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Sentenza

Sentenza n. 7549/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 01237/2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202603269

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio, Sezione II, n. 1237/2026, che aveva respinto il ricorso contro il diniego di revisione dei prezzi del contratto attuativo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il consorzio, aggiudicatario del lotto 3 della convenzione quadro Consip per servizi di contact center, aveva chiesto il 27 settembre 2022 la revisione dei prezzi per l'aumento dei costi, anche energetici, attribuito agli effetti della pandemia e della guerra in Ucraina. Consip, con nota del 2 luglio 2024, aveva dichiarato la propria incompetenza, indicando come soggetto competente ciascuna amministrazione contraente. Il 10 luglio 2024 il consorzio aveva quindi rivolto la domanda a Roma Capitale, che l'aveva respinta il 15 luglio 2024 perché il contratto attuativo era scaduto il 30 novembre 2022. Il TAR aveva ritenuto competente la singola amministrazione contraente e tardiva l'istanza presentata dopo la scadenza, ai sensi dell'art. 106, comma 1, d.lgs. 50/2016. In appello il consorzio ha dedotto: 1) l'erroneità dell'individuazione della sola amministrazione contraente quale soggetto competente alla revisione, sostenendo la competenza di Consip quale soggetto aggregatore; 2) che la domanda inviata a Consip il 27 settembre 2022, pur indirizzata a soggetto incompetente, avrebbe dovuto valere come tempestiva anche nei confronti di Roma Capitale, poiché presentata prima della scadenza del contratto.

La decisione

L'appello è respinto e la sentenza del TAR è confermata. Il primo motivo è rigettato: la revisione dei prezzi attiene alla fase esecutiva dei singoli contratti, nella quale occorre valutare le caratteristiche della specifica commessa, il livello qualitativo e quantitativo delle prestazioni, i relativi costi e gli elementi economici, tecnici e procedurali. Tale valutazione compete all'amministrazione che stipula il contratto attuativo e beneficia direttamente del servizio, non al soggetto aggregatore. Il secondo motivo è parimenti rigettato: l'istanza rivolta a Consip non equivaleva a quella da presentare all'amministrazione competente. L'errore scusabile è istituto processuale e non sostanziale; inoltre, anche in presenza di incertezza sull'individuazione del soggetto competente, l'ordinaria diligenza avrebbe richiesto di presentare l'istanza anche a Roma Capitale entro la scadenza del contratto. La valutazione dell'interesse pubblico alla revisione deve essere attuale, non postuma. Spese compensate per la novità e complessità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 106, comma 1, d.lgs. 50/2016

    Alla luce di quanto sinora detto, non è dunque possibile ipotizzare che la domanda rivolta a CONSIP in data 27 settembre 2022 potesse equivalere ad una istanza rivolta altresì alla competente amministrazione capitolina, e ciò dal momento che l’infruttuosa scadenza del termine di cui all’art. 106, comma 1, del decreto legislativo n. 50 del 2016 onde poter richiedere la suddetta revisione prezzi – termine che coincideva con lo spirare del rapporto contrattuale in essere con il soggetto “a valle” della convenzione quadro ossia il Comune di Roma (30 novembre 2022) – è dipeso da un errore che la stessa parte appellante avrebbe dovuto evitare, con l’ordinaria diligenza e pur tenendo conto della assenza di un dato normativo e contrattuale certo, quanto meno formulando identica istanza di revisione, entro il termine di scadenza contrattuale, anche alla amministrazione contraente (Comune di Roma);

    La domanda di revisione deve essere rivolta all'amministrazione contraente entro la durata del relativo contratto attuativo; l'invio tempestivo al soggetto aggregatore non vale, in assenza di una specifica previsione, come istanza presentata anche all'amministrazione competente.

Massime di principio

  • Nelle convenzioni quadro, la competenza a decidere la revisione dei prezzi dei singoli contratti attuativi spetta all'amministrazione contraente che stipula l'ordinativo e beneficia direttamente della prestazione, non al soggetto aggregatore. La valutazione richiede infatti la conoscenza delle specifiche condizioni economiche, tecniche e procedurali della commessa e il bilanciamento tra costi e qualità del servizio.
  • La richiesta di revisione dei prezzi deve essere presentata all'amministrazione competente mentre il rapporto contrattuale è ancora in corso. L'istanza trasmessa entro tale periodo a un soggetto incompetente non si considera per ciò solo presentata anche all'amministrazione contraente.
  • L'incertezza sull'individuazione dell'amministrazione competente non esonera l'operatore economico dall'ordinaria diligenza: per evitare la decadenza, è ragionevole presentare tempestivamente l'istanza anche all'amministrazione contraente, senza che ciò comporti un particolare aggravio procedimentale.
  • L'errore scusabile, proprio del diritto processuale, non consente di rimettere in termini per una richiesta sostanziale di revisione dei prezzi presentata all'amministrazione competente dopo la scadenza del contratto.

Come è indicizzato

MaterieEsecuzione del contratto pubblico
RamiContratti pubblici
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTermini del procedimentoOnere della prova e principio dispositivo

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