L.R. FVG 22/2014
Contrasto alla solitudine e promozione dell'invecchiamento attivo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale disciplina interventi della Regione Friuli Venezia Giulia per contrastare solitudine, esclusione e discriminazione e promuovere l’invecchiamento attivo, tramite programmazione triennale, collaborazione con enti pubblici e Terzo settore, azioni su formazione, lavoro, cultura, trasporti, salute e tecnologie. Prevede anche contributi per spese veterinarie degli anziani, con specifici requisiti ISEE e limiti di importo.
Contrasto alla solitudine e invecchiamento attivo in Friuli Venezia Giulia
Contrasto alla solitudine e promozione dell’invecchiamento attivo
La legge disciplina, per la Regione Friuli Venezia Giulia, un insieme coordinato di interventi contro la solitudine e a favore dell’invecchiamento attivo. L’impianto normativo mira a sostenere la partecipazione sociale delle persone anziane e, più in generale, di tutta la popolazione esposta a rischi di esclusione o marginalizzazione.
Finalità e principi generali
La Regione:
- affronta e contrasta la solitudine, intesa come fenomeno di esclusione, disconnessione e marginalizzazione sociale e civile collegato a condizioni personali, anagrafiche, socio-sanitarie, economiche o culturali;
- riconosce e valorizza il ruolo delle persone anziane nella comunità;
- promuove autonomia, benessere fisico, mentale e sociale;
- contrasta pregiudizi, stigma e discriminazione;
- favorisce reti di comunità, cittadinanza attiva e sussidiarietà orizzontale, anche tramite il volontariato sociale.
Definizioni e destinatari
Ai fini della legge sono definiti:
- persona anziana: ultra sessantacinquenne;
- persona adulta: tra i 19 e i 65 anni;
- persona adolescente: dai 12 anni al compimento dei 19;
- solitudine: angoscia derivante dallo scarto tra relazioni sociali ideali e percepite, anche in relazione a salute, benessere e ambiente di vita;
- invecchiamento: processo lungo tutto l’arco della vita, con caratteristiche differenziate;
- invecchiamento attivo: processo che valorizza la capacità della persona di ridefinire il proprio progetto di vita, favorendo autonomia, salute, sicurezza e partecipazione.
Gli interventi si rivolgono all’intera popolazione regionale, con attenzione particolare ai soggetti più esposti a esclusione, autoesclusione o marginalizzazione, in particolare ultra sessantacinquenni, adulti e adolescenti.
Programmazione degli interventi e coordinamento
La Regione attua le finalità mediante una programmazione coordinata e integrata in ambiti quali salute, sicurezza, partecipazione, formazione permanente, lavoro, cultura, turismo sociale, sport, tempo libero, impegno civile e volontariato. La Giunta regionale:
- definisce le strategie;
- approva il programma triennale degli interventi;
- individua nel programma modalità, azioni e risorse assegnate alle Direzioni centrali.
Il programma triennale:
- è predisposto dalla Direzione centrale competente in materia di tutela della salute e politiche sociali;
- è approvato dalla Giunta previo parere della competente Commissione consiliare;
- deve essere approvato entro il 28 febbraio dell’anno di decorrenza del triennio;
- può essere aggiornato annualmente.
All’Assessore competente in materia di tutela della salute e politiche sociali sono attribuite funzioni di coordinamento dell’attuazione. La Direzione centrale competente svolge il coordinamento operativo, anche tramite un tavolo di lavoro permanente tra Direzioni centrali ed eventuali altri enti pubblici vigilati. I commi aggiunti nel 2020 sui tavoli e sugli enti vigilati risultano poi abrogati con efficacia dall’1 gennaio 2026.
Soggetti coinvolti e rete attuativa
La Regione valorizza la partecipazione delle persone in stato di solitudine e delle persone anziane tramite la collaborazione con:
- Comuni, singoli o aggregati;
- Aziende sanitarie e Aziende pubbliche di servizi alla persona;
- istituzioni scolastiche, università, enti di ricerca e di formazione;
- forze sociali e associazioni di rappresentanza delle persone anziane, incluse le Università delle LiberEtà e della Terza Età;
- associazioni di tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti;
- enti e organizzazioni del Terzo settore e soggetti privati operanti negli ambiti della legge.
