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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15175/2025 del 16/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il GIP di Milano aveva rimesso alla Corte la questione di competenza territoriale per i reati ascritti (concorso in delitto previsto dagli artt. 110 c.p. e 2634 c.c.) relativi a tre cessioni societarie ritenute a prezzo incongruo e capaci di cagionare danno patrimoniale. Le parti difensive contestavano l'ubicazione della consumazione del reato (Forlì per la prima cessione, Bologna per la seconda, Forlì per la terza), nonché se le tre operazioni costituissero condotte autonome o un unico reato continuato. Il GIP riteneva la questione seria e non immediatamente risolvibile e chiedeva il regolamento di competenza ex art.24-bis c.p.p.; la difesa di Turbati sosteneva la competenza di Forlì o, in subordine, di Bologna; il PG chiedeva la competenza di Milano ritenendo consumato il danno nella sede della capogruppo (Milano).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. perché la questione di competenza era fondata su profili che richiedono valutazioni di fatto e interpretazioni dell'imputazione (se le tre cessioni siano un unico reato o più reati autonomi), materia riservata al giudice di merito e non devolvibile al giudice di legittimità tramite il regolamento. La Corte ha inoltre richiamato i criteri di ammissibilità del rinvio: il giudice che rimette non deve essere certo della propria competenza; la rimessione non può essere meramente esplorativa; deve risultare una preliminare delibazione della 'serietà della questione' con l'indicazione degli elementi concreti rilevanti. Pur fornendo precisazioni sul piano giuridico (in particolare sul fatto che, per l'art. 2634 c.c., l'evento-danno si consuma nel luogo in cui si compie l'atto di disposizione), la Corte non ha deciso quale Tribunale sia competente e ha respinto la remessione per carenza di chiarezza fattuale nell'imputazione.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Strumento di rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione per risolvere conflitti/questioni gravi di competenza territoriale; ammissibile solo se il giudice di merito effettua una preliminare delibazione della serietà della questione e la questione non richiede accertamenti di fatto che esulano dalla cognizione della Corte di legittimità.

  • art. 2634 cod. civ.

    "gli amministratori, i direttori generali e i liquidatori, che, avendo un interesse in conflitto con quello della società, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o altro vantaggio, compiono o concorrono a deliberare atti di disposizione dei beni sociali, cagionando intenzionalmente alla società un danno patrimoniale, sono puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni"

    Delitto proprio, a dolo specifico e di evento: la consumazione richiede il danno patrimoniale alla società in nome della quale l'atto è compiuto; pertanto il momento e il luogo della consumazione vanno collegati all'atto dispositivo che ha cagionato il danno (sostanzialmente al luogo di stipula/compimento dell'atto), non meramente alla sede legale della capogruppo.

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sul concorso di persone nel reato: più soggetti possono concorrere nella commissione del delitto, concorrendo nella responsabilità.

  • art. 12 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalle difese rispetto ai criteri di determinazione della competenza (principi generali sulla competenza per territorio in relazione alla pluralità di reati/continuazione); la sua applicazione richiede valutazioni di fatto.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Richiamata in ordine ai criteri alternativi di fissazione della competenza in presenza di più reati o di reato continuato; la scelta tra prima o ultima azione rilevante dipende dalla qualificazione fattuale della condotta (questione di merito).

  • art. 4, comma 1, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Norma di riferimento per l'introduzione del regolamento di competenza alla Corte di cassazione e per la disciplina della rimessione pregiudiziale: conferma la natura anticipatoria dell'istituto e l'obbligo, da parte del giudice rimettente, di verificare la serietà della questione.

Massime di principio

  • Per i reati di evento come l'art. 2634 c.c. il luogo di consumazione deve essere individuato nel luogo in cui si è concretamente realizzato l'atto dispositivo che ha cagionato il danno (es. luogo di stipula o di esecuzione dell'atto), non automaticamente nella sede legale della capogruppo.
  • Quando sono contestate più operazioni tra società diverse, occorre chiarire preliminarmente se si tratta di più reati autonomi o di un unico reato continuato: quella qualificazione è una valutazione di fatto riservata al giudice di merito e condiziona la determinazione della competenza territoriale.
  • Il rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. è ammissibile solo se il giudice rimettente non è certo della propria competenza, ritiene la questione 'seria' e fornisce elementi concreti di fatto e diritto; non è ammissibile come strumento esplorativo o per deferire alla Corte questioni fattuali controverse.
  • Difese e accusa, nella contestazione della competenza territoriale, devono puntare su elementi documentali chiari (sede e luogo di stipula degli atti, luogo di pagamento, delibere societarie, luogo di conservazione delle quote) perché il giudice possa decidere la competenza senza necessità di rinvio per questioni di fatto.
  • In situazioni analoghe, se si vuol ottenere o opporre un rinvio alla Corte di cassazione, il giudice remittente deve motivare in modo dettagliato i profili di difficoltà giuridica e gli elementi concreti che rendono la questione di competenza non immediatamente risolvibile; altrimenti la richiesta di rinvio sarà probabilmente dichiarata inammissibile.

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