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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11493/2025 del 21/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato per il delitto di omissione di informazioni dovute (art. 316-ter c.p., con concorso di reati artt. 81 e 110 c.p.) per aver dichiarato, nelle domande per contributi PAC (2014-2017), di avere la disponibilità di terreni agricoli che erano invece oggetto di un contenzioso con ISMEA titolare del patto di riservato dominio. La Corte d'appello aveva ritenuto dovuta l'informazione sulla situazione del titolo e sul contenzioso, ma aveva dichiarato la prescrizione per i finanziamenti 2014-2015 e rideterminato la pena per il resto. In cassazione il ricorrente ha sostenuto l'insussistenza del reato, rilevando che la normativa di riferimento richiede la disponibilità dei terreni alla data del 15 maggio dell'anno di domanda (art. 5 d.m. 5465/2018) e che le norme tecniche non imponevano di segnalare la natura giuridica del titolo o l'esistenza di un contenzioso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Esaminando la normativa amministrativa e regolamentare applicabile (in particolare il d.m. n.162/2015 e l'art. 5 del d.m. n.5465/2018), la Corte ha concluso che le disposizioni che definiscono le informazioni necessarie per ottenere i contributi PAC non imponevano l'obbligo di dichiarare la natura giuridica del titolo (proprietà, possesso, ecc.) né l'esistenza di un contenzioso: richiedevano la concreta disponibilità delle superfici e, salvo i casi di occupazione ab origine senza titolo, non richiedevano le indicazioni aggiuntive ritenute dalla Corte di appello. Perciò la fattispecie penale contestata non era integrata e la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per insussistenza del fatto.

Norme richiamate

  • Codice penale

    La norma penale (art. 316-ter c.p.) era stata applicata per omissione di informazioni dovute nelle domande di contributo; la Corte ha però ritenuto che per l'integrazione del reato fosse necessario che le informazioni omesse fossero espressamente previste dalle norme amministrative e regolamentari di riferimento.

  • Decreto Ministero dell'Agricoltura n. 162 del 12 gennaio 2015

    art. 7 (comma 2 lett. f e comma 3), art. 8

    Definisce il contenuto della domanda precompilata e della Domanda Unica e prevede che il beneficiario possa confermare, integrare o correggere la domanda; non imponeva l'obbligo di indicare la natura giuridica del titolo di disponibilità né l'esistenza di contenziosi, richiedendo principalmente la disponibilità materiale delle superfici.

  • Decreto MIPAAF n. 5465 del 2018

    art. 5, comma 3: "Gli ettari ammissibili devono essere a disposizione del richiedente alla data del 15 maggio dell'anno di domanda..."

    Stabilisce il requisito temporale della disponibilità degli ettari ammissibili (15 maggio) ma non impone l'obbligo di dichiarare la tipologia del titolo giuridico o il contenzioso in corso; ciò è stato decisivo per escludere il dolo-omissivo penale quando il richiedente aveva la disponibilità materiale alla data richiesta.

  • Regolamento (UE) n. 1307/2013

    art. 32, paragrafo 2 (richiamato)

    Richiami normativi sull'ammissibilità degli ettari e sulla definizione di ettaro ammissibile, utilizzati per interpretare il riferimento all'ammissibilità della superficie nel corso dell'anno civile.

  • Regolamento (UE) n. 1306/2013

    art. 72, comma 4 (richiamato)

    Richiama i compiti degli organismi pagatori e il ruolo della Domanda Unica fornita dagli organismi pagatori a decorrere dal 2016; utile a contestualizzare la funzione della Domanda Unica e della precompilazione.

  • Codice civile

    Riferimento alla clausola risolutiva espressa invocata da ISMEA nel contratto con patto di riservato dominio; la Corte ha osservato che l'ISMEA aveva comunicato l'intento di avvalersi di tale clausola, ma ciò non implicava automaticamente l'obbligo dichiarativo previsto per la fattispecie penale considerata.

Massime di principio

  • Per i reati di omissione di informazioni dovute in materia di contributi pubblici (art. 316-ter c.p.) occorre verificare se le informazioni ritenute omesse siano effettivamente previste come obbligatorie dalla normativa amministrativa o regolamentare di riferimento; l'assenza di un obbligo normativo esclude l'integrazione del reato.
  • La verifica della disponibilità delle superfici agricola per l'accesso ai contributi PAC è principalmente materiale e temporale (es. disponibilità alla data prevista, come il 15 maggio): la mera esistenza di un contenzioso sul titolo non sempre comporta una falsa dichiarazione o un dovere di informazione penale, salvo che la normativa richieda diversamente o si tratti di occupazione senza titolo.
  • La configurabilità del dolo richiesto per reati legati a false dichiarazioni dipende dalla prova della consapevolezza dell'obbligo informativo e dell'intento di occultare una circostanza espressamente rilevante per il beneficio; in mancanza di un obbligo normativo chiaro, la tesi accusatoria è debole.
  • Le disposizioni che prevedono domande precompilate e la possibilità di integrare o correggere la domanda devono essere considerate nella valutazione della colpevolezza: la possibilità di rettifica e la struttura del procedimento amministrativo possono escludere l'automatica rilevanza penale di omissioni formali.
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe documentare la conformità delle dichiarazioni ai testi normativi e regolamentari applicabili e, se rilevante, articolare la sussistenza di un errore su norme extrapenali incidente sul fatto; il pubblico ministero deve dimostrare che l'informazione era espressamente dovuta e che l'omissione è stata volontaria.

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