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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 32571/2025 del 13/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

le ricorrenti impugnavano l'inclusione nel valore doganale di: (i) somme pagate all'agente (adidas Sourcing Limited) ritenute "commissioni d'acquisto"; (ii) costi di assistenza tecnica (TAC) riferiti a design, sviluppo e campionari; (iii) corrispettivi per diritti di licenza/royalties; infine censuravano la gestione delle sanzioni. Si discuteva se le somme corrisposte all'agente costituissero commissione d'acquisto (esigibile solo se l'agente aveva concluso i contratti per conto dell'importatore), se i TAC fossero riferibili a merci non destinate alla vendita (campioni) e dunque esclusi, e se le royalties dovessero essere aggiunte al valore doganale come condizione della vendita.

La decisione

la Corte ha disposto il rinvio alla CTR perché, con riferimento alle "commissioni d'acquisto", accerti se l'agente abbia effettivamente concluso i contratti d'acquisto per conto della mandante (solo tale servizio giustifica la commissione d'acquisto) e verifichi anche se eventuali commissioni siano state indicate nelle dichiarazioni di importazione come elementi distinti dal prezzo; sul punto la CTR precedente aveva erroneamente valorizzato la qualificazione come mera "intermediazione polifunzionale" anziché l'effettivo perfezionamento dei contratti d'acquisto. Quanto ai costi TAC, il motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto di accertamento fattuale (la doglianza mirava a riconsiderare il merito probatorio); pertanto non è stata accolta la dedotta esclusione. Sulla questione delle royalties la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della CTR: i diritti di licenza possono concorrere al valore doganale se non inclusi nel prezzo, riferiti alle merci e costituiscono condizione della vendita; la CTR aveva verificato i contratti e individuato indicatori di potere di controllo/orientamento del licenziante sul processo produttivo tali da configurare la condizione di vendita. Infine, la censura sulle sanzioni è stata ritenuta inammissibile per mancanza di puntuale deduzione di violazioni di legge.

Norme richiamate

  • Regolamento (CEE) n. 2913/92 (Codice doganale comunitario), art. 32

    art. 32 definisce gli elementi da aggiungere al prezzo effettivo, tra cui le commissioni d'acquisto e i diritti di licenza; la Corte interpreta la nozione di commissione d'acquisto in senso sostanziale collegata al servizio di stipulazione del contratto per conto dell'importatore.

  • Regolamento (CEE) n. 2913/92 (Codice doganale comunitario), art. 33

    Sempre che essi siano distinti dal prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate, il valore in dogana non comprende i seguenti elementi: (…) e) le commissioni d’acquisto

    le commissioni d'acquisto possono essere escluse dal valore doganale solo se individuate nelle dichiarazioni d'importazione come elementi distinti dal prezzo.

  • Regolamento CEE 2454/1993 (DAC), artt. 157, 159, 160

    gli artt. 157 ss. DAC dettagliano le condizioni per l'inclusione delle royalties nel valore: devono riferirsi alle merci, non essere incluse nel prezzo e costituire condizione della vendita; per i marchi vi sono condizioni aggiuntive (art.159) e regole quando il pagamento è fatto a terzi (art.160).

  • Causa C-379/00 (Overland Footwear Ltd)

    una commissione d'acquisto inclusa nel valore dichiarato in dogana e non distinta dal prezzo di vendita delle merci nella dichiarazione d'importazione va considerata parte integrante del valore di transazione ai sensi dell'art. 29 dello stesso codice ed è, pertanto, assoggettabile a dazio

    la Corte UE ha affermato che, se la commissione non è separatamente individuata nella dichiarazione, essa integra il valore in dogana; inoltre riconosce che l'intervento in nome proprio non rende automaticamente il commissionario venditore.

  • Causa C-173/15 (GE Healthcare)

    la Corte UE ha definito la nozione di "condizione di vendita": il pagamento delle royalties è condizione quando il venditore (o persona ad esso legata) non sarebbe disposto a vendere senza quel pagamento; per royalties pagate a terzi è sufficiente che una persona legata al venditore richieda il pagamento.

  • Causa C-529/16 (Hamamatsu) - richiamata

    richiamata per il principio che nel valore doganale vanno considerati tutti i fattori economicamente rilevanti.

Massime di principio

  • La nozione di "commissione d'acquisto" va intesa sostanzialmente: rileva il servizio concreto di stipulazione del contratto per conto dell'importatore (conclusione del contratto), non la mera esistenza di obblighi contrattuali fra importatore e agente.
  • Per escludere una commissione dal valore doganale è necessario che la commissione sia stata specificamente indicata nella dichiarazione d'importazione come elemento distinto dal prezzo; in assenza di tale indicazione l'Ufficio non è tenuto a scomputarla e l'importatore non potrà rettificare dopo lo svincolo.
  • I costi relativi a campionari o preproduzione (TAC) richiedono un accertamento fattuale puntuale: l'onere probatorio sulla natura non destinata alla vendita è delle parti e la valutazione compete al giudice di merito; i motivi che chiedono rivalutazione probatoria sono inammissibili in sede di legittimità.
  • Le royalties e i diritti di licenza vanno inclusi nel valore doganale quando: (i) non sono già inclusi nel prezzo; (ii) si riferiscono alle merci importate; (iii) il pagamento è condizione della vendita (ciò si verifica anche quando una persona legata al venditore impone il pagamento, e sussistono elementi di controllo/orientamento del licenziante sul processo produttivo).
  • Nell'accertare il "legame" o il potere di controllo del licenziante sul fornitore si devono considerare indicatori fattuali (es. scelta/imposizione del produttore, controllo dei metodi produttivi, limitazioni di vendita, design/fornitura di modelli, limitazioni sui fornitori, ecc.) e la combinazione di elementi può dimostrare che il pagamento delle royalties è condizione di vendita.
  • In sede di impugnazione è necessario formulare deduzioni giuridiche chiare e riferite a violazioni di legge: le censure che si limitano a chiedere una diversa valutazione delle prove sono inammissibili davanti alla Corte di legittimità.

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