Sentenza del 19/07/2023 n. 21356 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
A seguito di verifica fiscale per gli anni indicati venivano emessi 14 avvisi di accertamento nei confronti della società e delle socie, contestando operazioni inesistenti effettuate tramite 12 imprese 'cartiere', con conseguente disconoscimento dei costi e negazione della detrazione IVA. La società e le socie hanno impugnato sostenendo che alcune operazioni erano soggettivamente inesistenti (ovvero la documentazione non corrispondeva a prestazioni effettive) e altre oggettivamente inesistenti, invocando la buona fede e di non essere a conoscenza della frode; hanno contestato inoltre l'andirivieni motivazionale degli atti impositivi e la congruità dei prezzi praticati.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso limitatamente alle socie A.A. e B.B. per sopravvenuta estinzione del giudizio a seguito di adesione alla definizione agevolata (D.L. n.199/2018). Per la restante ricorrente (Why Leather Srl) il ricorso è stato rigettato: la Corte ha ritenuto infondati o inammissibili i cinque motivi di ricorso (vizi di motivazione, inversione dell'onere della prova, mancato esame della congruità dei prezzi, omissioni su profili IRAP). È stato richiamato il consolidato orientamento secondo cui l'Amministrazione deve provare la fittizietà del fornitore e, anche in via presuntiva, la consapevolezza del destinatario; se ciò è dimostrato grava poi sul contribuente l'onere di provare la propria diligenza. La Corte ha quindi respinto il ricorso della società e ha condannato Why Leather Srl al pagamento delle spese processuali a favore dell'Agenzia delle Entrate (liquidate in Euro 10.300,00 oltre a spese prenotate a debito).
Norme richiamate
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (processo tributario), artt. 36 e 61
Richiamati in relazione ai principi procedurali e di motivazione delle decisioni dei giudici tributari; la Corte ha valutato la correttezza della motivazione di merito alla stregua delle regole del processo tributario.
Codice di procedura civile, art. 360 c.p.c. (motivi di cassazione), nn. 3, 4 e 5
Utilizzato come parametro per valutare la censura sulla motivazione (n.4), violazione di norme processuali (n.3) e omesso esame di questioni rilevanti (n.5). La Corte ha richiamato l'interpretazione restrittiva del sindacato di legittimità sulla motivazione (solo vizi gravi come motivazione apparente o mancante).
Codice civile, art. 2697 c.c.
Principio sull'onere della prova: la Corte ha confermato che la violazione si configura solo se il giudice abbia invertito l'onere della prova; nel caso di specie l'apprezzamento dei giudici di merito — che hanno ritenuto assolto dall'Amministrazione l'onere di fornire indizi gravi, precisi e concordanti — è stato ritenuto legittimo.
Codice civile, artt. 2727 e 2729 c.c.
Norme sulle prove presuntive: la Corte ha richiamato il requisito che gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti per fondare la presunzione; se questi requisiti sono dimostrati, grava sul contribuente l'onere di fornire la prova contraria.
D.L. n. 199/2018 (definizione agevolata)
La Corte ha dichiarato estinto il giudizio nei confronti delle socie che hanno aderito alla definizione agevolata, con conseguente inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
D.L. n. 16/2012, art. 8 (modifiche alla disciplina fiscale sulle operazioni fittizie)
Riferito nel ragionamento relativo alla deducibilità dei costi derivanti da operazioni soggettivamente inesistenti: la normativa e la giurisprudenza successiva consentono la deduzione a determinate condizioni, ma la deducibilità resta esclusa se il costo contrasta con i principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità o è inerente a beni/servizi usati per delitti non colposi.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione contesta operazioni come soggettivamente inesistenti deve dimostrare non solo la fittizietà del fornitore ma anche, anche per via presuntiva, elementi oggettivi che consentano di ritenere che il destinatario fosse consapevole (o avrebbe dovuto esserlo) della frode fiscale.
- Se l'Amministrazione fornisce indizi caratterizzati da gravità, precisione e concordanza (es. attività specialistica, numero ridotto di soggetti coinvolti, lungo arco temporale, numerose 'cartiere'), il giudice di merito può ritenere assolto il proprio onere e trasferire al contribuente l'onere di provare la diligenza massima richiesta.
- La prova della diligenza del contribuente non è soddisfatta automaticamente dalla regolarità della contabilità o dai pagamenti effettuati: il contribuente deve dimostrare di aver adottato tutte le cautele che si potevano ragionevolmente richiedere per non essere coinvolto in un'evasione.
- La congruità dei prezzi praticati non è, da sola, sufficiente a escludere l'anomalia o la fittizietà delle operazioni quando sussistono indizi gravi e concordanti a fondamento della frode.
- La Cassazione non riesamina il merito probatorio ma verifica la correttezza giuridica e la coerenza logico-formale delle motivazioni dei giudici di merito; i vizi di motivazione sono sindacabili in cassazione solo se consistono in carenza materiale, motivazione apparente o contraddittoria.
- La motivazione 'per relationem' è ammessa se la sentenza richiamata è riprodotta in modo autosufficiente e sottoposta a autonoma valutazione critica; altrimenti la decisione può essere nulla per motivazione apparente.
- L'adesione alla definizione agevolata estingue il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse dei ricorrenti che vi aderiscono; le spese seguono le regole indicate e possono essere poste a carico di chi ha anticipato i relativi importi nel rapporto processuale.
- La deducibilità dei costi legati a operazioni soggettivamente inesistenti è possibile dopo la novella ma deve essere valutata in relazione ai principi di effettività e inerenza; la questione deve essere tempestivamente sollevata e discusssa nei gradi di merito per poter essere valutata in cassazione.
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