Sentenza del 30/03/2016 n. 6140 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società contestava la cartella TARSU relativa all'anno 2009, sostenendo di produrre rifiuti speciali non assimilabili agli urbani per qualità e quantità, affidati a una società privata autorizzata per il trasporto, recupero e smaltimento. Deduceva inoltre violazione della normativa in materia di TARSU e rifiuti, omessa pronuncia su alcune questioni prospettate in appello incidentale e insufficiente motivazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto l'appello del Comune, ritenendo i rifiuti prodotti assimilabili agli urbani e quindi soggetti a TARSU. La società ha proposto ricorso per cassazione, ma nelle more del giudizio ha comunicato di aver raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale con il Comune. La Corte di cassazione ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse, senza pronunciarsi nel merito delle censure sulla debenza della TARSU. Le spese del giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62
Richiamato dalla società in relazione ai presupposti per l'applicazione della TARSU e all'esclusione o riduzione della tassa per rifiuti non soggetti al servizio ordinario.
D.Lgs. n. 22 del 1997, art. 21, comma 7, come modificato dalla L. n. 179 del 2002, art. 23, comma 1, lett. e)
Richiamato per sostenere la distinzione tra rifiuti urbani e rifiuti speciali e la rilevanza dell'avvio autonomo dei rifiuti speciali a recupero o smaltimento.
D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 238
Richiamato dalla società nell'ambito della disciplina del prelievo relativo alla gestione dei rifiuti e della possibile esclusione dalla tassazione per rifiuti gestiti autonomamente.
Art. 112 c.p.c.
Invocato per denunciare l'omessa pronuncia della Commissione Tributaria Regionale su specifici motivi di appello incidentale.
Art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5
Individua i motivi di ricorso per cassazione dedotti dalla società: violazione o falsa applicazione di legge, nullità processuale e vizio di motivazione.
Massime di principio
- Quando, durante il giudizio, le parti raggiungono un accordo che elimina l'interesse alla decisione, il giudice può dichiarare cessata la materia del contendere senza esaminare il merito delle questioni controverse.
- La dichiarazione di cessazione della materia del contendere non equivale a una decisione definitiva sulla fondatezza della pretesa tributaria o delle eccezioni del contribuente.
- Per contestare la TARSU sostenendo la produzione di rifiuti speciali non assimilabili agli urbani, il contribuente deve dimostrare la natura, la qualità e la quantità dei rifiuti, nonché il loro effettivo avvio a recupero o smaltimento tramite soggetti autorizzati.
- L'affidamento dei rifiuti a un operatore privato non determina automaticamente l'esenzione dalla tassa: occorre verificare la normativa applicabile, le regole comunali sull'assimilazione e l'effettiva incidenza del servizio pubblico.
- In presenza di una transazione, è opportuno documentare chiaramente l'accordo e la sopravvenuta carenza di interesse, anche per consentire al giudice di regolare le spese, che possono essere compensate.
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