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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9853/2023 del 08/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Costantino ha impugnato l'ordinanza del 05/08/2022 che, pur avendo in parte accolto la sua richiesta, aveva sostituito gli arresti domiciliari con la sospensione dall'ufficio pubblico per 12 mesi e aveva statuizioni su vari capi di imputazione. Ha dedotto sei motivi principali: 1) insufficienza e vizio di motivazione circa i gravi indizi per il capo 11 (turbata libertà degli incanti) ritenendo che il suo intervento fosse un legittimo "soccorso istruttorio" privo di intento illecito; 2) analogo vizio per il capo 15 (altra turbata libertà degli incanti) per lo stesso motivo; 3) vizio di motivazione sul capo 29 (falso ideologico relativo alla data di ultimazione di un ponte), contestando la prova che i lavori non fossero ultimati e sottolineando errori materiali nelle date; 4) vizio di motivazione sul capo 30 (falso ideologico relativo al progetto di riqualificazione dell'area pescherecci), sostenendo che egli aveva redatto solo il "progetto definitivo" e non l'esecutivo e che non sussisteva falsità dolosa; 5) contraddizione tra motivazione e dispositivo sul capo 32 (il Tribunale aveva affermato l'insussistenza di gravi indizi ma non lo aveva esplicitamente annullato nel dispositivo); 6) vizio nella valutazione delle esigenze cautelari concrete e attuali.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata rinviando il giudizio al Tribunale di Roma per nuovo esame. Ha rilevato: (i) incoerenze e aporie motivazionali in più parti dell'ordinanza impugnata; (ii) il quinto motivo fondato per la palese contraddizione tra il testo motivazionale (che dichiarava l'assenza di gravi indizi per il capo 32 e la necessità di annullare l'ordinanza rispetto a quel capo) e il dispositivo, che tuttavia non includeva il capo 32 tra quelli annullati; (iii) il terzo motivo fondato sul capo 29 perché la motivazione non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare che i lavori non fossero ultimati (le imprecisioni sulle date e l'assenza della firma sul documento di fine lavori non sono risultate prove convincenti di falsità); (iv) le rimanenti parti relative ai capi 11 e 15 (turbata libertà degli incanti) presentano aporie e non dimostrano in modo chiaro i gravi indizi rispetto alla condotta definita come utilizzo strumentale dei "soccorsi istruttori"; (v) il capo 30 presenta una motivazione contraddittoria circa la reale esecuzione di parte delle opere e la sussistenza del dolo nella presunta falsificazione, quindi anche qui la prova è ritenuta non sufficientemente chiara. Per tali ragioni l'ordinanza del riesame è stata annullata e rinviata per nuovo giudizio; il motivo residuo sulle esigenze cautelari è stato assorbito.

Massime di principio

  • La motivazione del giudice deve essere coerente e non contraddittoria: se il giudice conclude per l'insussistenza dei gravi indizi su un capo, il dispositivo deve recepire esplicitamente tale conclusione; in caso contrario il provvedimento è annullabile.
  • Le imprecisioni materiali (date errate, assenza di firma su documenti) non sostituiscono una prova del dolo o della falsità: serve un collegamento probatorio chiaro e persuasivo tra gli elementi emersi e l'ipotesi di reato.
  • Le intercettazioni e le conversazioni vanno valutate nel loro contesto: risultanze compatibili con un regolare completamento dei lavori non bastano a dimostrare la falsità dolosa se non emerge un chiaro elemento intenzionale.
  • Per il falso ideologico è necessario che emerga il dolo specifico (la volontà di attestare il falso per ottenere un vantaggio): l'ammissione di un "errore" o la successiva correzione del progetto indeboliscono la prova del dolo.
  • Nelle contestazioni di turbata libertà degli incanti, l'uso di "soccorsi istruttori" può essere legittimo; spetta al giudice dimostrare con argomentazione convincente che tale strumento sia stato strumentalizzato per favorire un concorrente.
  • Se il provvedimento cautelare fa affidamento su esigenze cautelari, queste devono essere specificamente e concretamente motivate rispetto alla situazione attuale: motivazioni generiche o non aggiornate possono rendere la misura vulnerabile al gravame.

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