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Regolamento

R.R. Puglia 6/2024

Disciplina del riconoscimento delle propine liquidate con sentenze favorevoli all’Amministrazione regionale nei giudizi tributari di ogni ordine e grado ai sensi dell’articolo 7, comma 1 ter, della legge regionale 26 giugno 2006, n. 18.

Normativa regionaleR.R. Puglia 6/2024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento disciplina, nella Regione Puglia, il riconoscimento delle propine derivanti da sentenze favorevoli all’Amministrazione regionale nei giudizi tributari davanti alle Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado. Definisce beneficiari, riscossione, rendicontazione annuale, limiti retributivi e riduzioni per carenze nella gestione del contenzioso. Vigente dall’8 agosto 2024.

Riconoscimento delle propine ai funzionari EQ della Sezione Finanze nei giudizi tributari favorevoli alla Regione Puglia

Disciplina del riconoscimento delle propine nei giudizi tributari della Regione Puglia

Il regolamento disciplina, per la Regione Puglia, il sistema di riconoscimento delle propine correlate alle spese di giudizio recuperate quando il contenzioso tributario si chiude con esito favorevole all’Amministrazione regionale. La disciplina riguarda i funzionari titolari di incarichi di elevata qualificazione della Sezione Finanze che rappresentano in giudizio la Regione come soggetto attivo di imposta davanti alle Corti di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado.

Ambito di applicazione e presupposti

Le propine sono riconosciute solo in relazione ai giudizi tributari riguardanti gli atti impositivi regionali relativi ai tributi gestiti direttamente dalla Sezione Finanze. Il regolamento si applica alle sentenze o ai provvedimenti comunque denominati che definiscono la controversia con riconoscimento delle spese di giudizio in favore della Regione, anche quando il giudice non entra nel merito.

Sono considerati favorevoli i provvedimenti che comportano, in tutto o in parte:

  • rigetto delle domande della controparte;
  • accoglimento delle eccezioni e deduzioni dell’Amministrazione regionale;
  • declaratoria di nullità, inammissibilità o improcedibilità del ricorso;
  • cessazione della materia del contendere;
  • estinzione del processo per rinuncia al ricorso;
  • difetto di giurisdizione o di competenza del giudice adito.

Natura delle propine e inquadramento finanziario

Le propine coincidono con le spese di giudizio poste a carico della parte soccombente e recuperate a seguito di sentenze favorevoli. Il regolamento precisa che tali compensi sono connessi agli effetti applicativi della disciplina statale richiamata e confluiscono nella parte variabile del Fondo delle risorse decentrate della Regione Puglia.

La quantificazione complessiva deve rispettare il limite previsto dalla normativa statale sul tetto al trattamento accessorio. In particolare, il compenso non può superare:

  • l’equivalente del trattamento economico complessivo del singolo funzionario, oppure l’eventuale diverso limite vigente al momento della liquidazione;
  • in ogni caso, il limite retributivo previsto dalla normativa statale richiamata.

Attribuzione, riscossione e liquidazione

Le somme sono imputate allo specifico capitolo di entrata del bilancio regionale indicato dal regolamento e ai capitoli di spesa collegati relativi a compensi, contributi sociali e IRAP. La riscossione può avvenire tramite iscrizione a ruolo a titolo definitivo dopo il passaggio in giudicato della sentenza oppure per versamento diretto della parte soccombente.

Il riconoscimento avviene, di regola, con cadenza annuale e comprende anche gli oneri previdenziali e l’IRAP a carico dell’Ente, mentre il contributo unificato resta acquisito al bilancio regionale. Sulla base delle rendicontazioni, il dirigente della Sezione Finanze assevera i dati, liquida le somme spettanti e trasmette l’atto alla Sezione Personale per l’erogazione in busta paga, insieme alla retribuzione di risultato.

Assegnazione dei ricorsi e soggetti abilitati

I ricorsi avverso gli atti impositivi regionali sono affidati, per materia, al funzionario della Sezione Finanze titolare dell’incarico di EQ competente per il tributo e munito di specifica delega alla rappresentanza in giudizio. Quando il contenzioso è particolarmente voluminoso, il dirigente del servizio competente può assegnare i ricorsi anche congiuntamente ad altri funzionari titolari di EQ dotati di delega.

L’assegnazione tiene conto, salvo urgenze o necessità, dell’ordine cronologico di arrivo e della specializzazione professionale, nel rispetto di parità di trattamento e di genere, nonché dei criteri legati a:

  • attribuzione formale dell’incarico o di specifica determinazione dirigenziale;
  • carichi di lavoro considerati nelle schede di performance individuale;
  • esperienza maturata in eccezioni di rito e di merito.

Rendicontazione annuale e riparto delle somme

Le propine sono riconosciute solo previa rendicontazione annuale, da redigersi entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento mediante dichiarazione sostitutiva secondo il modello allegato. La rendicontazione deve essere corredata da dichiarazione di conformità al regolamento.

Se l’attività difensiva è svolta da un solo funzionario, a questi spetta il 100% delle propine. Se l’attività è svolta disgiuntamente da due funzionari, il riparto è del 50% ciascuno. Se il giudizio è definito dopo la cessazione del servizio del funzionario che ha svolto l’attività o se questi presta servizio altrove, la quota spettante resta riconosciuta secondo le regole previste. Se il procedimento è completato da altro funzionario, il riparto è del 50% al funzionario iniziale e del 50% a quello che ha completato la rappresentanza in giudizio.

Nei casi di cessazione o trasferimento, il funzionario uscente deve depositare prima della cessazione l’elenco riepilogativo dei ricorsi trattati e di quelli pendenti o definiti ma non ancora riscossi; tale adempimento è condizione essenziale per il riconoscimento delle propine.

Valutazione del rendimento e riduzioni

La liquidazione è subordinata alla valutazione del rendimento individuale del funzionario, basata su diligenza, tempestività e puntualità negli adempimenti processuali, come desumibili dal provvedimento che definisce il giudizio. Sono rilevanti, in particolare:

  • il mancato rispetto dei termini processuali con decadenze o preclusioni pregiudizievoli;
  • l’assenza ingiustificata alle udienze con effetti negativi per l’Amministrazione.

In tali casi è prevista una riduzione del 10% del compenso riferito al singolo ricorso. Se nel medesimo anno si verificano più contestazioni, le propine relative ai ricorsi con carenze di diligenza o puntualità sono ridotte progressivamente del 20%, del 40%, dell’80% fino alla totale esclusione, per un massimo di cinque casi. Le somme non riconosciute diventano economia di bilancio.

Prima di disporre la riduzione, il dirigente deve considerare i carichi individuali di lavoro e l’attività professionale complessivamente svolta; ove emergano elementi negativi dal provvedimento giurisdizionale, deve essere richiesto chiarimento al funzionario interessato. Se i chiarimenti non sono sufficienti, la decurtazione è applicata nelle misure previste.

Regime temporale e attualità

Il regolamento è vigent e dal 8 agosto 2024 ed è indicato come non abrogato. Non contiene un termine finale di applicazione né un regime transitorio specifico. Non risulta obsoleto.

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