Cassazione Penale, Sentenza n. 40799/2024 del 06/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Festa Salvatore ha chiesto la rescissione del giudicato ex art. 629-bis cod.proc.pen. sostenendo che non aveva avuto la conoscenza personale delle udienze: le notifiche (decreto di citazione a giudizio e decreto di citazione per appello) erano state eseguite presso lo studio del difensore di fiducia presso il quale aveva eletto domicilio, ma tale difensore (avv. Hubert Oberarzbacher) aveva poi depositato formale rinuncia al mandato e dichiarato di non accettare più l'elezione di domicilio e di non voler ricevere ulteriori notifiche; nonostante ciò le autorità hanno continuato a effettuare notifiche presso lo studio del domiciliatario rinunciante e il ricorrente è stato dichiarato assente sia in primo grado sia in appello, con condanna resa irrevocabile il 29/07/2023. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'esclusione della mancata incolpevole conoscenza della celebrazione del processo sia in primo grado sia in appello.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza del presupposto del giudicato: al momento della decisione era venuto meno il requisito di irrevocabilità della sentenza oggetto di rescissione, poiché il difensore aveva ottenuto con ordinanza della Corte di legittimità (1/9/2024) la restituzione in termini ex art. 175 cod.proc.pen. per proporre impugnazione contro la sentenza del 4/5/2023; pertanto la sentenza era nuovamente impugnabile e non costituiva più oggetto di rescissione straordinaria. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della cassa delle ammende, in ragione della colpa nel proseguire l'azione nonostante fosse venuto meno il presupposto fondamentale dell'istanza.
Norme richiamate
art. 629-bis cod. proc. pen.
La norma disciplina la rescissione del giudicato atta a rimettere in discussione una sentenza di condanna irrevocabile; la Corte ha interpretato che il requisito dell'irrevocabilità deve sussistere sia al momento della proposizione dell'azione sia al momento della decisione: se la sentenza torna ad essere impugnabile, l'azione di rescissione diviene inammissibile
art. 415-bis cod. proc. pen.
Norma richiamata nel contesto della nomina del difensore di fiducia a seguito della notifica di avviso; la sentenza evidenzia l'importanza della corretta conoscenza e delle modalità di elezione di domicilio ai fini della validità delle notifiche
art. 175 cod. proc. pen.
Consente la restituzione in termini per proporre impugnazione; la concessione della restituzione ha fatto venir meno l'irripercorribilità della sentenza, determinando l'inammissibilità della domanda di rescissione che presupponeva invece la definitiva irrevocabilità della sentenza
Massime di principio
- La rescissione del giudicato ex art. 629-bis è ammissibile solo se la sentenza è definitivamente irrevocabile sia al momento della proposizione dell'istanza sia al momento della decisione: se la sentenza torna ad essere impugnabile (es. restituzione in termini), l'azione di rescissione è inammissibile
- La notificazione presso il domicilio eletto presso un difensore ha efficacia solo se il domiciliatario ha accettato l'elezione; una formale rinuncia del difensore domiciliatario rende dubbia l'efficacia delle notifiche ricevute presso il suo studio e può costituire elemento a favore della mancata conoscenza, ma occorre provare l'assenza di notifica personale o di altra forma idonea di conoscenza
- Prima di proporre rimedi straordinari come la rescissione è necessario verificare lo stato di irrevocabilità della sentenza e l'eventuale esistenza di possibilità di impugnazione ordinaria: il venir meno del requisito di irrevocabilità rende l'azione straordinaria inammissibile
- Chi propone impugnazioni o istanze straordinarie deve monitorare tempestivamente gli sviluppi processuali (es. restituzioni in termini concesse dal giudice) per evitare di coltivare rimedi non più pertinenti, pena condanne per spese e ammende
- In presenza di notifiche effettuate presso un difensore che ha rinunciato al mandato, è prudente chiedere al giudice verifica della regolarità delle notifiche e, se del caso, richiedere provvedimenti per ottenere notifiche personali o nominare tempestivamente un difensore d'ufficio per tutelare i diritti processuali
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