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Legge

L.R. Toscana 71/2017

Disciplina del sistema regionale degli interventi di sostegno alle imprese.

Normativa regionaleL.R. Toscana 71/2017

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Toscana gli interventi regionali di sostegno alle imprese, le infrastrutture di servizio, la transizione digitale e tecnologica, la programmazione negoziata e i fondi dedicati. Prevede procedure semplificate, controlli, obblighi di mantenimento degli investimenti, revoche e una Consulta delle imprese. È vigente ma in parte modificata nel 2023 e 2024.

Disciplina regionale dei sostegni alle imprese in Toscana

Disciplina regionale dei sostegni alle imprese in Toscana

La legge definisce il sistema regionale degli interventi di sostegno alle imprese in Toscana, nel quadro della programmazione regionale e nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato. Regola finalità, ambiti di intervento, strumenti finanziari, semplificazioni procedurali, revoche, controlli e organismi di consultazione.

Finalità e ambito generale

L’intervento regionale è orientato allo sviluppo sostenibile dell’economia toscana e mira a:

  • consolidare e diversificare la base produttiva e l’occupazione, con attenzione a giovani e donne;
  • sostenere la digitalizzazione;
  • favorire Green deal europeo, economia circolare e autosufficienza energetica delle imprese;
  • consolidare start-up e PMI innovative;
  • promuovere economia collaborativa organizzata in forma d’impresa;
  • sostenere l’accesso al credito e gli strumenti finanziari;
  • contrastare ogni forma di discriminazione e favorire la parità di genere.

La legge disciplina inoltre gli interventi a favore di imprese dell’artigianato, industria, cooperazione, turismo, commercio, servizi e start-up, il trasferimento tecnologico, le infrastrutture di servizio alle imprese, gli interventi strategici realizzati mediante accordi e l’accompagnamento agli investimenti nel territorio toscano.

Programmazione regionale

Gli interventi devono essere coerenti con il Programma regionale di sviluppo e con il Documento di economia e finanza regionale, nonché con la relativa nota di aggiornamento. La programmazione economica e finanziaria regionale costituisce quindi il quadro di riferimento per l’attivazione delle misure.

Ambiti di intervento

Gli interventi di sostegno possono riguardare numerosi ambiti, tra cui:

  • ricerca, sviluppo, innovazione e servizi qualificati;
  • sviluppo produttivo;
  • promozione commerciale e internazionalizzazione;
  • accesso al credito e strumenti finanziari;
  • ristrutturazione, diversificazione, crescita dimensionale e ibridazione tra imprese for profit e non profit;
  • investimenti aggregati e reti di impresa;
  • costituzione, sviluppo e consolidamento di imprese e start-up innovative;
  • creazione di imprese da parte di giovani, donne, lavoratori in ammortizzatori sociali e dipendenti di imprese in crisi;
  • trasferimento tecnologico;
  • infrastrutture di servizio alla produzione, al turismo, al commercio e al trasferimento tecnologico;
  • reindustrializzazione e attrazione di investimenti esterni;
  • crisi aziendale;
  • indennizzo di danni materiali e immateriali derivanti da eventi calamitosi o emergenziali;
  • transizione digitale;
  • parità di genere e pari opportunità;
  • consolidamento delle filiere di fornitura e produzione.

Sono inoltre previsti interventi di promozione e accompagnamento degli investimenti tramite accordi di collaborazione e partenariato con soggetti internazionali, nazionali e locali, protocolli d’intesa con investitori e integrazione tra politiche regionali e locali. La Regione garantisce un accesso unico e coordinato alle strutture regionali competenti per informazioni, raccordo amministrativo, ricerca pubblica, incubatori e progettualità integrata pubblico/privata.

Infrastrutture pubbliche di servizio alle imprese

La Regione favorisce la realizzazione di infrastrutture di servizio alla produzione, anche in partenariato pubblico-privato, con priorità a:

  • aree e infrastrutture per insediamenti produttivi, in particolare APEA;
  • spazi per start-up e coworking;
  • infrastrutture per il trasferimento tecnologico, come centri e parchi scientifici, incubatori, laboratori e dimostratori;
  • infrastrutture per commercio e turismo, compresi i centri commerciali naturali.

