Provvedimento AGCM C12316 n. 28470 del 01/12/2020
AZIENDA GENERALE SERVIZI MUNICIPALI DI VERONA/AZIENDE INDUSTRIALI MUNICIPALI VICENZA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’operazione consiste nella fusione per incorporazione di AIM Vicenza in AGSM Verona, con attribuzione del 62,8% alla Città di Verona e del 38,8% al Comune di Vicenza; le decisioni strategiche richiedono il consenso di entrambi, determinando un controllo congiunto. L’AGCM ha ritenuto l’operazione una concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera a), L. 287/1990, soggetta a comunicazione preventiva ex articolo 16, comma 1. Dopo aver esaminato i mercati del gas, dell’energia elettrica, dei rifiuti e ulteriori servizi pubblici, ha escluso la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante e ha deliberato di non avviare l’istruttoria ex articolo 16, comma 4.
AGSM Verona/AIM Vicenza: fusione per incorporazione con controllo congiunto dei Comuni di Verona e Vicenza, autorizzata senza avvio dell’istruttoria
Fusione AGSM Verona/AIM Vicenza e costituzione di una multiutility a controllo congiunto
L’operazione riguarda la fusione per incorporazione di Aziende Industriali Municipali Vicenza S.p.A. (AIM) in Azienda Generale Servizi Municipali di Verona S.p.A. (AGSM). A seguito del rapporto di concambio, il Comune di Verona deterrebbe il 62,8% della società risultante e il Comune di Vicenza il 38,8%; tuttavia, le decisioni strategiche richiederebbero maggioranze tali da rendere necessario il voto favorevole di entrambi i Comuni, configurando un controllo congiunto.
Parti e attività interessate
AGSM è la capogruppo della multiutility controllata integralmente dal Comune di Verona, attiva nella distribuzione e vendita di gas naturale ed energia elettrica, nell’igiene urbana, nel teleriscaldamento, nell’illuminazione pubblica, nei parcheggi pubblici e nelle telecomunicazioni. Nel 2019 ha realizzato in Italia un fatturato consolidato superiore a 1.105 milioni di euro.
AIM è la capogruppo della multiutility controllata integralmente dal Comune di Vicenza, principalmente attiva nella distribuzione e vendita di gas naturale ed energia elettrica e, in via secondaria, nella gestione dei rifiuti, nell’illuminazione pubblica, nel teleriscaldamento e nelle telecomunicazioni. Nel 2019 ha realizzato in Italia un fatturato consolidato superiore a 292 milioni di euro.
Qualificazione e competenza dell’Autorità
La fusione, con acquisizione del controllo congiunto della società risultante da parte dei due enti pubblici, costituisce una concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge n. 287/1990. L’operazione rientra nell’ambito della normativa nazionale, non ricorrendo le condizioni previste dall’articolo 1 del Regolamento CE n. 139/2004.
Era inoltre soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva previsto dall’articolo 16, comma 1, L. 287/1990, poiché il fatturato complessivo realizzato in Italia dall’insieme delle imprese interessate superava 504 milioni di euro e almeno due imprese interessate avevano realizzato individualmente un fatturato nazionale superiore a 31 milioni di euro. L’AGCM ha acquisito informazioni integrative, con interruzione dei termini ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del D.P.R. n. 217/1998.
Mercati del gas naturale
L’operazione interessa la distribuzione del gas naturale nelle aree di concessione, le future gare per l’affidamento delle concessioni negli ATEM e la vendita al dettaglio ai clienti finali, distinti tra clienti di grandi dimensioni e clienti con consumi inferiori a 200.000 metri cubi annui.
La distribuzione nelle singole aree di concessione è svolta in regime di monopolio legale. Di conseguenza, l’operazione determina una mera sostituzione di un operatore con un altro e non modifica la struttura concorrenziale all’interno delle concessioni esistenti.
Per le future gare ATEM, l’AGCM ha considerato gli ambiti di Verona 1, Mantova 1, Vicenza 4, Treviso 1, Vicenza 1, Vicenza 3 e Padova 1. La valutazione si è concentrata sull’eventuale riconduzione a un unico centro decisionale di concorrenti qualificati o sulla creazione di un vantaggio tale da scoraggiare la partecipazione di terzi. L’Autorità ha rilevato che AGSM e AIM sono piccoli operatori nazionali, ciascuno con una quota in termini di volumi distribuiti ampiamente inferiore all’1%, e che non esistono sovrapposizioni nei singoli ATEM interessati.
- AGSM nell’ATEM Verona 1: circa il 50-55% dei PDR.