La programmazione è favorita anche tramite i Piani di zona e la partecipazione a network europei e circuiti nazionali e internazionali.
Misure speciali per gli anziani e i loro animali d’affezione
La Regione riconosce un contributo economico per le spese veterinarie relative agli animali da compagnia, al fine di migliorare la qualità della vita delle persone anziane. Il contributo riguarda:
- visite specialistiche;
- interventi di chirurgia;
- esami di laboratorio;
- acquisto di farmaci.
Il beneficio è previsto per animali regolarmente censiti al momento della domanda; per i felini non censiti è ammesso se l’età indicata sul libretto sanitario è superiore a otto anni.
Il contributo è cumulabile con altri interventi pubblici ed è accessibile a chi:
- è cittadino italiano, di uno Stato UE o di altro Stato con permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno o con permesso UE per soggiornanti di lungo periodo in corso di validità;
- ha un ISEE inferiore a 30.000 euro;
- ha età superiore a 65 anni.
L’ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua i beneficiari e il contributo, previa pubblicazione di un bando almeno annuale. È ammessa la copertura fino al 100% delle spese certificate, entro 1.000 euro annui per singolo animale, con soglia minima di spesa di 50 euro per domanda. La Giunta regionale ha definito la ripartizione degli stanziamenti ai Comuni tramite i Comuni capoluogo delle ex province.
Politiche familiari e reti di supporto
La famiglia è riconosciuta come risorsa fondamentale nelle politiche di contrasto alla solitudine e di invecchiamento attivo. La Regione:
- promuove azioni per sostenere la permanenza dell’anziano nel contesto domiciliare, in alternativa al ricovero residenziale;
- favorisce politiche che tengano conto dei carichi familiari, con particolare riferimento alle donne;
- sostiene l’inserimento delle famiglie in reti più ampie di auto-organizzazione dei servizi;
- riconosce e promuove il ruolo delle reti amicali e della comunità locale nel contrasto alla solitudine.
Contrasto alla solitudine nei contesti di vita e lavoro
La legge prevede interventi specifici in diversi contesti:
- nei luoghi di lavoro, tramite protocolli operativi con rappresentanze datoriali e dei lavoratori per rilevazione, monitoraggio e diffusione delle iniziative di contrasto;
- negli ambienti scolastici e universitari, tramite protocolli con istituzioni scolastiche e universitarie per monitorare e contrastare la solitudine;
- nel Terzo settore, sostenuto se inserito in reti territoriali di collaborazione e coprogettazione in coerenza con la programmazione regionale;
- negli enti pubblici, chiamati ad agire mediante rilevazione, monitoraggio, collaborazione interistituzionale e promozione di reti territoriali.
Benessere, prossimità e strumenti digitali
Per prevenire l’isolamento, la Regione sostiene:
- interventi di prossimità;
- spazi e luoghi di incontro, socializzazione e partecipazione;
- strumenti per coordinare l’offerta dei servizi e diffondere capillarmente le informazioni.
Inoltre, promuove l’uso consapevole delle tecnologie informatiche, in particolare per adolescenti e adulti, attraverso sportelli virtuali di assistenza psicologica, forum online vigilati, chat vigilate, bacheche virtuali e newsletter. L’accesso deve essere garantito con sistemi sicuri, come SPID o altri supporti/materiali identificati dalla legge.
Formazione, educazione e competenze
La formazione lungo tutto l’arco della vita è considerata strumento essenziale per l’invecchiamento attivo. La Regione sostiene:
- la formazione inter e intra generazionale e tra culture diverse;
- percorsi formativi per comprendere la realtà sociale contemporanea e rafforzare le capacità adattative delle persone anziane;
- le attività delle Università delle LiberEtà o della Terza Età;
- la formazione e riqualificazione di chi opera con le persone anziane.