Le infrastrutture devono essere preferibilmente ottenute mediante recupero, uso, riconversione e valorizzazione di aree bonificate, aree produttive dismesse, patrimonio immobiliare pubblico, aree di rigenerazione urbana e aree logistiche per insediamenti. Le aree produttive dismesse sono quelle in cui la cessazione dell’attività economica riguarda almeno il 50% delle superfici coperte e dura ininterrottamente da oltre tre anni; il Comune competente deve accertarlo prima del riconoscimento dell’agevolazione. Sono escluse le opere di bonifica, messa in sicurezza idraulica, depurazione e infrastrutture connesse a mobilità e trasporto.

Transizione digitale e trasferimento tecnologico

La Regione sostiene la transizione digitale e tecnologica delle micro, piccole e medie imprese, con interventi per:

  • digitalizzazione dei processi produttivi manifatturieri e dei servizi;
  • investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione in ambiti di manifattura sostenibile, integrata, adattiva, personalizzata e sicura;
  • nuovi modelli di business e nuove imprese;
  • organizzazione del lavoro sostenibile anche sotto il profilo vita/lavoro;
  • contaminazione tra saperi tradizionali e nuove tecnologie.

L’ecosistema regionale del trasferimento tecnologico è concepito come sistema cooperativo aperto tra soggetti pubblici e privati; include aggregazioni formalmente organizzate, tra cui partenariati estesi ed ecosistemi dell’innovazione. Tali aggregazioni comprendono imprese, organismi di ricerca, centri e infrastrutture di trasferimento tecnologico, digital innovation hub, competence center, distretti tecnologici regionali e organizzazioni senza scopo di lucro. La Regione coordina l’ecosistema tramite un comitato di indirizzo presso la Giunta, con partecipazione gratuita e senza rimborsi spese.

Tipologie di intervento e procedure

Gli aiuti possono assumere la forma di:

  • contributi in conto capitale;
  • contributi in conto interessi;
  • contributi in conto canoni su leasing;
  • garanzie e controgaranzie;
  • finanziamenti agevolati;
  • bonus e riduzioni fiscali;
  • partecipazione al capitale di rischio e altri strumenti di finanza innovativa e alternativa;
  • altre forme consentite dalla disciplina sugli aiuti di Stato.

Le procedure di attuazione possono essere automatiche, valutative o negoziali secondo il d.lgs. 123/1998. Gli interventi devono essere improntati a semplificazione, riduzione dei costi per imprese e amministrazioni, gradualità e proporzionalità rispetto alla dimensione d’impresa, nonché coordinamento per evitare sovrapposizioni con misure regionali, nazionali o comunitarie.

Requisiti di accesso e garanzie

Per accedere alle agevolazioni le imprese devono dimostrare:

  • il possesso dei requisiti generali previsti dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale;
  • l’affidabilità economico-finanziaria in rapporto al progetto presentato.

Se l’intervento prevede anticipazioni, il beneficiario deve prestare fideiussione almeno pari alla somma erogata, maggiorata degli interessi. La garanzia non è richiesta per il microcredito e, entro limiti specifici, può non essere richiesta ai beneficiari pubblici per anticipazioni fino al 20% del contributo concesso, previa verifica dell’affidamento dei lavori.

I bandi possono prevedere attestazioni semplificate dei requisiti e della rendicontazione mediante professionista iscritto al registro dei revisori legali, con controlli a campione. Le spese per la certificazione contabile sono ammissibili entro limiti fissati dalla Giunta.

Tempi procedurali e erogazione

I procedimenti di concessione si concludono entro 90 giorni dalla chiusura del bando, con possibilità di proroga motivata fino a 120 giorni nei casi di particolare complessità o per l’entità delle risorse. Il termine può essere sospeso una sola volta per massimo 30 giorni.

Il saldo del progetto è erogato entro 180 giorni dalla rendicontazione finale; il termine può arrivare a 240 giorni per rendicontazioni complesse. Anche questo termine può essere sospeso una sola volta per massimo 30 giorni. Le stesse regole si applicano anche agli stati di avanzamento lavori.

Interventi strategici e programmazione negoziata

Sono considerati strategici i progetti di rilevante dimensione economica, impatto tecnologico o occupazionale, finalizzati ad accrescere il potenziale competitivo del territorio, il numero e la dimensione delle imprese e la presenza di imprese estere. Sono strategici anche i progetti inseriti in processi di reindustrializzazione, inclusi quelli nelle aree di crisi o interessate da accordi di programma per l’innovazione territoriale.

