Cassazione Penale, Sentenza n. 23143/2025 del 20/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che aveva dichiarato l'estinzione per prescrizione del reato di truffa a suo carico, deducendo un unico motivo: violazione di legge per non avere la Corte rilevato la mancata citazione dell'imputato per il giudizio di appello, eccepita tempestivamente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Ha ritenuto che il ricorrente non abbia indicato le ragioni per cui avrebbe dovuto essere assolto nel merito, né abbia spiegato come la nullità dedotta (mancata citazione) potesse prevalere sulla declaratoria di prescrizione. È richiamato il principio secondo cui, in presenza di causa di estinzione del reato, il giudice può pronunciare sentenza di assoluzione ai sensi dell'art. 129, comma secondo, c.p.p., solo quando le circostanze escludenti emergono dagli atti in modo assolutamente non contestabile (no bisogno di accertamenti). Per l'inammissibilità la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 129, comma secondo, cod. proc. pen.
art. 129 comma secondo, cod. proc. pen.
Il giudice è legittimato a pronunciare sentenza di assoluzione per estinzione del reato solo quando le circostanze che escludono l'esistenza del fatto, la sua commissione da parte dell'imputato o la rilevanza penale emergono dagli atti in modo assolutamente non contestabile; la decisione deve essere una constatazione 'ictu oculi' e non richiedere accertamenti.
Sez. U., n. 35490 del 28/05/2009 (Tettamanti)
Sez. U. n. 35490 del 28/05/2009
Giurisprudenza della Corte di Cassazione che chiarisce il perimetro dell'art. 129 c.p.p.: l'assoluzione in presenza di cause estintive è ammessa solo quando l'esclusione della responsabilità è evidente dagli atti, escludendo la necessità di approfondimenti o ulteriori accertamenti.
Massime di principio
- Per impugnare utilmente una sentenza che dichiara l'estinzione del reato per prescrizione occorre dimostrare un interesse concreto al rimedio: il ricorrente deve specificare perché la relativa nullità o vizio procedurale sarebbe prevalente rispetto alla prescrizione.
- Le doglianze generiche o non motivate (es. semplice deduzione di nullità senza indicare le conseguenze sul risultato del giudizio) sono causa di inammissibilità in Cassazione.
- L'art. 129 c.p.p. consente al giudice di assolvere nonostante la prescrizione solo se dagli atti emerge in modo incontrovertibile l'impossibilità della commissione del fatto o la mancanza di rilevanza penale: in pratica si richiede un'evidenza 'ictu oculi' e non una rivalutazione probatoria.
- Se si contesta la mancata citazione per il giudizio di appello, la lamentela va eccepita tempestivamente e deve essere dettagliata; inoltre, quando si impugna una sentenza di prescrizione, è utile chiarire se si intende rinunciare alla prescrizione o se si ritiene che la nullità produca effetti tali da incidere sulla declaratoria estintiva.
- La Cassazione non riesamina valutazioni probatorie: per far superare una declaratoria di prescrizione tramite un vizio formale occorre dimostrare che dicho vizio incide direttamente e in modo evidente sul diritto del ricorrente, senza necessità di ulteriori accertamenti.
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