Cassazione Penale, Sentenza n. 22568/2025 del 16/06/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per ricettazione di tre biciclette (6 mesi e 200 euro di multa), deducendo: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego della sostituzione della pena detentiva breve con lavoro di pubblica utilità, ritenuto inammissibile perché non proposto nell'atto di appello (il difensore sostiene invece che l'istanza fu presentata tempestivamente con memoria ex art. 121 c.p.p. con procura speciale e disponibilità dell'ente); 2) violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche, illegittimamente motivato sulla base dei precedenti penali senza valutare il comportamento post delictum; 3) violazione di legge e vizio di motivazione per l'omessa applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.), in ragione del basso valore dei beni, della loro restituzione e delle modalità della condotta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il terzo motivo (art. 131-bis c.p.) fondato e assorbente. Ha censurato la motivazione della corte di merito come illogica perché essa ha fatto riferimento a un contesto investigativo generale (spaccio e tossicodipendenti dediti anche a furti) senza valutare la responsabilità personale del ricorrente né i requisiti specifici previsti dall'art. 131-bis (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno, carattere non abituale). Perciò la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla valutazione inerente alla configurabilità della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., con rinvio per nuovo giudizio su tale punto. Le altre questioni sono state ritenute subordinate all'esito della causa di non punibilità e quindi non decise.
Norme richiamate
art. 53 l. 689/81
Richiamata nel motivo di ricorso in relazione a profili di violazione di legge; non esaminata nel merito dalla Corte di Cassazione in quanto la decisione è stata assorbita dalla valutazione sull'art. 131-bis c.p.
art. 56-bis l. 689/81
Richiamata dal ricorrente tra le norme che disciplinano misure alternative e commutazione della pena; non è stata oggetto di decisione autonoma nella sentenza impugnata per il principio di assorbimento
art. 58 l. 689/81
Richiamata nel ricorso in relazione alla materia delle sanzioni; non valutata autonomamente dalla Corte di Cassazione nella pronuncia impugnata
art. 59 l. 689/81
Richiamata nel ricorso in vista di questioni relative all'esecuzione o commutazione delle sanzioni; non decisiva nella sentenza di cassazione, che ha invece esaminato il tema della non punibilità ex art. 131-bis c.p.
art. 121 cod. proc. pen.
Riferimento procedurale invocato dal difensore per sostenere la tempestiva presentazione dell'istanza di sostituzione della pena mediante memoria prima dell'udienza di discussione in appello; la Corte di Cassazione non ha deciso in merito alla ammissibilità di tale istanza in ragione dell'assorbimento operato dal motivo relativo all'art. 131-bis
art. 597 cod. proc. pen.
Citato nel ricorso in relazione a vizi di motivazione e violazioni di legge; non è stato esaminato autonomamente dalla Corte nella motivazione resa pubblica, essendo il giudizio limitato alla questione di non punibilità
art. 62-bis cod. pen.
Riferito dal ricorrente in relazione al diniego delle circostanze attenuanti generiche; la Corte di Cassazione ha rimarcato che la valutazione delle circostanze deve tenere conto sia dei precedenti sia del comportamento post delictum, ma ha rinviato ogni ulteriore valutazione al nuovo giudizio dopo la verifica dell'art. 131-bis
art. 133 cod. pen.
Norma sulle circostanze attenuanti e determinazione della pena invocata nel ricorso; la Suprema Corte ha osservato che il mero richiamo ai precedenti non può sostituire una valutazione complessiva del grado di colpevolezza e del comportamento successivo, rimettendo la materia al giudice di rinvio
art. 131-bis cod. pen.
Oggetto del motivo ritenuto fondato: la Corte ha stabilito che per riconoscere la non punibilità per particolare tenuità il giudice di merito deve compiere una specifica e personale valutazione del fatto e dell'autore, prendendo in considerazione le modalità dell'azione, il grado di colpevolezza, l'entità del danno o del pericolo e il carattere non abituale della condotta. Non è sufficiente un richiamo a un più ampio contesto investigativo o a condotte di terzi; la motivazione che non affronta questi elementi è illogica e va cassata.
Massime di principio
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede una valutazione individualizzata: il giudice deve esaminare modalità dell'azione, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo e il carattere non abituale; non sono ammissibili valutazioni generiche basate sul contesto investigativo o su condotte di terzi.
- Se il giudice di merito nega l'applicazione di art. 131-bis con motivazioni generiche o illogiche, la Cassazione può annullare la sentenza e rinviare perché venga effettuata la corretta valutazione, con possibile esito favorevole all'imputato.
- Le richieste di sostituzione della pena breve con lavoro di pubblica utilità devono essere formulate rispettando i requisiti processuali (essere tempestive e corredate degli atti richiesti, es. procura speciale e disponibilità dell'ente); se proposte in memoria ex art. 121 c.p.p., è opportuno documentare puntualmente la tempestività e la regolarità formale.
- Il diniego delle circostanze attenuanti non può fondarsi esclusivamente sui precedenti penali: il giudice deve ponderare anche il comportamento successivo al reato e altri elementi attenuanti concreti.
- Quando la Corte di Cassazione ritiene fondato un motivo principale, le altre censure spesso risultano assorbite e verranno valutate solo se dalla nuova decisione emergerà la conferma della condanna.
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