- AIM nell’ATEM Vicenza 1: circa il 70-75% dei PDR.
- AGSM nell’ATEM Mantova 1: circa l’1-5% dei PDR.
- AIM nell’ATEM Vicenza 3: circa l’1-5% dei PDR.
- AIM nell’ATEM Padova 1: circa l’1-5% dei PDR.
- AGSM nell’ATEM Vicenza 4: circa il 20-25% dei PDR.
- AIM nell’ATEM Treviso 1: circa il 25-30% dei PDR.
Negli ATEM in cui una delle parti presenta quote più significative sono comunque attivi altri operatori qualificati, anche con quote superiori. L’AGCM ha pertanto escluso effetti pregiudizievoli sulla contendibilità delle gare future.
Quanto alla vendita al dettaglio di gas naturale ai clienti medio-grandi, il mercato è stato considerato di dimensione geografica nazionale. Le quote individuali delle parti erano largamente inferiori all’1%, con conseguente assenza di effetti apprezzabili.
Per i clienti di piccola dimensione, l’Autorità ha osservato che la concorrenza può ancora svolgersi, almeno in parte, a livello locale. Non è stato tuttavia necessario definire puntualmente il mercato geografico, poiché l’esito non sarebbe mutato: la quota congiunta sarebbe stata circa dell’1-5% a livello nazionale e del 15-20% a livello regionale. Le attività delle parti erano inoltre concentrate rispettivamente nelle province di Verona e Vicenza.
Mercati dell’energia elettrica
Nel settore elettrico sono stati considerati la distribuzione, la vendita ai clienti non domestici allacciati in media e alta tensione e la vendita ai clienti domestici e non domestici allacciati in bassa tensione.
La distribuzione dell’energia elettrica è svolta in regime di monopolio legale mediante concessioni comunali. Anche in questo caso l’operazione determina una mera sostituzione dell’operatore nell’area di concessione e non produce una sovrapposizione concorrenziale significativa.
La vendita ai clienti non domestici in media e alta tensione è stata valutata su base nazionale. La quota congiunta delle parti sarebbe stata pari a circa lo 0-5%, non idonea a produrre effetti apprezzabili.
Per la vendita ai clienti in bassa tensione, l’AGCM ha richiamato la possibile rilevanza della dimensione locale, anche per la persistente incidenza degli operatori collegati ai distributori e per i vantaggi reputazionali derivanti dalla presenza storica nei servizi pubblici locali. Nel caso concreto, tuttavia, AGSM e AIM erano prevalentemente concentrate nelle rispettive aree di riferimento, Verona e Vicenza, senza significative sovrapposizioni. Inoltre, in tutti i contesti geografici erano presenti operatori nazionali qualificati, tra cui Enel, Eni ed Edison. Non è stata quindi ritenuta necessaria un’ulteriore delimitazione geografica.
Settore dei rifiuti
La gestione dei rifiuti comprende raccolta, trasporto, recupero e smaltimento, attività con caratteristiche industriali e concorrenziali differenti.
La raccolta, lo spazzamento e il trasporto dei rifiuti urbani e assimilati presentano caratteristiche di monopolio naturale e sono normalmente affidati su base locale, tramite gara, affidamento diretto o modalità in house. Nelle gestioni già detenute dalle parti, la fusione comporta una mera sostituzione dell’operatore. Anche considerando la concorrenza potenziale nelle future procedure di affidamento, l’operatore risultante non assumerebbe dimensioni prevalenti: a livello regionale, i Comuni serviti dalle parti rappresentano complessivamente meno del 10-20% della popolazione del Veneto indicata nel provvedimento; a livello nazionale, l’incidenza sarebbe ancora più contenuta.
Per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati, AGSM dispone di un impianto di trattamento meccanico-biologico nella provincia di Verona, mentre AIM è collegata a una discarica nella provincia di Vicenza. L’Autorità ha ritenuto che, indipendentemente dalla delimitazione geografica adottata, la presenza di numerosi impianti concorrenti nel Veneto — sei impianti TMB, due inceneritori e dodici discariche — escludesse preoccupazioni concorrenziali.
Nella selezione e nel trattamento dei rifiuti differenziati urbani e speciali non pericolosi, le parti dispongono di un numero limitato di impianti. Il mercato può essere considerato sovra-regionale, in quanto non operano vincoli ambientali analoghi a quelli applicabili ai rifiuti urbani indifferenziati. Nella macro-area Nord-Est la capacità degli impianti delle parti resta inferiore allo 0-5%.
