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Regolamento

R.R. Puglia 15/2008

Regolamento recante misure di conservazione ai sensi delle direttive comunitarie 74/409 e 92/43 e del DPT 357/97 e successive modifiche e integrazioni

Normativa regionaleR.R. Puglia 15/2008Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento disciplina, per la Puglia, le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione delle Zone di Protezione Speciale della rete Natura 2000, con tipologie ambientali di riferimento e divieti da recepire nella pianificazione venatoria e faunistica. Il testo è però oggi abrogato (abrogazione espressa dal R.R. 8/2025; già indicato come implicitamente abrogato dal R.R. 28/2008).

Misure di conservazione per le ZPS della Rete Natura 2000 in Puglia

Misure di conservazione per le ZPS in Puglia

Il regolamento ha disciplinato la gestione delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) della Rete Natura 2000 nel territorio della Regione Puglia, in attuazione delle direttive europee sulla tutela degli uccelli selvatici e degli habitat. Il testo risulta oggi non più applicabile, perché abrogato espressamente dal R.R. 8/2025 ed era già indicato come implicitamente abrogato dal R.R. 28/2008.

Finalità della disciplina

La disciplina mirava a garantire la coerenza ecologica della Rete Natura 2000 e l’uniformità della gestione delle ZPS. Le misure di conservazione erano finalizzate a:

  • mantenere o, se necessario, ripristinare uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat di interesse comunitario e degli habitat delle specie di interesse comunitario;
  • evitare la perturbazione delle specie per cui i siti erano stati designati;
  • perseguire gli obiettivi delle direttive comunitarie richiamate.

Natura delle misure e degli indirizzi di gestione

Il regolamento distingueva tra misure di conservazione e indicazioni per la gestione:

  • le misure di conservazione erano obbligatorie;
  • le indicazioni per la gestione costituivano obiettivi e buone pratiche da tenere presenti nella redazione degli eventuali piani di gestione e nelle procedure di valutazione di incidenza;
  • tali indicazioni potevano essere incentivate e finanziate con fondi comunitari o altre forme di finanziamento.

Ambito di applicazione e coordinamento con altri regimi di tutela

Per le ZPS si prevedeva un sistema coordinato con la normativa già vigente:

  • per le ZPS ricadenti in aree naturali protette o aree marine protette, le misure di salvaguardia e gli strumenti di pianificazione esistenti dovevano essere integrati con le disposizioni del regolamento;
  • in caso di conflitto tra discipline, prevaleva quella maggiormente tutelante;
  • restavano ferme per tutte le ZPS le norme comunitarie e nazionali in materia di sostegno diretto in agricoltura e i relativi recepimenti regionali.

Tipologie ambientali di riferimento

Il regolamento individuava sette tipologie ambientali di riferimento per classificare le ZPS in base a criteri ornitologici ed esigenze ecologiche delle specie presenti:

  • ambienti forestali delle montagne mediterranee;
  • ambienti misti mediterranei;
  • ambienti steppici;
  • colonie di uccelli marini;
  • zone umide;
  • presenza di corridoi di migrazione;
  • valichi montani e isole rilevanti per la migrazione di passeriformi e altre specie ornitiche.

Ogni ZPS veniva assegnata a una o più tipologie, e per ciascuna trovavano applicazione sia le misure specifiche della tipologia sia quelle valide per tutte le ZPS. Se una ZPS ricadeva in più tipologie, si applicavano i criteri di tutte le tipologie pertinenti.

Effetti sulla pianificazione venatoria e faunistica

I divieti indicati dall’articolato, in particolare quelli elencati dai punti a) a k), dovevano essere recepiti:

  • nei calendari venatori regionali;
  • nei piani faunistico-venatori.

Regime di efficacia e obsolescenza

Il regolamento è da considerarsi obsoleto e non più utilizzabile nella pratica applicativa, perché espressamente abrogato dal R.R. 8/2025. Inoltre, il testo consolidato lo indicava già come implicitamente abrogato dal R.R. 28/2008.

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