Cassazione Civile, Ordinanza n. 15915/2026 del 23/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia riguarda avvisi di accertamento catastale emessi a seguito di procedura DOCFA per la fusione di subalterni di capannoni industriali in categoria D/1, con i quali l'Ufficio aveva attribuito una rendita catastale superiore a quella proposta dal contribuente. La CTR aveva annullato gli avvisi ritenendo errato il parametro comparativo utilizzato dall'Ufficio, ossia il riferimento a immobili della categoria E/10, perché il complesso oggetto di classamento sarebbe stato privo di impianto fotovoltaico e geotermico, elementi presenti invece negli immobili E/10. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: 1) violazione e falsa applicazione delle norme sul classamento e sulla stima catastale degli immobili speciali e particolari, sostenendo che l'utilizzo del prezziario riferito alla categoria E non fosse di per sé illegittimo; 2) violazione delle norme processuali e del principio di non contestazione, deducendo che la CTR avesse applicato in modo erroneo il principio di non contestazione. I controricorrenti hanno resistito eccependo l'inammissibilità o l'infondatezza del ricorso e sostenendo che restavano assorbite ulteriori censure non esaminate nel merito.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha osservato che l'Ufficio aveva effettivamente contestato la circostanza dell'inesistenza dell'impianto fotovoltaico e che, nel processo tributario, il principio di non contestazione non impone all'Amministrazione un onere di allegazione ulteriore rispetto a quanto già esposto nell'atto impositivo. Nel merito, la Corte ha rilevato che il riferimento alla categoria E/10 non era illegittimo in sé, ma poteva essere censurato solo se nel concreto si fosse fatto improprio riferimento a elementi inesistenti; nel caso di specie, invece, l'Ufficio aveva valorizzato l'assenza dell'impianto fotovoltaico attribuendo valore zero alla relativa voce di costo. Ne è conseguita la cassazione della sentenza impugnata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 27 d.P.R. n. 1142 del 1949
Norma richiamata come base del sistema di classamento e stima catastale degli immobili speciali e particolari; la Corte la valorizza nel senso che la determinazione della rendita può avvenire con criteri di stima diretta o indiretta, secondo il regolamento catastale.
art. 10 R.D. n. 635 del 1939
Richiamato insieme alle norme catastali per la disciplina tecnica del classamento e della stima degli immobili.
Richiamato quale base normativa della procedura DOCFA e dell'accertamento catastale conseguente alla dichiarazione di variazione.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Indicato quale parametro del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di norme di diritto.
Richiamato nel secondo motivo per contestare la decisione di merito, in relazione all'asserita falsa applicazione del principio di non contestazione.
Richiamato insieme all'art. 115 c.p.c. a sostegno della censura processuale sull'apprezzamento delle prove e del principio di non contestazione.
art. 1, secondo comma, d.lgs. n. 546 del 1992
Richiamato per evidenziare la disciplina peculiare del processo tributario e del suo coordinamento con i principi processuali civili.
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
Indicato quale parametro del motivo di ricorso per nullità della sentenza o del procedimento, connesso alla dedotta violazione del principio di non contestazione.
Massime di principio
- Nel processo tributario il principio di non contestazione non comporta, per l'Amministrazione finanziaria, un onere di allegazione ulteriore rispetto ai fatti già posti a base dell'atto impositivo impugnato.
- In tema di classamento catastale di immobili speciali o particolari, il riferimento a categorie o prezziari di comparazione non è illegittimo in sé, ma va verificato in concreto, dovendosi censurare soltanto l'uso di parametri erronei o il computo di elementi non esistenti.
- Quando l'Ufficio attribuisce valore zero a una voce di costo perché l'impianto o il bene considerato non è presente, non può dirsi che la stima sia viziata solo per il richiamo a un parametro comparativo astrattamente riferibile ad altra categoria catastale.
- Se la decisione di merito fonda l'annullamento dell'avviso su una premessa fattuale non corrispondente al contenuto dell'accertamento, la sentenza è cassabile per errata applicazione delle regole di stima catastale e del principio di non contestazione.
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