La Regione sostiene, anche nel quadro di programmi nazionali ed europei, investimenti di nuove imprese italiane o estere, ampliamenti di imprese già attive in Toscana, reshoring, infrastrutture di trasferimento tecnologico, recupero o diversificazione produttiva in caso di crisi o delocalizzazione e iniziative societarie di lavoratori di imprese in crisi. Tali disposizioni si applicano anche ai progetti del settore turismo.

I progetti strategici devono superare determinate soglie di costo ammissibile: oltre 5 milioni di euro per nuove unità locali, ampliamenti e reshoring; oltre 1 milione per infrastrutture di trasferimento tecnologico; oltre 200 mila euro per i progetti di recupero/diversificazione e quelli connessi alla gestione di imprese in crisi. La Regione li realizza tramite accordi con imprese individuate mediante procedura negoziale.

Fondi regionali

Il fondo unico per le imprese finanzia gli interventi di sostegno previsti dalla legge, alimentandosi con risorse europee, nazionali e regionali, oltre che con rientri, smobilizzi di garanzie, rinunce, revoche, restituzioni e rimborsi istruttori. La Giunta ne assicura la massima flessibilità d’uso nei limiti contabili.

È istituito anche il fondo per la programmazione negoziata, destinato ai progetti strategici attuati tramite procedura negoziale, e alimentato dal fondo unico per le imprese. Inoltre è previsto il fondo “nuova finanza toscana”, destinato a favorire l’accesso al credito delle MPMI tramite garanzie, prestiti, equity, quasi equity e sovvenzioni abbinate, anche attraverso la sezione speciale Toscana del Fondo di garanzia PMI e strumenti complementari regionali. Esiste infine il fondo unico per le infrastrutture, destinato alla realizzazione delle infrastrutture di servizio alle imprese.

Semplificazione, banca dati e trasparenza

La Regione promuove la riduzione degli oneri amministrativi, l’informatizzazione dei procedimenti e la verifica degli effetti della normativa sulle imprese. A tal fine utilizza una banca dati unica delle agevolazioni, un sistema informativo per l’accesso telematico, modulistica standardizzata e il test MPMI.

Per semplificare le rendicontazioni, si applicano le modalità di cui all’articolo 53 del regolamento (UE) 2021/1060, salvo diverse norme statali o europee. Fino all’adozione delle relative disposizioni attuative continuano ad applicarsi le regole vigenti.

La banca dati raccoglie le informazioni sulle agevolazioni, sulle imprese beneficiarie, sulle eventuali procedure di dissesto e sui dati dei soggetti gestori e degli enti pubblici regionali erogatori di incentivi. La Regione ne è titolare e ha accesso illimitato ai sistemi informativi; la gestione operativa è affidata a Sviluppo Toscana S.p.A.

Attestazioni, rendicontazioni e semplificazioni ulteriori

I bandi possono prevedere che le imprese attestino la dimensione aziendale, lo stato di salute economico-finanziaria, l’affidabilità desumibile dalla contabilità, l’assenza di collegamenti rilevanti nelle aggregazioni, nonché la regolare rendicontazione amministrativo-contabile. Le erogazioni a SAL devono avvenire entro 45 giorni e il saldo entro 60 giorni dalla presentazione della relazione tecnica e dell’attestazione asseverata, nei casi previsti.

È consentita una procedura semplificata di rendicontazione mediante istanza del legale rappresentante corredata da dichiarazione sostitutiva sull’ammissibilità della spesa. In tali casi la liquidazione a titolo di avanzamento può arrivare fino al 70% di quanto richiesto, rinviando i controlli documentali al saldo. Restano ferme le verifiche su regolarità contributiva e antimafia.

Obblighi dei beneficiari

Le imprese beneficiarie devono mantenere per 5 anni dall’erogazione del saldo:

  • l’investimento agevolato;
  • l’unità produttiva in Toscana.

Per le sole PMI, la Giunta può ridurre il termine a 3 anni in conformità al diritto europeo. Le imprese devono inoltre garantire ai dipendenti l’applicazione del contratto collettivo nazionale sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Se l’agevolazione è finalizzata all’incremento occupazionale, deve essere mantenuto l’incremento occupazionale realizzato.