Sono inoltre promossi protocolli con le scuole per valorizzare il tempo e i saperi delle persone anziane verso le nuove generazioni, e percorsi formativi per favorire inclusione, stili di vita corretti, sicurezza domestica e stradale, contrasto alle dipendenze, impegno sociale e competenze informatiche di base.
Impegno civile, volontariato e cittadinanza attiva
La partecipazione degli anziani alla vita di comunità è valorizzata anche attraverso volontariato e associazionismo. I progetti sociali promossi dai soggetti attuatori devono essere orientati al benessere della comunità e inseriti prioritariamente nei protocolli operativi dei Piani di zona.
Alle persone anziane impegnate in tali progetti può essere riconosciuto:
- il rimborso delle spese sostenute, secondo la disciplina regionale sul volontariato e sulle associazioni di promozione sociale;
- crediti sociali fruibili in servizi organizzati dai promotori.
La Regione sostiene anche progetti sperimentali e convenzioni tra enti pubblici e soggetti privati, oltre all’associazionismo familiare e agli incontri promossi dai Comuni con persone che accedono alla quiescenza per raccogliere disponibilità a prestazioni gratuite coerenti con le competenze maturate.
Cultura, turismo sociale, trasporti e accessibilità
La legge interviene su più fronti di inclusione:
- cultura e turismo sociale, favorendo accesso a eventi musicali, teatro, cinema, mostre e musei, nonché la promozione delle tradizioni locali;
- trasporti sociali, riconoscendo al trasporto pubblico un ruolo sociale e sostenendo servizi di trasporto sociale e assistito;
- salute e benessere, con interventi volti a limitare ospedalizzazione e istituzionalizzazione, sostenere la domiciliarità, la domotica, la teleassistenza, i corretti stili di vita e la co-residenza intergenerazionale;
- accessibilità all’informazione, ai servizi e alle nuove tecnologie, anche tramite protocolli operativi, ricerca e innovazione per l’accessibilità degli ambienti di vita.
Completamento della vita lavorativa
La Regione favorisce interventi per agevolare il completamento della vita lavorativa delle persone in età matura, con particolare riguardo a:
- modalità graduali di uscita dal lavoro;
- forme di impegno sociale e civile;
- trasferimento di competenze ai lavoratori più giovani.
Controllo, monitoraggio e relazione al Consiglio
Il Consiglio regionale esercita il controllo sull’attuazione della legge e valuta i risultati ottenuti. La Giunta, con il supporto della Direzione centrale competente, predispone un piano generale di monitoraggio e, sulla base dei monitoraggi delle Direzioni coinvolte, presenta ogni tre anni, entro il mese di febbraio dell’anno successivo al triennio di riferimento, una relazione informativa al Consiglio regionale.
La relazione documenta:
- lo stato di attuazione del programma e gli interventi realizzati o avviati, con evidenza per ambito;
- il livello di coinvolgimento raggiunto;
- le criticità emerse e il grado di coordinamento e integrazione conseguiti.
La relazione e gli atti consiliari conclusivi sono resi pubblici sul sito del Consiglio regionale.
Disposizioni finanziarie e altre norme
La legge originaria autorizzava una spesa di 80.000 euro per l’anno 2014 per il programma di interventi in materia di promozione dell’invecchiamento attivo, con copertura tramite storno di pari importo. Sono inoltre contenute modifiche puntuali a una disposizione dell’assestamento di bilancio 2014 relative a un diverso ente beneficiario. Tali previsioni hanno natura finanziaria e puntuale e non introducono una disciplina generale autonoma.
Stato di attualità della legge
La disciplina è ancora vigente e operativa nell’ordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia, con aggiornamenti e integrazioni successive. Tuttavia alcune parti risultano superate o non più applicabili, in particolare le disposizioni finanziarie riferite all’anno 2014 e le norme abrogate con effetto dal 1° gennaio 2026.
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