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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12943/2026 del 08/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale relativa a distrazioni per complessivi 2.002.116,17 euro; i principali punti di doglianza erano: mancata natura distrattiva di alcune erogazioni (231.000 euro a FDM Properties, 212.500 euro a Cimaco, 32.000 euro ad Avarel) ritenute funzionali alla cessione dello stabilimento o giustificate da rapporti contrattuali; inesistenza della distrazione nella cessione dei macchinari alla societa' cinese Shunde Sarde Plumbing Faucet Co. Ltd. per mancato incasso del corrispettivo, perche' il credito si sarebbe estinto per compensazione con debito verso Gaoxin; vizio per violazione dell'art. 523 c.p.p. comma 6 per integrazione istruttoria ritenuta inutile; assenza del dolo necessario; errore nel computo dell'aggravante per danno patrimoniale (da escludere IVA e considerare valore reale dei beni ceduti); contraddizione tra dispositivo e motivazione sulle attenuanti generiche; e, infine, richiesta di rimodulazione dell'aumento di pena per continuazione in ragione di successiva decisione della Corte d'appello di Milano.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la Corte d'appello di Cagliari ha motivato adeguatamente la qualificazione distrattiva delle singole operazioni, valorizzando l'immediatezza del depauperamento patrimoniale, l'assenza di giustificazioni causali documentate per pagamenti a societa' riconducibili al gruppo e l'assenza di prova della compensazione tra crediti e debiti con le societa' cinesi. Ha ritenuto legittima la valorizzazione degli indici di fraudolenza e del dolo generico (consapevolezza del rischio di depauperamento), ha escluso che l'integrazione probatoria disposta (art. 523 c.p.p.) obbligasse a pronuncia assolutoria se non apportava elementi nuovi, ha ritenuto corretta l'inclusione dell'IVA nel computo del danno patrimoniale quando l'imposta grava sulla societa' cedente, e ha respinto l'argomento sulla ricalcolazione automatica dell'aumento per continuazione in caso di diversa determinazione successiva della pena base, ricordando che l'aumento e' discrezionale secondo gli articoli di rito vigente. Ha quindi rigettato tutte le censure e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 219 legge fallimentare

    art. 219, commi 1 e 2 n. 1, L. Fall.

    Riconoscimento dell'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità per le distrazioni operate; la Corte ha confermato che va valutato il danno nella sua globalità, comprese le imposte (IVA) che restano obbligo della societa' cedente

  • art. 523, comma 6, cod. proc. pen.

    art. 523, comma 6, cod. proc. pen.

    Il potere del giudice di disporre integrazioni probatorie dopo la discussione non vincola il giudice a pronunce assolutorie se le prove aggiunte non producono elementi nuovi o decisivi; il giudice puo' comunque valutare liberamente l'intero compendio probatorio

  • art. 606 cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Limiti di sindacato in Cassazione: l'errore di diritto e il vizio di motivazione devono essere chiaramente manifesti e non mera richiesta di rivalutazione del merito; la Corte ha richiamato i criteri di ammissibilità delle censure

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'effetto dell'accoglimento o rigetto del ricorso e per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente

  • art. 81 cod. pen.

    Principio sulla continuazione tra reati e sulla determinazione della pena complessiva; la Corte ha ricordato che l'aumento per continuazione e' determinazione discrezionale del giudice e non una mera proporzione aritmetica della pena base

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena: utilizzati per spiegare che l'aumento per continuazione viene stabilito secondo criteri e non automaticamente in proporzione alla pena base

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    art. 599-bis cod. proc. pen.

    Riferimento alla sentenza della Corte di appello di Milano resa con procedura di patteggiamento e alla sua incidenza erroneamente invocata dal ricorrente per ricalcolare l'aumento per continuazione

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non ammette una nuova valutazione del merito e conferma le decisioni fondate su motivazione congrua; le censure che chiedono mera rivalutazione delle prove sono inammissibili.
  • Ai fini della bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, costituiscono condotte distrattive anche pagamenti ingenti funzionalmente estranei all'attivita' sociale o riferiti a obbligazioni future e incerte, se producono immediato depauperamento del patrimonio e non apportano un utile concreto per la societa'.
  • La mera annotazione contabile di crediti e debiti non prova l'avvenuta compensazione tra parti diverse; la compensazione richiede prova diretta dell'accordo e dell'effettiva estinzione reciproca dei rapporti.
  • Per il dolo nella bancarotta distrattiva e' sufficiente la consapevolezza del rischio di depauperamento della garanzia patrimoniale; non e' necessario l'intento specifico di danneggiare i creditori o l'avveramento del danno.
  • L'ordine di integrazione istruttoria ex art. 523 c.p.p. e l'eventuale esito 'non risolutivo' non obbligano all'assoluzione; il giudice puo' condannare se ritiene il complessivo materiale probatorio sufficiente.
  • L'IVA relativa a operazioni distrattive puo' rientrare nel computo del danno patrimoniale quando l'imposta grava sulla societa' cedente e deve essere pagata con risorse che sono state sottratte.
  • L'aumento per continuazione e' determinazione discrezionale e non segue un rapporto proporzionale automatico con la pena base fissata in altra decisione; variazioni successive della pena base non impongono automaticamente una riduzione matematica dell'aumento applicato

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