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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21861/2025 del 10/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza di convalida del DASPO/obbligo di presentazione emessa dal GIP; dedotti quattro motivi principali: (1) compressione del tempo per l'esercizio del diritto di difesa (violazione art. 6, comma 3, legge n. 401/1989) perché la convalida è intervenuta prima delle 48 ore ritenute a tutela della difesa; (2) carenza di motivazione sulle ragioni di necessità e urgenza che giustificavano la misura; (3) insufficiente motivazione circa la pericolosità dell'interessato e l'estensione dell'obbligo di presentazione anche alle partite amichevoli; (4) violazione dell'art. 6, comma 2, legge n. 401/1989 e mancata motivazione circa la doppia presentazione in questura e la mancata distinzione tra partite in casa, in trasferta o internazionali.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo (violazione del diritto di difesa per compressione temporale) e lo ha considerato pregiudiziale, assorbendo gli altri motivi. Ha stabilito che, secondo la giurisprudenza consolidata, l'interessato deve avere un termine difensivo congruo che coincide con le 48 ore concesse al Pubblico Ministero per chiedere la convalida; nel caso concreto la convalida è intervenuta dopo 46 ore e 15 minuti dalla notifica, quindi in violazione di tale termine. Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza di convalida e ha dichiarato l'inefficacia del provvedimento del Questore (del 11 settembre 2024) limitatamente all'obbligo di presentazione.

Norme richiamate

  • art. 6, legge n. 401 del 1989 (comma 2 e comma 3)

    L'art. 6 disciplina la procedura di convalida delle misure preventive in materia di ordine pubblico sportivo; la Corte interpreta che il comma 3 attribuisce alla difesa la possibilità di presentare memorie e che, per garantire tale diritto, è necessario un termine difensivo non inferiore a 48 ore tra notifica e convalida. Il comma 2 attiene alla convalida dell'obbligo di presentazione quale limitazione della libertà personale.

  • art. 13 Costituzione

    La misura di prevenzione (DASPO/obbligo di presentazione) è una restrizione della libertà personale soggetta alle garanzie costituzionali: deve essere sottoposta al controllo dell'autorità giudiziaria entro termini tassativi e con rispetto delle garanzie difensive.

  • art. 75-bis, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (riferimento analogo)

    Il procedimento di convalida in materia di misure preventive è paragonato a quello previsto per alcune misure in materia di stupefacenti; la giurisprudenza utilizza tale confronto per individuare tutele processuali analoghe, in particolare sul diritto di difesa e sui termini.

Massime di principio

  • Il destinatario di un DASPO o di misura similare deve avere un termine difensivo congruo tra la notifica del provvedimento e la convalida giudiziaria: la giurisprudenza stabilisce che tale termine coincide con le 48 ore concesse al PM per chiedere la convalida; la convalida prima di tale termine può essere annullata.
  • La convalida giudiziaria deve contenere motivazione sulle ragioni di necessità e urgenza e sulla pericolosità del soggetto; in mancanza di motivazione adeguata si possono sollevare profili di illegittimità.
  • L'obbligo di presentazione in questura costituisce una limitazione della libertà personale e dunque richiede la convalida giudiziaria; altre misure di natura interdittiva previste dal comma 1 restano di competenza dell'Autorità di Pubblica Sicurezza.
  • In fase difensiva è consigliabile documentare con precisione i tempi di notifica e chiedere formalmente il rispetto del termine minimo per predisporre memorie; in assenza di adeguato lasso di tempo, è possibile chiedere l'annullamento per violazione delle garanzie difensive.
  • Se la misura estende oneri (es. presentazioni multiple, estensione a partite amichevoli o all'estero) il giudice deve motivare specificamente la loro necessità e proporzionalità; altrimenti tali estensioni sono suscettibili di impugnazione.

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