Sentenza n. 1954/2026 - Torino, Sezione 1
per l'annullamento del silenzio inadempimento all’obbligo della Prefettura di Torino di provvedere sull’istanza di aggiornamento dell’informazione interdittiva antimafia del -OMISSIS- e della sua conferma dell’-OMISSIS-, presentata in data -OMISSIS-; e la conseguente condanna della Prefettura di Torino - Ufficio territoriale del Governo alla conclusione del procedimento mediante l’adozione di un provvedimento espresso e per la nomina di un Commissario ad acta, in caso di perdurare dell’inerzia;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35 c.p.a., preso atto della dichiarazione della ricorrente di non voler più ottenere una decisione di merito. Ha compensato le spese per giustificati motivi.
Atto impugnato: silenzio della Prefettura di Torino sull’istanza di aggiornamento dell’informazione interdittiva antimafia e della relativa conferma
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa ha agito contro il silenzio-inadempimento della Prefettura di Torino, chiedendo che fosse accertato l’obbligo di provvedere sull’istanza di aggiornamento dell’informazione interdittiva antimafia e della sua conferma, con condanna dell’amministrazione a concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso e nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse a una decisione di merito.
Norme richiamate
art. 35 c.p.a.
Ritenuto, pertanto: - che, ai sensi dell'art. 35 c.p.a., il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse;
La sopravvenuta dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse a una decisione di merito comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
Massime di principio
- Il ricorrente conserva la disponibilità dell’azione sino a quando la causa è trattenuta per la decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia; tale dichiarazione determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
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