L’AGCM ha inoltre escluso effetti verticali significativi nel ciclo dei rifiuti, data l’esigua presenza delle parti nei mercati a valle del trattamento. L’impianto di selezione degli imballaggi in plastica di Legnago, già soggetto a controllo congiunto prima dell’operazione, non rappresentava un incremento della concentrazione attribuibile alla fusione.
Illuminazione pubblica, teleriscaldamento, parcheggi e telecomunicazioni
L’operazione interessa anche la gestione dell’illuminazione pubblica, il teleriscaldamento, la gestione dei parcheggi pubblici e i servizi di telecomunicazioni.
La gestione degli impianti di illuminazione pubblica è normalmente affidata dai Comuni mediante gare, convenzioni o affidamenti diretti in house, spesso di lunga durata. Le parti avrebbero raggiunto una quota nazionale congiunta di circa l’1-5%, a fronte di operatori più rilevanti quali Enel ed Hera. L’Autorità ha quindi escluso la costituzione di un operatore dominante nelle future gare.
Per i parcheggi pubblici, il teleriscaldamento e le telecomunicazioni, la valutazione è stata analoga: le parti presentano un’operatività molto limitata e devono confrontarsi con altri operatori qualificati. Non sono emersi effetti significativi sulla concorrenza.
Valutazione complessiva ed esito
Considerata l’assenza di sovrapposizioni significative, la natura regolata o monopolistica di alcune attività, le quote contenute nei mercati aperti alla concorrenza e la presenza di concorrenti qualificati, l’AGCM ha concluso che l’operazione non è idonea a costituire o rafforzare una posizione dominante né a modificare in misura significativa le condizioni concorrenziali.
Ai sensi dell’articolo 6, comma 1, L. 287/1990, l’operazione non determina quindi l’eliminazione o la riduzione sostanziale e durevole della concorrenza. L’Autorità ha deliberato di non avviare l’istruttoria prevista dall’articolo 16, comma 4, L. 287/1990. Il provvedimento non prevede condizioni, impegni o misure correttive.
Punti principali
Parti e struttura dell’operazione
AGSM Verona, interamente controllata dal Comune di Verona, e AIM Vicenza, interamente controllata dal Comune di Vicenza, sono due gruppi multiutility attivi nei settori energetici, ambientali e dei servizi pubblici. La fusione per incorporazione determina una società post-fusione controllata congiuntamente dai due Comuni.
Soglie e qualificazione giuridica
L’operazione è qualificata come concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera a), L. 287/1990. È soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva ex articolo 16, comma 1, poiché il fatturato nazionale complessivo supera 504 milioni di euro e almeno due imprese interessate superano individualmente 31 milioni di euro. Non ricorrono le condizioni di applicazione del Regolamento CE n. 139/2004.
Gas naturale
La distribuzione opera in monopolio legale e la fusione comporta una mera sostituzione dell’operatore nelle rispettive concessioni. Quanto alle future gare ATEM, non vi sono sovrapposizioni tra le parti; AGSM è principalmente presente nell’ATEM Verona 1, con circa il 50-55% dei PDR, mentre AIM è principalmente presente nell’ATEM Vicenza 1, con circa il 70-75%. Le quote negli altri ATEM sono marginali o si confrontano con altri operatori qualificati. Nella vendita al dettaglio, le quote sono inferiori all’1% nel segmento dei clienti medio-grandi e pari a circa l’1-5% a livello nazionale e 15-20% a livello regionale per i piccoli clienti.
Energia elettrica
La distribuzione è svolta in regime di monopolio legale e la fusione produce una mera sostituzione dell’operatore. Nella vendita ai clienti non domestici in media e alta tensione la quota congiunta nazionale è circa 0-5%. Nei mercati della vendita ai clienti in bassa tensione le attività delle parti sono prevalentemente concentrate nelle rispettive aree provinciali, senza significative sovrapposizioni e con la presenza di importanti operatori nazionali.
Rifiuti e altri servizi
Nei servizi di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti urbani, caratterizzati da affidamenti locali in monopolio, la fusione non modifica sostanzialmente la situazione competitiva. Nei trattamenti dei rifiuti indifferenziati e differenziati le parti hanno una presenza limitata; la capacità congiunta nella macro-area Nord-Est per i rifiuti differenziati è inferiore allo 0-5%. Anche nei mercati dell’illuminazione pubblica, dei parcheggi, del teleriscaldamento e delle telecomunicazioni l’operatività delle parti è limitata.
Esito
L’AGCM ha ritenuto che l’operazione non costituisca né rafforzi una posizione dominante tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, L. 287/1990. È stato deliberato il non avvio dell’istruttoria prevista dall’articolo 16, comma 4, L. 287/1990, senza condizioni o misure correttive.
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