Cassazione Penale, Sentenza n. 05135/2026 del 09/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 22/05/2025 che aveva respinto la richiesta di affidamento terapeutico. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione perché il Tribunale non avrebbe tenuto conto dell'ultima relazione di sintesi favorevole all'affidamento e avrebbe considerato il nuovo progetto come mera riproposizione dei precedenti senza valutare le modifiche introdotte (inserimento di psicoterapia, percorso di giustizia riparativa, diversa sede della comunità). Il Tribunale aveva invece motivato il diniego richiamando i precedenti due affidamenti revocati (ordinanze del 15/03/2023 e del 26/07/2024) per violazioni consistenti nel ritorno del condannato a gestione diretta di società, presenza in sede aziendale, operazioni bancarie e disposizioni di pagamento per importi consistenti in contanti, ricezione di fotografie di mazzette di denaro e istruzioni per bonifici, elementi che dimostrano la persistenza di condotte incompatibili con la revisione critica richiesta per concedere la misura alternativa.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato infondato e quindi rigettato. La Corte ha ritenuto logica e adeguatamente motivata l'ordinanza impugnata: le dichiarazioni del condannato (pentimento e presa di consapevolezza) non sono state ritenute sufficienti a dimostrare un serio avvio del processo di revisione critica; il giudizio prognostico negativo è stato fondato su elementi oggettivi e recenti circa il mantenimento di un ruolo decisionale in attività economiche e di contatti finalizzati a pagamenti in contanti. Anche le modifiche al progetto non sono state ritenute idonee a superare i precedenti fallimenti della misura. Conseguentemente il Tribunale ha respinto la richiesta e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Norme richiamate
d.p.r. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 94
L'affidamento terapeutico può essere concesso solo se contribuisce al recupero del condannato e assicura la prevenzione del pericolo di commissione di altri reati; occorre un giudizio prognostico favorevole basato su elementi oggettivi che attestino l'inizio di una revisione critica delle condotte deviate
codice di procedura penale
Disciplina la condanna alle spese del procedimento a carico del ricorrente a seguito del rigetto del ricorso
Massime di principio
- La dichiarazione verbale di pentimento o presa di coscienza da parte del condannato non è di per sé sufficiente: il giudice valuta prevalentemente elementi oggettivi e concreti (comportamenti recenti, attività svolte, rapporti economici) per valutare l'effettiva revisione critica
- Precedenti concessioni e successive revoche di misure alternative pesano negativamente sul giudizio prognostico: il ripetersi di condotte incompatibili con la misura rende più difficile ottenere una nuova concessione
- Modifiche al progetto di affidamento (terapia, giustizia riparativa, diversa sede) devono essere tali da dimostrare in modo concreto e verificabile un reale cambiamento delle condizioni di rischio; meri impegni formali o interventi aggiuntivi non sempre bastano
- Il Tribunale esercita un giudizio prognostico centrato sulla prevenzione della recidiva: occorre fornire prove oggettive e recenti che attestino il distacco dalle attività illecite e la concreta capacità di reinserimento
- Per aumentare le probabilità di successo in casi analoghi è utile documentare attività concrete e verificabili (interruzione di ruoli gestionali, esclusione da contabilità/operazioni bancarie, partecipazione a percorsi terapeutici completati, relazioni di servizi sociali e terapeutici aggiornate), preferibilmente con riscontri esterni e monitorabili
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