Per le infrastrutture pubbliche, l’obbligo di mantenimento dura 10 anni dall’erogazione del saldo, purché l’opera sia entrata in funzione; in caso contrario il termine decorre dall’entrata in funzione.

Rimodulazione, revoca ed esclusioni

Prima dell’avvio, in corso d’opera o in rendicontazione, il beneficiario può chiedere riduzione o rimodulazione del progetto secondo il bando; la sola riduzione non comporta revoca. La revoca totale opera in caso di mancata realizzazione del progetto o di realizzazione sotto la soglia minima prevista, nonché per mancanza o venir meno dei requisiti, inadempimenti, documentazione irregolare non sanabile, violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, rinuncia tardiva all’agevolazione e mancata applicazione del contratto collettivo entro i termini fissati.

La revoca comporta la restituzione delle somme con interessi; in caso di indebita percezione dolosa o gravemente colposa è applicata anche la sanzione amministrativa prevista dal d.lgs. 123/1998. Per gli aiuti rimborsabili, il mancato rispetto del piano di rientro comporta la decadenza dal termine e la revoca.

È prevista revoca parziale, secondo il bando, per il mancato mantenimento dell’investimento o dell’unità produttiva nel periodo di vincolo, con percentuali che diminuiscono nel tempo ma non possono essere inferiori al 50%. Le stesse regole valgono anche per le infrastrutture pubbliche.

Sono esclusi dalle agevolazioni per due anni, tra l’altro, i soggetti colpiti da revoca totale in specifiche ipotesi, quelli con debiti scaduti e non pagati superiori a 5.000 euro derivanti da precedenti revoche e quelli che non regolarizzano la propria posizione entro 30 giorni dalla contestazione. Non opera l’esclusione quando sia in corso un piano di rateizzazione concordato con la Regione e rispettato.

Contrasto al lavoro nero e discriminazioni

L’adozione di provvedimenti di sospensione o interdizione ex art. 14 d.lgs. 81/2008 determina la sospensione dell’agevolazione e impedisce l’accesso a nuove agevolazioni per tutta la durata del provvedimento. In caso di accertamento definitivo delle violazioni o di decorso dei termini per ricorrere, segue la revoca totale e l’esclusione dalle agevolazioni per due anni.

Le imprese beneficiarie si impegnano anche a promuovere la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni e delle molestie nei luoghi di lavoro.

Monitoraggio, controllo e valutazione

La Giunta regionale cura il monitoraggio procedurale, fisico e finanziario degli interventi, anche con soggetti terzi specializzati, per verificare avanzamento, obiettivi e criticità. Sono previsti controlli e ispezioni in loco, anche a campione, con preavviso minimo di 10 giorni; per le infrastrutture, i controlli verificano anche la concreta operatività e il rispetto dei vincoli di mantenimento.

La Giunta assicura la valutazione di efficacia e trasmette al Consiglio regionale un documento periodico con stato di attuazione, risultati, costi amministrativi, ammontare dei fondi, andamento delle istanze, delle concessioni, delle erogazioni, delle rinunce, sospensioni e revoche.

Consulta delle imprese

È istituita la Consulta delle imprese come sede permanente di confronto sulle politiche di crescita e qualificazione del sistema produttivo regionale. La Consulta tratta in particolare transizione digitale, Green deal, occupazione, internazionalizzazione, credito, filiere, turismo e commercio, imprenditoria femminile e sociale, cooperazione, industria, artigianato, programmazione negoziata e interventi strategici.

È presieduta dal Presidente della Giunta o da un assessore delegato; vi partecipano rappresentanti delle associazioni di categoria extra-agricole, dei sindacati e degli enti locali. Composizione e funzionamento sono definiti dalla Giunta regionale. La partecipazione è gratuita e senza rimborso spese.

Abrogazioni e continuità normativa

La legge ha abrogato la disciplina regionale previgente sugli interventi per le attività produttive e numerose norme collegate, sostituendo il precedente impianto normativo toscano in materia di sostegno alle imprese. Il testo è stato poi più volte aggiornato, in particolare nel 2020, 2021, 2023 e 2024, per ampliare gli ambiti di intervento, introdurre nuovi fondi, rafforzare semplificazioni e presidio su occupazione, parità di genere, transizione digitale e contrasto alle irregolarità.

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