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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14902/2026 del 24/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riesame avverso la custodia cautelare in carcere (art. 309 c.p.p.), contestando in primo luogo la carenza motivazionale e l'assenza di gravità indiziaria in relazione al delitto di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.), con specifiche censure sulla valutazione delle intercettazioni, delle conversazioni ambientali e degli episodi contestati (acquisto di frantoio, gestione di appalti/aste, intimidazioni/incendi, interessamento per assunzioni). In secondo luogo deduce vizi e insufficienza probatoria in ordine ai reati di detenzione e porto di armi (con riferimento alle riprese video, alle conversazioni e agli esiti delle perquisizioni).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente al primo motivo (riguardante l'accusa di associazione mafiosa, art. 416-bis), ritenendo la motivazione del Tribunale del riesame totalmente carente: ha annullato l'ordinanza nella parte relativa a tale reato e ha disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Palermo per un nuovo giudizio sulla sussistenza della gravità indiziaria. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile: la doglianza sulle armi è stata ritenuta generica e i giudici di legittimità hanno confermato che, rispetto a quelle contestazioni, l'ordinanza impugnata aveva fornito un quadro indiziario analitico e coerente (video, conversazioni, rinvenimenti), non sindacabile in cassazione se non per manifesta illogicità.

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    Norma sulla associazione di tipo mafioso; la Corte rileva che per disporre o confermare una misura cautelare fondata su tale articolo è necessaria una motivazione che colleghi in modo puntuale gli episodi al ruolo e ai rapporti con i vertici dell'organizzazione; la mera elencazione di fatti non è sufficiente.

  • art. 416-bis.1 c.p.

    Aggravante relativa all'impiego di armi o all'esistenza di condotte armate nel contesto dell'associazione; la questione è stata esaminata in relazione alla contestazione delle condotte armate, ma la Corte ha ritenuto che la definizione del quadro indiziario per l'associazione richieda motivazione specifica.

  • art. 309 c.p.p.

    Previsione dell'istanza di riesame; qui è il titolo formale della richiesta che ha dato avvio al procedimento di riesame impugnato.

  • art. 292 c.p.p.

    Disposizioni sul contenuto dell'ordinanza cautelare; la Corte richiama la necessità che il giudice del riesame osservi i punti essenziali indicati dalla norma e renda ragione compiuta delle valutazioni di gravità indiziaria.

  • art. 273 c.p.p.

    Regole sulla motivazione del provvedimento giudiziario; richiamata nel ricorso come parametro di correttezza motivazionale richiesto al tribunale del riesame.

  • art. 192, comma 3, c.p.p.

    Regola sul valore probatorio delle intercettazioni e sulla necessità di riscontro; la Corte ricorda che le intercettazioni fra terzi possono costituire prova diretta ma il loro significato è valutazione di merito non sindacabile se non per manifesta illogicità.

  • artt. 2, 4, 7 legge n. 895/1967

    Norme penali speciali in materia di armi; richiamate nella contestazione della detenzione/porto di pistola e fucile, valutate dal Tribunale del riesame sulla base di riprese video e conversazioni.

  • Cost., art. 13 e art. 111, co. 6

    Principi costituzionali richiamati dalla Corte: tutela della libertà personale e dovere di motivazione; servono a sottolineare l'esigenza di una motivazione rigorosa per misure cautelari.

Massime di principio

  • Per disporre o confermare misure cautelari per associazione mafiosa (art. 416-bis) il giudice deve fornire una motivazione organica che non si limiti ad elencare episodi ma colleghi concretamente fatti, ruoli e rapporti con i vertici dell'organizzazione; l'assenza di tale collegamento determina l'annullamento in sede di legittimità.
  • La mera presenza di intercettazioni o conversazioni non è automaticamente sufficiente: il giudice deve spiegare, con argomentazione logica, in che modo specifiche comunicazioni o comportamenti dimostrino il ruolo dell'indagato nell'associazione o il concorso con i capi.
  • Le contestazioni relative al porto e alla detenzione di armi possono essere fondate anche su riprese video e conversazioni; tali elementi creano un solido quadro indiziario se adeguatamente descritti e motivati dal giudice del riesame.
  • In cassazione il sindacato sulle valutazioni di merito è limitato: la Corte verifica la completezza, la logicità e la congruenza della motivazione ma non rifa' la valutazione probatoria se questa non è manifestamente illogica o contraddittoria.
  • Il giudice del riesame può validamente richiamare le informative e gli atti di indagine tramite rinvio 'per relationem', purché il rinvio sia critico e i dati richiamati siano specificati per giustificare la gravità indiziaria.
  • Le difese che sollevano censure motivazionali devono indicare con precisione i punti di illogicità o le omissioni; doglianze generiche o aspecifiche rischiano di essere dichiarate inammissibili.
  • Quando sono contestate più fattispecie (associazione, armi, reati contro la pubblica amministrazione), il giudice deve trattare separatamente la gravità indiziaria per ciascun capo, motivando i collegamenti distintamente; carenze su uno anche se non coinvolgono gli altri possono però portare all'annullamento parziale.

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