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Ordinanza

Ordinanza n. 2174/2026 - Catania, Sezione 2

per l’esecuzione della sentenza del T.A.R. Sicilia, sede di Catania, II Sezione, n. 3229/2023 in data 31 ottobre 2023.

Giustizia amministrativa202401557

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: provvedimento del commissario ad acta che ha disposto l'acquisizione sanante del terreno ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Nel giudizio di ottemperanza relativo alla sentenza che aveva imposto al Comune di scegliere tra la restituzione del terreno, previa riduzione in pristino e risarcimento per l'occupazione illegittima, e l'acquisizione autoritativa ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001, la proprietaria ha reclamato il provvedimento con cui il commissario ad acta ha disposto l'acquisizione del bene. Ha dedotto che l'atto fosse stato adottato sulla base di informazioni comunali inesatte e incomplete; che mancassero copertura finanziaria, indicazione dei mezzi di finanziamento e attestazione del responsabile finanziario; che non fosse stato liquidato e pagato l'indennizzo secondo l'art. 42-bis, comma 4, d.P.R. 327/2001; che lo stato di dissesto del Comune non giustificasse tali omissioni e che il commissario avrebbe dovuto coordinarsi con l'organo straordinario di liquidazione. Ha inoltre contestato il difetto di motivazione sulle ragioni attuali ed eccezionali di interesse pubblico, sull'assenza di alternative ragionevoli e sulla ponderazione dell'interesse pubblico con quello della proprietaria. In particolare, ha sostenuto che l'impianto di depurazione non svolgesse effettivamente la propria funzione, operasse come condotto di sversamento di reflui non adeguatamente trattati, fosse privo di autorizzazione allo scarico e presentasse criticità localizzative, ambientali e tecniche, tra cui rischio di esondazione, malfunzionamento della disinfezione a ozono e sostituzione con clorazione, possibile formazione di composti organici clorurati, eutrofizzazione, moria di pesci, proliferazione algale, diffusione di specie invasiva e malfunzionamento dei sistemi di disoleatura. Il TAR deve inoltre decidere sull'istanza del commissario ad acta di liquidazione del compenso per l'attività svolta.

La decisione

Il TAR non ha ancora deciso né sull'istanza di liquidazione del compenso del commissario ad acta né sul reclamo contro il provvedimento di acquisizione sanante. Ha disposto un incombente istruttorio, incaricando il commissario ad acta di depositare, entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione, una relazione acquisita mediante interlocuzioni con i funzionari dell'Amministrazione. La relazione dovrà chiarire se l'impianto svolga effettivamente la funzione di depuratore o operi come semplice condotto di sversamento; se rispetti la fascia di rispetto di cento metri dai centri abitati; se sussistano rischi di esondazione e dilavamento di fanghi e liquami; se il sistema a ozono sia stato sostituito dalla clorazione e quali conseguenze tecniche e ambientali ne derivino; se si siano verificati eutrofizzazione, moria di pesci, proliferazione algale, riduzione dell'ossigeno, diffusione del giacinto d'acqua e accumuli sulla costa; se le patine oleose evidenzino il malfunzionamento della disoleatura; e se l'impianto sia privo di autorizzazione allo scarico. La decisione è stata rinviata alla camera di consiglio del 14 gennaio 2027.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    L'art. 42-bis richiede la valutazione delle attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico, la comparazione con gli interessi del proprietario e l'indicazione dell'assenza di alternative ragionevoli.

    La legittimità dell'acquisizione sanante presuppone una motivazione concreta e specifica sulle ragioni di interesse pubblico, sull'assenza di alternative ragionevoli e sulla ponderazione dell'interesse privato alla restituzione del bene.

  • art. 42-bis, comma 4, d.P.R. 327/2001

    Impone di liquidare l'indennizzo nell'atto di acquisizione e di disporne il pagamento entro trenta giorni.

    La ricorrente deduce che l'atto di acquisizione avrebbe dovuto contenere la liquidazione dell'indennizzo e prevederne il pagamento entro il termine indicato.

  • decreto ministeriale 12 dicembre 2003

    Previsione di una fascia di rispetto di cento metri dai centri abitati.

    La conformità dell'impianto alla fascia di rispetto costituisce uno degli accertamenti istruttori richiesti dal TAR.

Massime di principio

  • L'acquisizione sanante ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 non può fondarsi sulla mera esistenza di un'opera pubblica, ma richiede l'individuazione e la motivazione di ragioni attuali ed eccezionali di interesse pubblico, l'indicazione dell'assenza di alternative ragionevoli e una concreta ponderazione con l'interesse del proprietario alla restituzione del bene.
  • Nel giudizio di ottemperanza, quando la legittimità della scelta commissariale di acquisire il bene dipende da contestazioni tecniche e ambientali rilevanti, il giudice può disporre una relazione istruttoria diretta a verificare il funzionamento effettivo dell'opera, i rischi per l'ambiente e la conformità alle prescrizioni tecniche e autorizzative.
  • La liquidazione dell'indennizzo prevista dall'art. 42-bis, comma 4, d.P.R. 327/2001 deve essere considerata nel procedimento di acquisizione e nell'atto acquisitivo, unitamente alla previsione del relativo pagamento secondo il termine stabilito dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteAcque e demanio idricoGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazionePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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