Cassazione Civile, Ordinanza n. 17990/2026 del 04/06/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (struttura sanitaria)
La controversia
Una struttura privata che aveva erogato prestazioni di patologia clinica per assistiti del SSN negli anni 2010, 2011 e 2012 chiedeva il pagamento delle somme che assumeva indebite decurtate dall'ASL mediante applicazione dello sconto tariffario. In primo grado la domanda era stata accolta sulla base dell'esistenza di contratti ex art. 8-quinquies d.lgs. 502/1992. In appello l'ASL otteneva il rigetto della pretesa: la Corte territoriale riteneva non provata, entro i termini di rito, la sussistenza di un valido rapporto di accreditamento e di contratti efficaci per il periodo controverso, osservando che i documenti prodotti non integravano un provvedimento regionale di accreditamento e che i contratti erano stati sottoscritti in corso d'anno; respingeva anche la domanda subordinata di arricchimento senza causa per difetto di prova della depauperazione e del vantaggio dell'ente. Con il ricorso per cassazione la struttura deduceva, in sintesi, violazione di giudicato interno e del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, violazione degli artt. 115 e 2697 c.c. per mancato rispetto del principio di non contestazione, erronea applicazione della disciplina dell'accreditamento transitorio e della necessità di contratti anteriori ai tetti di spesa, mancato riconoscimento della possibilità di integrazione probatoria dopo la rimessione sul ruolo, omesso esame di fatti decisivi e falsa applicazione dell'art. 2041 c.c.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo di ricorso, ritenendo che sulla sussistenza del rapporto di accreditamento e dei contratti si fosse formato un giudicato interno non superabile d'ufficio in appello. Ha valorizzato il fatto che il Tribunale aveva fondato la decisione sull'esistenza di contratti ex art. 8-quinquies e, implicitamente, dell'accreditamento, e che l'appello dell'ASL non investiva quel nucleo decisorio ma altri profili (giurisdizione, prescrizione, sconto tariffario, giudicato TAR). Ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato alla Corte d'appello di Salerno, in diversa composizione, anche per le spese. Sono rimasti assorbiti gli altri motivi di ricorso. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 112 c.p.c.
Richiamato come parametro del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, invocato dal ricorrente per contestare la decisione d'appello.
art. 115 c.p.c.
Richiamato in relazione al principio di non contestazione e alla valutazione delle prove documentali.
art. 132 c.p.c.
Richiamato sotto il profilo della motivazione della sentenza.
art. 2697 c.c.
Richiamato in tema di riparto dell'onere della prova circa accreditamento e rapporti contrattuali.
art. 2909 c.c.
La Corte lo ha applicato per affermare la formazione del giudicato interno sulla validità ed efficacia del rapporto contrattuale e dell'accreditamento.
art. 324 c.p.c.
Richiamato per individuare il perimetro del giudicato interno.
art. 329 c.p.c.
Richiamato per la preclusione derivante dal mancato appello sul capo deciso.
art. 342 c.p.c.
Richiamato quanto ai limiti devolutivi dell'appello.
art. 345 c.p.c.
Richiamato in tema di nuove questioni e rilievo officioso in appello.
art. 8-bis d.lgs. n. 502 del 1992
Invocato dal ricorrente come parte del sistema dell'accreditamento sanitario.
art. 8-quater d.lgs. n. 502 del 1992
Richiamato per la disciplina dell'accreditamento istituzionale e dei requisiti regionali.
art. 8-quinquies d.lgs. n. 502 del 1992
Richiamato quale base dei contratti tra ASL e struttura accreditata e dei criteri di remunerazione.
art. 6, comma 6, l. n. 724 del 1994
Richiamato nella discussione sul regime transitorio dell'accreditamento delle strutture già convenzionate.
art. 1, commi 237-quater e ss., l.r. Campania n. 4 del 2011
Richiamato dal ricorrente a sostegno della disciplina regionale di attuazione dell'accreditamento.
art. 16 r.d. n. 2440 del 1923
Richiamato dal ricorrente in tema di forma e stipula dei rapporti con la PA.
art. 17 r.d. n. 2440 del 1923
Richiamato dal ricorrente in tema di forma e stipula dei rapporti con la PA.
art. 2, comma 7, d.p.r. 14 gennaio 1997
Richiamato dal ricorrente nel quadro dei requisiti per l'accreditamento sanitario.
art. 32, comma 8, l. n. 449 del 1997
Richiamato dal ricorrente in tema di programmazione e tetti di spesa sanitaria.
art. 1322 c.c.
Richiamato dal ricorrente per la qualificazione e autonomia contrattuale degli accordi.
art. 3 Cost.
Richiamato dal ricorrente nel contesto della censura sulla disciplina applicabile.
art. 32 Cost.
Richiamato dal ricorrente nel contesto della disciplina sanitaria e del SSN.
art. 41 Cost.
Richiamato dal ricorrente nel contesto della libertà di iniziativa economica e della remunerazione delle prestazioni.
art. 81 Cost.
Richiamato dal ricorrente nel contesto della programmazione della spesa sanitaria.
art. 97 Cost.
Richiamato dal ricorrente nel contesto dell'azione amministrativa e della regolarità dei rapporti con la PA.
art. 2041 c.c.
Richiamato per la domanda subordinata di arricchimento senza causa, respinta in appello per difetto di prova del depauperamento e del vantaggio.
art. 2043 c.c.
Richiamato come ulteriore domanda subordinata risarcitoria.
d.lgs. n. 231/2002
Richiamato quale fonte degli interessi richiesti sulla somma domandata.
d.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater
Richiamato per escludere l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in ragione dell'accoglimento del ricorso.
Massime di principio
- Se il giudice di primo grado ha deciso una domanda presupponendo la validità ed efficacia del rapporto contrattuale su cui essa si fonda, e tale punto non è stato investito dai motivi di appello, si forma giudicato interno sul fatto costitutivo, precludendo al giudice d'appello il rilievo officioso della sua inesistenza o nullità.
- Il rilievo officioso della nullità o della mancanza del titolo contrattuale è consentito in appello solo se la questione non sia già coperta da giudicato interno e non sia stata oggetto di specifica delibazione nel merito nei gradi precedenti.
- Quando l'appello dell'amministrazione non contesta il nucleo decisorio relativo all'esistenza dell'accreditamento e del contratto, ma solo aspetti accessori o differenti della pretesa, il giudice di appello non può rimettere in discussione quel presupposto costitutivo.
- In tema di rapporti tra struttura sanitaria privata e ASL, la prova del titolo giuridico della remunerazione va valutata alla luce della formazione del giudicato interno e non può essere riaperta d'ufficio se la sentenza di primo grado l'ha implicitamente o esplicitamente riconosciuto.
- La domanda di arricchimento senza causa richiede allegazione e prova del depauperamento subito dall'attore e del correlativo arricchimento del convenuto, non essendo sufficiente la mera deduzione che una tariffa non integrale abbia ridotto il corrispettivo spettante.
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