ruolo degli enti locali;
  • sistemi di monitoraggio per il raggiungimento degli obiettivi del PRTE.

Ai componenti non spettano indennità, gettoni di presenza o rimborsi spese.

Regime transitorio e abrogazioni

Fino all’approvazione del PRTE continua ad applicarsi il piano ambientale ed energetico regionale (PAER) approvato nel 2015. Dalla data di entrata in vigore della legge è abrogata la legge regionale istitutiva del PAER.

Disposizioni finanziarie ed entrata in vigore

La legge è dichiarata a neutralità finanziaria: non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana.

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